Le pagelle ignoranti di "Space Jam"

LOONEY TUNES

Bugs Bunny 8: un minuto di applausi per aver disegnato le canotte per la squadra: dite la verità, metà di voi ha lasciato un trentello a ebay per prendersi una maglietta della partita. A parte MJ è il leader indiscusso, può giocare in 4 ruoli, la sua duttilità manda in confusione i Monstars che cambiano continuamente marcatura su di lui. Decide la partita preparando una bibita magica composta da acqua del rubinetto. Sì, proprio quella che sentiamo andare su e giù dopo che il coach ci manda a bere a metà allenamento. Amato dal pubblico e idolo delle teen. Almeno mezzo voto in più per aver evitato la friendzone di Lola e per averle salvato la vita. TUTTA LA NOTTE, LOLA E MIGNOTTE

Lola Bunny 7.5: anche se è un coniglio ed è alta 60 cm, è comunque il motivo per cui la maggior parte di noi ha cominciato con la pallacanestro. Tecnicamente forse la migliore dei Looney Tunes, per questo viene pressata a tutto campo sia dai Monstars che da Bugs, che ha organizzato tutto solo per bombarsela a fine partita. Bel gesto quello di condividere lo spogliatoio con una squadra composta da tutti uomini. Poi Jordan si accorge che c’è anche la nonna di Titti, e fa cambiare spogliatoio alle ragazze per evitare danni in doccia.
Nel mondo dei cartoni, il modo sensuale con cui si nutre di carote equivale ad una nostra pubblicità di Intimissimi con protagonista la Satta. NON CHIAMARMI BAMBOLA

Taz 7: fa scatenare il palazzo con la sua entrata da sotto il parquet da vero signore. Uomo in più della TunesSquad, non molto produttivo in fase realizzativa ma fondamentale a rimbalzo e spesso a marcare l’uomo più in forma degli avversari. È quell’esterno un po’ tuttofare che ogni squadra dalla C Silver in giù vorrebbe avere. Anche se la sua difficoltà nel parlare fa impazzire i compagni quando c’è da chiamare un blocco o un cambio difensivo. Si carica la squadra sulle spalle durante la rimonta. Uomo in più nel pulire la palestra dell’allenamento pre-partita. FRESCO AL LIMONE

Daffy Duck 6.5: un Minors come noi: l’entrata in campo nel silenzio ci ricorda un po’ il pubblico che esulta quando giochiamo: non c’è. Cerca di isolarsi da un mondo che non lo vuole e offre una prestazione da 4 tattico comunque migliore di un qualsiasi finto lungo di Prima Divisione. Le sue giocate imprevedibili in post-alto contro la zona 2-3 sono state prese e diffuse ai giovani dalla coppia Ettore Messina-Giordano Consolini. Fa ricredere il pubblico sbeffeggiando il Monstar Viola, si guadagna la stima e il rispetto di MJ con giocate nello stretto di furbizia e astuzia. È un po’ come l’under che viene preso in giro da tutti, ma una squadra senza di lui non può esistere. STARNAZZATORE

MJ 8.5: sua altezza reale, il signore del parquet. Allena e gioca in 5 ruoli diversi, si carica fisicamente i compagni sulle spalle, schiaccia in testa a bestioni di 7 metri l’uno, un po’ come faceva anche nella realtà. Si commuove così tanto quando Titti piange che quasi ci scappa il limone, i suoi discorsi motivazionali alla squadra farebbero caricare anche Kawhi Leonard. Il mondo dei cartoni si ferma per rendergli omaggio, anche se magari sapendo prima che bastava saltare da metà campo per segnare ogni volta, avrebbe evitato sforzi inutili e il rischio di fare lo schiavo a Moron Mountain. Non male la scelta di tornare a spiegarla sul parquet. Forse è meglio. MICHAEL! JEFFREY! JOOOOORDAN

Stan Podolak 7: marca a uomo Jordan dall’inizio alla fine del film, manco fosse un quindicenne arrapato con la più carina della classe. Solidarietà per tutto il palazzetto nei 30 secondi abbondanti di scoreggia involontaria. Piuttosto che farlo entrare anche solo per un secondo MJ farebbe entrare la nonna di Titti, o giocherebbe un uomo in meno. Voglia di fare, umiltà, generosità: bei valori, ma con la pallacanestro giocata non c’entra un cazzo. Per questo mi ricorda tanto un Homo Minors. A fine partita è contento non tanto per la vittoria, ma per la cena post partita con hangover quotata a 1.07. Tenta invano di approcciare la nonna di Titti mentre scalda insieme a lei la panchina. PANZONE

Bill Murray 7.5: fa più giocate giuste lui in 20 secondi che tutti noi messi insieme in una carriera. Salva la squadra dall’interruzione della partita per mancanza di uomini, gestisce la squadra e i possessi decisivi, detta i tempi dei passaggi e dei mignottoni post vittoria. Quel dietro schiena no-look è fatto con la stessa semplicità con cui un play nano si butta dentro e fa partire il contropiede avversario. La sua apparizione per pochi secondi mi ricorda un po’ il 4 tattico di 42 anni che viene messo in campo per pochi istanti solo per tirare dai 5 metri contro le zone avversarie. Arrivare gli ultimi 10″, entrare e dominare con estrema tranquillità per portarla a casa facile di 1 sarebbe il sogno di tutti noi. Che al contrario arriviamo un’ora e mezza prima della partita e ne prendiamo 20. MA QUESTA È UN’ALTRA STORIA.

 

MONSTARS

Monstar rosso 6.5: psicologicamente non è facile avere il fisico di Titti in un quintetto dove il più piccolo è alto 8 metri. Ball-handing, visione di gioco periferica, coast to coast, passaggi no-look, pressing a tutto campo: fa impazzire i Looney Tunes per tutta la partita, anche se in realtà a Moron Mountain è rispettato come un vegano al Roadhouse. È sicuramente il Monstar con più talento, anche se quando il tuo doppiatore italiano è una donna forse due domande devi cominciare a fartele. PLAY-NANO

Monstar arancione 7: improbabile guardia di 7 metri per 873 kg, sfrutta la sua fisicità e i T-game a suo favore per andare spalle a canestro a dare due culate. Anche se il Looney Tune più alto è 75 cm e basterebbe schiacciare ogni volta saltando dai 9 metri. Bello il film, ma avrei anche evitato di vedere la sua bava arancione. Si lamenta tutto il tempo con la società perché la divisa gli va stretta, ma le taglie più grosse servivano ai compagni e si deve accontentare di una M. ALESSANDRO GENTILE

Monstar Viola 7.5: discute per tutta la partita con quello verde per poter giocare da 4 tattico, solo perché avendo i piedoni lenti fa fatica a marcare gli esterni. Alla fine si sacrifica per la squadra e diventa lui un problema per gli avversari. Uomo di fiducia del team, quando ci sono difficoltà si va da lui. Tiri nei momenti giusti, gioco corale, difesa fisica: è il punto di riferimento, anche se il suo ciuffo viene usato a fine partita dal bidello per pulire il palazzetto. Un minuto di silenzio per quando Daffy fa diventare la sua faccia un quadro di Picasso. Uomo, anzi, MOSTRO SQUADRA

Monstar verde 6.5: da piccolo alieno insignificante è quello che subisce il cambiamento più grande, diventando un bestione che domina il parquet e che ogni squadra Minors vorrebbe avere. Anche se quel capello arancione è illegale in 134 paesi. Va nel pallone durante la rimonta dei Looney Tunes, anche se con le sue schiacciate è l’uomo della contro-rimonta per il finale punto a punto. Idolo della curva ospite, fischiato sin da primi minuti dal pubblico locale perché avversario più temuto per caratteristiche tecnico-tattiche. 4 TATTICO

Monstar blu 7: tutte le volte che ho scritto qualcosa sui lunghi minors mezzi addormentati ho sempre pensato a lui. Imponente in altezza, ma con lo stesso carisma di Bambi a tu per tu con un cacciatore, tenta di stoppare ogni cosa che passa e di fare la boa a metà campo sul pressing avversario, anche se spesso sbatte la testa contro la struttura del palazzo. Criticato e insultato dai compagni, è comunque prezioso in difesa e utile a rimbalzo, anche se si deve piegare ogni volta. Avere i denti disposti col falso nueve e un fiocco rosa imbarazzante non aiutano a sviluppare la sua personalità. LUNGO MINORS

 

#sempreminors

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