Meini presenta il derby tra Virtus Roma e NPC Rieti

Guido Meini, classe 1979, playmaker titolare della Virtus Roma, è un giocatore toscano di grandissima esperienza nel campionato di Serie A2 dove ha disputato oltre 230 partite (vestendo anche le maglie di Pavia, Veroli e di Montecatini). Nelle scorse stagioni ha militato in A1 con Venezia e Pistoia, mentre l’anno scorso era in A2-Gold con Trapani.

In attesa del derby di venerdì sera lo abbiamo intervistato per osservare Rieti attraverso i sui occhi.

Quali sono i vostri obiettivi stagionali?

“La Virtus Roma è una società ben strutturata, ben organizzata e rodata da anni di serie A e di competizioni europee, l’organizzazione è in gran parte rimasta quella ed è dunque un posto dove si riesce a lavorare molto bene. Siamo stati costruiti per fare il massimo di quello che si può fare ed in realtà con tanti giocatori esordienti in questa categoria sarebbe fuorviante porsi dei limiti e difficile darsi degli obiettivi. Molto dipenderà dalla capacita di crescita di tanti giocatori giovani o esordienti e altrettanto dalla capacità di confermarsi di chi invece in questo campionato ha già dimostrato di saper fare bene. La volontà della Virtus che è una società ambiziosa è quello di fare bene e la volontà della squadra è di esprimere al massimo le proprie potenzialità”.

Il vostro campionato è cominciato in salita con tre sconfitte, due delle quali maturate con due delle squadre meglio allestite del girone, Ferentino ed Agrigento.

“Siamo consapevoli di essere una squadra partita dopo le altre, sia come costruzione del roster che come lavoro sul campo e qualche difficoltà iniziale era da mettere in preventivo, anche se le sconfitte non fanno piacere a nessuno. Io però credo che più che demoralizzarci per quello che abbiamo perso, dobbiamo concentrarci su quanto di buono c’è stato in queste tre partite. Ce la siamo giocata in tutte tre le gare ed anche in un campo ostico come quello di Ferentino abbiamo rischiato di vincere, perdendo alla fine di soli due punti. E’ stata positiva la tenuta difensiva della squadra ed è stata positiva anche la capacità di andarsela a giocare in un campo caldo come Ferentino e come sarà anche quello di Rieti”.

Hai già giocato contro Rieti in passato, cosa ti aspetti da questo derby?

“Ho giocato contro Rieti in altre situazioni, quando era una delle candidate per il salto di categoria, parlo della squadra di Hawkins e Bonora, una squadra costruita per vincere e quello che ricordo principalmente è la passione della gente e il calore del campo, cose che con gli anni non passano. Mi aspetto una partita più che difficile: perché è un derby, perché giochiamo in un campo storicamente caldo e con una situazione di pubblico a favore che è un elemento molto importante per la squadra di casa. Inoltre è una partita che entrambe le formazioni hanno bisogno di vincere, noi per fare i nostri primi due punti e Rieti per darsi un po’ di tranquillità. Dal punto di vista psicologico molto dipenderà dalla capacità di saper trovare delle contromisure in campo. Da un punto di vista tecnico ci sono alcuni giocatori nel roster reatino che conosco bene: Gianluca Della Rosa ha giocato con me a Pistoia quando era ancora un ragazzino e si vedeva già che è una persona di valore, Davide Parente non ha bisogno di presentazioni e sappiamo che può crearci dei problemi. Sarà difficile. Credo che vincerà chi avrà la capacità di mettere in campo tutto quello che c’è bisogno di fare. Anche se siamo ad ottobre, la posta in palio è già molto alta”.

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