Napoli, Visnjic a TuttoBasket: "Il mio segreto è l'amore per questo sport"

La carta d’identità recita 1979 alla voce “Data di nascita”, eppure, in campo o fuori, Njegos Visnjic è il più ragazzino di tutti.
“Tra giovani, diamoci del tu”, esordisce ai nostri microfoni, giusto per rinforzare il concetto. Ma il giovanotto, che un po’ esperto in fondo lo è, è anche il simbolo al contrario di una Napoli che vince coi giovani e poggia le basi del progetto su di lui. Un progetto che, ad oggi, si è rivelato più che vincente.

Non vi nascondete più, siete la capolista. Ma come si fa a tenere questa mentalità ogni settimana?
<<Siamo motivati, ogni volta ed ogni partita nuova troviamo motivazioni che ci aiutano a fare bene. Non ci facciamo influenzare da quello che accade intorno, nemmeno dal mercato, in questo periodo. Abbiamo obiettivi importanti e vogliamo conquistarceli. Adesso lavoriamo per il campionato e le Final Four di Coppa…>>

Una Coppa che, a questo punto, può essere un vero obiettivo. 
<<Una cosa per volta, ma è ovvio che la Coppa può essere un obiettivo importante per noi. Ci stiamo lavorando, stiamo preparandoci al meglio.
Al nostro gruppo di lavoro si è anche aggiunto qualche volto nuovo nelle ultime settimane e la loro voglia aumenta il livello degli allenamenti. Bene così, dobbiamo migliorare anche quello che facciamo bene. Perché siamo convinti che se seguiamo la nostra strada possiamo fare bene e toglierci ancora soddisfazioni.>>

Ora, però, vi aspettano tutti al varco.
<<Sarà difficile affrontare tutte le squadre, anche quelle che sembrano più abbordabili. Ai Playoff incroceremo il Girone D; so che stanno facendo gran mercato, stanno comprando di tutto e di più, ma a noi non interessa; abbiamo fiducia in noi, nella società, nella strada intrapresa. Se applichiamo le nostre idee, possiamo giocarcela con tutti.>>

In squadra con te c’è Nikolic, uno che ha lasciato il suo paese per l’Italia proprio come te.
<<Lui è stato ancor più coraggioso: è venuto via a 14 o 15 anni, ha messo in gioco tutto, ha messo da parte la sua vita per provare ad inseguire un sogno.
Da compagno di squadra posso solo dirgli che è un piacere averlo qui con noi; vederlo in allenamento ti fa capire quanto migliori giorno per giorno, vuole puntare in alto e fa benissimo. Se continuerà a lavorare così, andrà lontano.>>

Lo spogliatoio di Napoli è una delle armi a vostro vantaggio.
<<Sicuro. Non ho mai avuto dubbi. Oggi, ad esempio, è il compleanno del capitano Maggio, domani gli faremo una festa, che dovrebbe essere a sorpresa ma non lo è, perché tanto lo sa! Ma ci divertiremo come sempre accade quando siamo insieme.>>

In Campania sei ormai di casa. Hai qualche aneddoto da raccontarci della tua carriera?
<<Ricordo che una volta, a Maddaloni, andai a lamentarmi in malo modo con l’allora allenatore Roberto Castaldo; ricevevo zero palloni in post basso da un compagno di squadra, il coach mi disse ‘Ma tu lo conosci?’, ed io gli risposi che non volevo conoscerlo fuori dal campo, volevo solo un passaggio.
Alla fine, però, seguii il suo consiglio, io e quel ragazzo facemmo amicizia e ci aiutò anche in campo; ricevevo palloni giocabili e ci divertivamo.
Mi spiace vedere Maddaloni nella situazione in cui è oggi, dopo tanti sacrifici; forse un allenatore come Castaldo farebbe ancora comodo.>>

Tra giovani ci diamo del tu, ma ci confidiamo anche i segreti.
Il tuo, per giocare ancora così tanto e così bene alla tua età, qual è?
<<Nessuno, davvero. Quando hai avuto come me l’opportunità di rimanere tanti anni in questo ambiente, ti senti sempre un ragazzino. Poi giochi lo sport che ami e questo ti aiuta.
Ci riesco un po’ grazie all’esperienza ed un po’ grazie al lavoro fisico che faccio durante la settimana con un personal trainer che mi sta aiutando tantissimo; gioco al massimo non sprecando energie, è una cosa che consiglierei a tutti.>>

 

Commenta
(Visited 558 times, 1 visits today)

About The Author