L'Acmar Ravenna piange Carlo Alberto Lelli

Basket Ravenna Piero Manetti piange la scomparsa di Carlo Alberto Lelli, padre della pallacanestro maschile ravennate, morto lo scorso 23 dicembre all’età di 93 anni. Carlo Alberto, da tutti conosciuto come “Mario”, è stato l’esponente di spicco di un’intera epoca della pallacanestro cittadina, prima come giocatore e poi da allenatore, dai tempi dei campi all’aperto del Liceo Scientifico Oriani e della Casa del Popolo di via Paolo Costa, fino allo sbarco al Palazzetto Coni – ora PalaCosta – e al triennio di B1 giocato al Pala de Andrè. 

In qualità di giocatore/allenatore, Lelli guidò la Robur Ravenna che vinse le finali nazionali di serie B a Reggio Emilia nel 1949/50, conquistando una clamorosa quanto inaspettata promozione nella massima serie. Fu il gradino più glorioso del basket cittadino, che in un rapido crescendo passò dalla serie D del 1946 alle sfide contro Virtus e Gira Bologna, Borletti Milano, Reyer Venezia, Roma, Triestina e Benelli Pesaro, nell’unico anno in serie A della nostra pallacanestro. 

Dopo un anno da giocatore, vestendo la maglia del Gira Bologna, Lelli torno definitivamente in città; occupò il ruolo di capo-allenatore in prima squadra fino al 1966, per poi dedicarsi al settore giovanile, formando decine di giocatori e aprendo la strada a una serie di tecnici tutt’ora in attività con il Basket Ravenna. A testimonianza della sua meritoria attività, ricevette la Stella di bronzo dal Coni nel 1974 e il premio Cavalieri del Panathlon cittadino nel 1997.

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