L'Unieuro batte Roma e conquista la Coppa Italia di serie B

Unieuro Forlì – Eurobasket Roma 78-64 (21-17, 43-25, 58-46)
Unieuro Forlì: Ferri 15, Bonacini 5, Pederzini 19, Arrigoni 11, Rotondo 13; Maggio 8, Pignatti 7, Marsili; Rombaldoni e Biandolino ne. All. Garelli
Eurobasket Roma: Stanic 19, Fanti 4, Staffieri 5, Birindelli 4, Dip 11; casale 2, Rizzitiello 8, Righetti 11, Petrucci; Cicchetti ne. All. Bonora
Arbitri: Marzo di Lecce e Massafra di Firenze
Note: Spettatori 1.500 (500 da Forlì). Usciti per falli Rotondo e Righetti
RIMINI (RN) – A 13 anni dalla vittoria della Fulgor in quel di Montecatini, la Coppa Italia Serie B torna a Forlì. A riportarcela è la Pallacanestro 2.015, che a meno di un anno dalla sua fondazione mette in bacheca il suo primo trofeo. Un premio che gratifica mesi densi di forsennato impegno da parte di decine di persone con un chiodo fisso: ridare dignità al basket forlivese. Quello di Rimini è certamente un passo in questa direzione, successo che va ovviamente letto non come un obiettivo stagionale vero e proprio, tuttalpiù come un ‘traguardo volante’ che gratifica la lunga gara a tappe che porterà chi sarà più bravo, costante e magari anche fortunato in A2.
La ‘due giorni’ di Rimini restituisce ai tifosi forlivesi un’Unieuro quadrata, coesa, organizzata, difensivamente a tratti insuperabile, forte di nuovi equilibri raggiunti e di partite magistralmente preparate dal suo staff tecnico. E restituice pure la consapevolezza che quando, eventualmente, a giugno si dovessero incontrare le squadre degli altri girone, di là non ci saranno marziani o supermen: ci saranno squadre di pallacanestro contro cui si potrà competere con concentrata tranquillità.
Il successo in finale contro l’Eurobasket Roma – negli ambienti dell’RNB Basket Festival data come “fortissima” – ha qualche analogia con quello del giorno prima contro Orzinuovi, anche se in termini assoluti la Pallacanestro 2.015 soffre probabilmente ancora meno. Consentendosi pure il lusso di lasciare in pace il polpaccio di Rombaldoni. Le analogie, dicevamo. Già, quali analogie? Primo tempo con avvio equilibrato e poi scatto forlivese. Oddio, scatto forse è limitativo, visto che il break 18-2 biancorosso (dal 21-19 dell’11’ si va al 39-21 del 17′) è qualcosa si stordente. In quei 6′ d’inferno per coach Bonora succede di tutto: sotto la regia ancora una volta egregia di un Ferri eletto giustamente Mvp della finale, Rotondo porta a scuola i pariruolo con ubiracanti movimenti ambidestri, Pederzini e Arrigoni sono due martelli pneumatici, Maggio graffia a 3. Ma, come di consueto, è in difesa che l’Unieuro edifica le sue fortune, alzando muri che nemmeno le formidabili accelerazioni di Stanic possono valicare, seppellendo i malcapitati Dip e Birindelli, mentre Righetti, di mestiere, tenta di arginare la valanga forlivese.
Ripresa in cui – come con Orzinuovi – Forlì è vittima di un parziale calo motivazionale che consente a Roma di rosicchiare qualcosa, anche se i margini nel terzo periodo – pur assottigliatisi – restano in doppia cifra. E allora ultimi 10′, in cui per un attimo i signori Marzo e Massafra pare vogliano una parte in commedia (demenziale antisportivo più tecnico-quinto fallo ad uno stupito Rotondo in avvio), ma l’ardimento di Stanic e di un redivivo Rizzitiello sbattono contro l’accurato management del finale di Ferri e gli ultimi velenosi graffi di Pederzini.
Sirena, Romagna Mia, foto-ricordo e tanto entusiasmo; poi verranno le doccie di spumante sotto la doccia e la pioggia di applausi allo stand Pallacanestro 2.105 da parte dei tifosi, vogliosi di abbracciare Garelli e i suoi ragazzi. E’ solo una Coppa Italia di Serie B, vero: ma a Forlì, non essendo avvezzi a scudetti, allori e campionati vinti, si può essere felici per qualche ora anche per questo. Sperando che si tratti di “prove generali”…
Riccardo Girardi
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