Loi e Scuderi: l'arte del giovane playmaking

Da una parte una giovane promessa del basket italiano, con numeri e medie da capogiro e la faccia da bravo ragazzo, dall’altra… lo stesso, ma con diversi campionati in serie B da protagonista e con cinque candeline in più soffiate rispetto al suo avversario.
Sabato pomeriggio al Pala Rinaldi si affronteranno Basket Roma e San Paolo ma tutti gli occhi saranno (soprattutto) sulle due giovani stelle. A San Paolo serve tenere alta la concentrazione e non mollare di un centimetro per tenere il pass0 della capolista Stella Azzurra Viterbo; a Roma invece la voglia di continuare sulla scia delle tre vittorie consecutive dopo un avvio più che complicato (0 punti in 3 partite).
Sembra strano parlare di Loi al singolare, non potremmo citare nessun giocatore della squadra di coach Colella senza menzionare tutto il gruppo dei granata. La loro forza è proprio questa: squadra giovane, senza innesti stranieri, cresciuta insieme sin dai primi palleggi sul parquet ed arrivata a giocarsi la serie C dopo aver dominato in quasi tutti i campionati Under. Non potremmo nemmeno parlare di un “asso nella manica” di Federico Loi che ha già dimostrato di saperci fare da 3, di essere molto difficile da marcare in fase di penetrazione e di avere un’intesa tale con i compagni da potersi permettere qualsiasi tipo di passaggio.
Dall’altra parte Scuderi ha sofferto dal punto divista dei risultati il lento andamento della sua squadra ma si è sempre distinto per intraprendenza e canestri spettacolari, rendendosi a suo modo sempre protagonista in positivo. L’ex Luiss dalla sua ha una squadra molto più esperta e soprattutto ha accanto a se, come guardia un campione come Giuliano Maresca. In difesa l’arciere di Catanzaro ha dimostrato di saperci fare, lasciando passare soltanto pochi fortunati in fase di scivolamento.
Di sicuro ci sarà da divertirsi, San Paolo parte favorita ma l’esperienza e la crescita di Basket Roma può mettere in difficoltà Colella e i suoi ragazzi, in questa cornice però i riflettori saranno sui palleggiatori che tanto ci hanno fatto divertire e che di sicuro continueranno a farlo.

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Martino Ruggiero Nato a Taranto, trasferito a Roma tre anni fa per inseguire il mio sogno e per studiare Giurisprudenza, 21 anni. Seguo qualsiasi sport da quando sono nato. Per la pallacanestro ho fatto il giocatore, l'allenatore e il telecronista ma i tasti più consumati del mio telecomando sono quelli che mi portano al calcio. Amante delle storie sportive, da raccontare, da leggere e da ascoltare. Appassionato di viaggi, non conosco un stato d'animo diverso dall'ottimismo.