Mola risorge, blitz a casa del Martina

Siamo ancora vivi. Vivi più che mai. La gara di Martina Franca l’avevamo battezzata come quella della vita sportiva e la nostra l’abbiamo tenuta strettissima tra le mani durante i 40 minuti del Pala Wojtyla.  Due punti il cui peso specifico è così grande da non essere valutabile: vittoria a casa dell’avversaria diretta nella lotta salvezza dopo un digiuno che pareva infinito – bloccato finalmente a 10 turni – aggancio in classifica col favore della doppia vittoria nello scontro diretto, due punti rosicchiati alle altre tre formazioni implicate nella lotta play out,  morale e soprattutto condizione mentale ritrovate. Insomma una vittoria i cui effetti benefici non si sono esauriti ai giusti festeggiamenti post sirena. Un vero toccasana, elisir di lunga vita.

La sfida verità (finora) di questa stagione si apre con una novità in termine di uomini per Massimo Cazzorla, che in rotazione può utilizzare Gianmarco Sorrentino, classe 1993, arrivato dal Formia in settimana. In quintetto però il coach monopolitano riporta Pavone a cui affianca Calò e Didonna in fase di impostazione, Bastone e Musci a timbrare il tabellone. La Duesse di coach Ciaboco, reduce da sette stop di fila approccia la sfida con Bergamin, Morgillo, D’Arrigo, Marisi e Maritano sotto le plance.  Avvio di studio, D’Arrigo rompe il ghiaccio da tre, Bastone e un canestro più lunetta di Musci regalano il primo vantaggio esterno,  tre liberi di Marisi scrivono il 10-7 del minuto 4. La Geofarma rischia di perdere subito Didonna, che si ritrova con una spalla fuoriposto, prontamente ricomposta dall’indispensabile Jerry Del Medico. In un paio di minuti il capitano rientra sul parquet. Sorrentino bagna il suo esordio subito con una bomba dall’arco (13-11), Bastone impatta ancora, e si va avanti così fino all’esaurirsi della prima frazione sigillata da due punti di Cunico  (23-21). Didonna trasforma dai 6,75, gli innesti di Angelini e De Leone fruttano 4 punti a stretto giro (25-28), mentre Nicola Bastone continua a centrare il canestro da ogni posizione, Mola paga i 5 falli quando all’intervallo lungo mancano ancora 6 minuti così Martina pur priva di Bergamin si ritrova ad aggiornare il proprio score tre volte dalla lunetta. Morgillo, il migliore dei suoi, certifica una nuova parità (32-32) al minuto 16, ma un nuovo gioco da tre punti di Musci rilancia in orbita i passanti che chiudono così il primo tempo davanti di 5 lunghezze (36-41).  Bastone e Didonna prendono per mano la Geofarma e scavano il massimo slancio esterno (38-47) in avvio di terzo periodo, una tripla di Cunico riporta sotto gli ionici, ancora Bastone e un canestro da molto lontano di Calò riallargano la forbice (49-55). Mola potrebbe allungare ma nel momento di far bottino pieno la troppa foga al tiro riconsegna chance di rientro ai padroni di casa. Il terzo quarto si congeda con errori da ambo le parti e con una bomba di D’Arrigo rifiutata dal ferro (56-61). De Leone e una tripla dell’onnipresente Bastone regalano la prima decina di vantaggio, rincara la dose Angelini per il 58-69 del minuto 34 che mette all’angolo Martina Franca. Sembra il momento propizio per sferrare il ko ma un Morgillo mai domo (miglior marcatore dei suoi con 20 punti) mette in fila 5 punti e dimezza il debito.  A 3 dalla fine i 20 secondi che indirizzano definitivamente la sfida verso Mola: un grande Didonna stoppa Morgillo e sul ribaltamento successivo arriva puntuale all’appuntamento con la palla a spicchi servita da Bastone in contropiede (63-72). Tripla come macigno sullo sforzo degli arancio-blu che depongono le armi e si arrendono poi allo strapotere di un Bastone ispiratissimo (28 punti e 12 rimbalzi). L’ennesimo gioco da tre di un Musci versione caterpillar spalanca alla Geofarma la via dei due punti dopo quasi tre mesi di oblio. Capitan Didonna certifica dalla lunetta negli ultimi secondi un successo meritato e salvifico, adesso due settimane di pausa per rifocillarsi mentalmente e ritemprarsi fisicamente, al rientro sul parquet il 13 Marzo altra gara senza ritorno con Vasto, da cogliere a tutti costi.

 

 

Donatello Biancofiore

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