Maddaloni travolto da Palestrina

Pall. San Michele Maddaloni- Pallacanestro Palestrina 50-84

Parziali: 9-17; 25-44; 30-63.

Maddaloni: Ragnino, Perillo n.e., Listwon 2, Caceres 17, Desiato 2, Marini, Rubbera 8, Garofalo 6, Rusciano 5, Florio 10, All. Monda, Ass. Palmisani, Ass. De Maria.

Palestrina: Cicognani 8, Rischia 13, Rossi 20, Molinari 5, Pecetta, Pierangeli 12, Pochini 1, Brenda 2, Gagliardo 12, Stirpe 11, All. Lulli, Ass. Cecconi, Ass. Bernassola.

Arbitri: Andrea Valzani di Martina Franca (TA) e Danilo Lucarella di Leporano (TA).

Cronaca: La Pallacanestro San Michele Maddaloni perde malamente tra le mura amiche del Pala Angioni-Caliendo contro una Pallacanestro Palestrina che evidenzia sul rettangolo di gioco le consistenti differenze tra i due roster. Una partita che su per giù dura poco meno di 15′, fin quando i ragazzi di coach Giovanni Monda sono stati capaci di rispondere colpo su colpo ai canestri degli avversari. Dopodiché è buio pesto per Maddaloni che prima fatica per restare attaccata al match, e poi mostra il fianco finendo per toccare gli oltre trenta punti di svantaggio.

Le prime azioni della partita fanno pensare ad una sfida equilibrata, con le squadre che almeno per i primi 7′ si replicano di continuo facendo alternare la leadership nel punteggio per ben cinque volte oltre alle quattro circostanze in cui si annota la parità. Palestrina inizia a scavare il solco grazie ai tanti rimbalzi offensivi, al 10′ saranno già 8, che le fanno prendere il vantaggio con un possesso pieno sul 9-12. Da lì in poi gli ospiti metteranno a segno un altro break di 0-5 mentre i locali con scarsa circolazione di palla non riescono a prendere alcun tiro ad alto coefficiente. E così al primo pit-stop il punteggio viene fissato sul 9-17.

Nella seconda frazione già alla prima occasione la formazione laziale raggiunge la doppia cifra di vantaggio. Il San Michele stringe i denti e prova a tenere in difesa i dirimpettai, limitando di gran lunga i rimbalzi offensivi, mentre invece in attacco grazie ad un chirurgico Alessandro Florio ed a un coriaceo Juan Manuel Caceres avviano un’altalena tra la singola e la doppia cifra di svantaggio. Il tutto dura sino al 16′ circa, ovvero fin quando Palestrina non aggiusta la mira dall’arco dei 6,75 iniziando a far male la retroguardia biancazzurra piuttosto sufficiente in queste occasioni. La forbice si allarga e a Maddaloni non resta che provare a mangiare qualche punticino senza però riuscirci, tanto da andare al riposo lungo con 19 lunghezze di svantaggio.

Al rientro dagli spogliatoi c’è sostanzialmente una sola squadra in campo, e purtroppo non sono i padroni di casa. Palestrina riempie bene l’area pitturata e raddoppia, se non addirittura triplica, ogni situazione di post basso. Per la legge del contrappasso, sugli esterni c’è spazio sufficiente per i tiratori avversari di prendere la mira e colpire. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, recita l’antico detto, e infatti Maddaloni non è mai capace di punire questa scelta tattica da parte degli avversari. Addirittura i maddalonesi impiegheranno 3′ per sbloccarsi grazie al gioco da tre punti di Luciano Rusciano, ma in generale realizzeranno soltanto la miseria di 5 punti nell’intero quarto. Inutile dire che Palestrina non abbassa l’intensità, e senza guardarsi indietro tocca prima le venti, poi le venticinque, poi le trenta ed infine le trentaquattro lunghezze di vantaggio (28-62 al 28′). La partita è bella che andata.

L’ultimo periodo si apre con i locali che in pratica in 30′ hanno segnato 30 punti, alla media di un punto al minuto che naturalmente è un bottino esiguo per il livello di questa categoria. Almeno però s’intravede un minimo di reazione, seppur oramai è troppo tardi. Trascinati dalla grinta e caparbietà di Caceres, i biancazzurri accorciano sino al meno venticinque (45-70 al 35′) prima di subire in rapida successione due bombe che riaprono il solco di oltre trenta punti. La partita ha davvero poco altro da raccontare, e così si arriva alla sirena finale con Maddaloni che muore con il pallone tra le mani.

Giovanni Bocciero

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