L'Unieuro Forlì passa ad Ancona grazie al duo Johnson-Adegboye

US Basket Recanati – Unieuro Forlì 74-89 (17-27; 33-41; 49-63)

US Basket Recanati: Bolpin 4, Bader 22, Rush 9, Marini, Spizzichini 7; Sorrentino 2, Loschi 10, Maspero, Pierini 9, Infante 11; Raponi ne, Renna ne. All. Sacco.

Unieuro Forlì: Adegboye 18, Bonacini 11, Johnson 22, Castelli 3, Amoroso 10; Ferri 10, Paolin, Ravaioli, Pierich 10, Thiam 2, Rotondo 3; Del Zozzo ne. All. Valli.

Arbitri: Bartoli – Giovannetti – Foti.

Note: 1.800 spettatori, di cui 700 da Forlì. Usciti per falli: Rush (due antisportivi), Rotondo, Castelli.

ANCONA (AN) – Dopo ben 263 giorni dall’ultimo ‘hurrà’ lontano dal Palafiera – il 12 giugno 2016, contro Montegranaro nella ‘finalina’ di Montecatini -, l’Unieuro centra la vittoria esterna nella partita probabilmente più importante della stagione. Al PalaRossini di Ancona, infatti, i ragazzi di coach Valli superano i padroni di casa di Recanati con una prestazione maiuscola e ‘massiccia’ per forza fisica ed intensità, comandando le danze dal primo all’ultimo minuto di gioco (massimo vantaggio il +17 a metà del terzo periodo) e legittimando il successo con una grande solidità mentale nei momenti più delicati dell’incontro. Vittoria dal peso specifico enorme, dicevamo: con i due punti conquistati ai piedi del Conero, infatti, Forlì abbandona l’ultimo posto in classifica appaiando Recanati a quota 12, ‘sorpassando’ i leopardiani per via del vantaggio negli scontri diretti.

Incontro a cui l’Unieuro fa prendere una piega ben decisa già nel corso della prima frazione di gioco, scendendo in campo con tanta ‘garra’ e cattiveria agonistica e portandosi subito sul +11. Da ‘circoletto rosso’ l’approccio con la partita di Bonacini, mattatore assoluto nei 10′ iniziali con canestri fondamentali all’interno dell’allungo forlivese ed una difesa a dir poco arcigna e tignosa, prestazione super-positiva che ‘porterà’ poi avanti fino alla sirena finale chiudendo la sua serata con 11 punti e ben 6 recuperi, con un’importanza che va ben oltre le mere cifre del tabellino personale. Nemmeno nel corso del secondo quarto, successivamente, Recanati riesce ad avvicinarsi agli avversari, complice anche un eccessivo nervosismo che, tra le altre cose, porterà all’espulsione di coach Giancarlo Sacco per doppio tecnico fischiato ai danni della panchina.

Rientro dalla pausa lunga ancora più traumatico per i leopardiani, respinti dalle triple di un ‘indiavolato’ Melvin Johnson che valgono un mini-parziale di 8-0 in favore dell’Unieuro, per il 35-52 piuttosto rassicurante per il prosieguo del match. Secondo tempo da favola quello dell’ex Varese, autore di ben 17 punti complessivi nei secondi 20′ (con un ottimo 5/6 dalla lunga distanza) ed ottimamente assistito da “Ogo” Adegboye e da un Ferri in costante fase ‘ascendente’ nelle ultime settimane. Stoica, inoltre, la prova di Ryan Amoroso, che ha stretto i denti fino alla sirena finale – nonostante una bruttissima caduta sul fianco sinistro dopo un contatto a rimbalzo – con grande energia e forza fisica.

Quando tutto aveva l’aria di una lunga e tranquilla ‘marcia’ verso la conclusione del match, però, ecco che Recanati è riuscita ad accorciare nel punteggio, dopo essere rimasta a galla con un’ottima precisione dalla lunetta (ben 30/33 ai liberi). Approfittando anche di un fisiologico calo fisico di Ferri e compagni, infatti, la compagine gialloblù è riuscita a ricucire fino al -6 a poco più di 4′ dalla fine, riuscendo a sopperire alla pesante mancanza di Rush (‘out’ per doppio fallo antisportivo) aggrappandosi alla spiccata ‘verve’ offensiva del tiratore Bader. Tentativo di rientro immediatamente ‘silenziato’ dalla tripla messa a bersaglio da Pierich, che, seguita dai canestri di Ferri ed Adegboye, mettono in cassaforte il risultato facendo esplodere di gioia il settore forlivese con tanto di rituale “Romagna Mia” a perdifiato.

Così un euforico Giorgio Valli al termine del match: “Questa è per i tifosi. Eravamo molto responsabilizzati circa l’importanza della gara, ma non è retorica o frase di circostanza dire che entrare in un palasport e trovarsi davanti un simile ‘muro’ biancorosso ci ha dato una carica in più. Più partite in una: dapprima una sfida tecnica, poi diventata cattiva, infine tattica… devo dire che ce la siamo cavata bene in tutte le ‘sfaccettature’ del match. Abbiamo portato ancora 6 uomini in doppia cifra, e queste sono indicazioni che ad un allenatore fanno molto piacere. Siamo felici della vittoria, dell’aggancio e ci godiamo un meritato quarto d’ora di felicità. Alla fine abbiamo fatto festa come se avessimo vinto una Coppa dei Campioni ma con la squadra ci siamo già parlati: da martedì ci rimettiamo a testa bassa a lavorare sodo, perchè la corsa salvezza è ancora molto molto molto molto (4 volte) difficile e siamo ancora sotto ai proiettili”.

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