L'Unieuro passa con autorevolezza a S.Miniato e aggancia la vetta

Etrusca San Miniato – Unieuro Forlì 51-82  (9-17, 18-37, 30-67)
Etrusca San Miniato: Stefanelli 18, Zita 2, Bruno 6, Pagni 14, Capozio; Di Noia 2, Parrini, Gaye 8, Rinaldi 2, Baldi. All. Barsotti
Unieuro Forlì: Ferri 3, Vico 13, Pederzini 13, Pignatti 7, Rotondo 17; Bonacini 3, Rombaldoni 7, Iattoni 7, Arrigoni 8, Biandolino 3. All. Garelli
Arbitri: Lombardo di Trapani e Giacalone di Erice (TP)
Note: Spettatori 400 (40 da Forlì). Nessun uscito per falli. Espulso Stefanelli.
San Miniato (PI) – E aggancio fu. Dopo due mesi abbondanti di inesausto inseguimento, a seguito del traumatizzante ko interno della seconda giornata, l’Unieuro si riallinea a Cecina sull’attico del campionato. Tecnicamente non è primo posto (ovviamente i rossoblu toscani hanno lo scontro diretto a favore), ma l’aggancio alla vetta, figlio della 10° vittoria consecutiva, suona come un meritato premio al grande lavoro posto in essere da Garelli e dai suoi ragazzi da molte settimane in qua.
Nel turno in cui l’ex-capolista solitaria esce con le ossa rotte da Cento sepolta da un ventello, la Pallacanestro 2.015 manda un segnale forte e chiaro, anzi fortissimo e chiarissimo, al campionato: lo fa demolendo, letteralmente, la temuta San Miniato. Sì, perchè il 52-81 finale, che avrebbe potuto ad un certo punto essere anche più ampio, stride sonoramente e, a ritroso, rende grottesche le guardinghe presentazioni di una partita che, avendo vinto qui solo Piacenza, non si riteneva potesse prendere una simile piega.
Se la forza di una squadra sta anche nella sua capacità di adattarsi alle caratteristiche dell’avversario, i segnali forniti dall’Unieuro sono dei migliori. Costretta dalla furia dei padroni di casa a calarsi immediatamente in una “rumba” come raramente ricordiamo di averne viste, Forlì non si perde in sofismi o snobismi da seconda della classe. Al contrario: non mostra alcun problema a rimboccarsi le maniche, indossare l’elmetto e rendere la pariglia, restituendo – con gli interessi – ai ninja etruschi sonore razioni di manate, legnate, linee di passaggio, energiche chiusure.
A parità di “legna”, con San Miniato forse sorpresa dal trovare un avversario tanto indisposto a subìre, non possono a quel punto che prevalere i valori tecnici. Con Rotondo, solo teoricamente il più inadatto per caratteristiche ad una simile corrida, che viceversa parte col turbo e apre l’abbuffata (6 punti e 5 rimbalzi a primo quarto ancora in corso), sfruttando gli spazi vuoti lasciati dal pivot titolare toscano Bertolini, ai box per una piccola lesione agli adduttori. Di lì in avanti le due triple di Vico sono solo il viatico verso una dilagante cavalcata che non avrebbe alcun senso dettagliare. Sappiate solo che l’Unieuro troverà riscontri di alta qualità da tutti gli uomini mandati in campo (grande impatto da Bonacini e Iattoni), scherzando i press e le zone di Barsotti, mandando in tilt una squadra brava nella lotta ma nella circostanza analfabeta nelle letture, continuando famelicamente a spingere sull’acceleratore senza alcuna pietà sportiva fino al massimo vantaggio +38 (23′, tripla di Rombaldoni, 36-74).
Il secondo tempo è insomma un sudaticcio trascinarsi, tra un’inaudita serie di scavigliate occorse ai padroni di casa e un cattivissimo Biandolino, che prima fa un fallo antisportivo, poi battaglia col gioiellino locale Stefanelli innervosendolo fino a farlo espellere. Sipario, con Forlì che può scavallare l’Appennino gustandosi un tanto agoniato primato.
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