L'All-Star Game e la rivincita dei secondi

a cura di Vincenzo Ruggiero (La Pagina del Cestista)

Questo è stato l’All-Star Game dei punti totali realizzati: 374;
È stato anche l’All-Star Game di Anthony Davis che grazie ai suoi 52 punti ha realizzato la miglior prestazione in una partita delle stelle, battendo il record di Chamberlain (42);
C’è stata anche “The Reunion” dei vecchi Thunder, ormai ad OKC è rimasto solo Westbrook, perché Durant ora è agli Warriors e Harden ai Rockets;
Ed è stato l’All-Star Game in ricordo di Craig Sager.
Ma questo è stato anche l’All-Star Game dei “secondi”, quelli che probabilmente non dovevano essere lì in quel momento, ed invece lo meritavano più di tutti.
Partiamo dall’Est, con la storia a mio parere più bella, quella di Butler:
30ª scelta al Draft del 2011. Butler non solo si è dovuto guadagnare ogni singolo secondo in questa Lega, ma è riuscito a trovare un po’ di serenità nella sua vita, dopo essere stato abbandonato da ragazzino.
Un po’ diversa la storia di Antetokounmpo, che da venditore ambulante si è trovato protagonista di uno degli spettacoli più belli del Pianeta (15ª scelta al Draft del 2013).
Poi ci sarebbe un uomo che è riuscito a stupire tutti grazie al suo talento e alla sua forza di volontà, sto parlando di Isaiah Thomas, scelto alla numero 60 al Draft del 2011, motivo di sicuro l’altezza, la carta d’identità dice 1.75 m.
E poi c’è un giocatore che con questa partita ha poco a che fare, ma intanto spiega pallacanestro, parlo di Paul Millsap, scelto alla 47 al Draft del 2006.
Ed infine si arriva a Kyle Lowry, scelto con la 24ª scelta al Draft del 2006. Un giocatore che nelle prime 6 stagioni ha giocato poco più di 22 minuti a partita non raggiungendo mai la doppia cifra di media. Solo per dire, ora ne gioca quasi 38 ai Raptors segnando 23 punti a partita.
4 invece le “sorprese” dell’Ovest.
Partiamo dal nostro continente con Marc Gasol, lo spagnolo è stato scelto con la 48 al Draft del 2007. Da tutti era considerato “il fratello ciccione” di Pau. Intanto “quel fratello” all’All-Star Game è andato a 2 assist dalla tripla doppia, ed è la stella assoluta dei Memphis Grizzlies.
Poi c’è un giocatore che conosciamo molto bene, tale Kawhi Leonardo, scelto con la 15 al Draft del 2011. Ai tempi del college era considerato solamente un ottimo atleta, ora invece è considerato semplicemente uno dei top player della Lega.
Un’altra scelta altissima è quella di DeAndre Jordan, nel 2008 34 giocatori sono stati scelti prima di lui. Ora ai Clippers raccoglie le perle di CP3, e viaggia a 12 punti e quasi 14 rimbalzi di media.
Ed infine c’è l’uomo “snobbato” per eccellenza, sto parlando di Draymond Green, scelto alla 35 nel 2012. Tutti parlavano solo degli Splash Brothers, ed in pochi capivano l’importanza dell’uomo ex Michigan State. Un giocatore capace di fare una tripla doppia senza punti, anche lui si è preso la sua rivincita, e tutti hanno riconosciuto il suo valore.
Quindi dopo tutto, questo è stato anche l’All-Star Game delle rivincite, a dimostrazione che non bisogna mollare mai.

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