NBA e gambling, tra scommesse e bancarotte

Il basket, come il football, il baseball e l’hockey su ghiaccio, è uno degli sport più diffusi, più amati e più seguiti negli Stati Uniti e l’NBA è, senza alcun dubbio, il campionato più bello, emozionante, adrenalinico e spettacolare del mondo della pallacanestro. E quando un qualcosa ha tutte queste caratteristiche non può che intrigare, affascinare, colpire ed invogliare ad azzardare pronostici. Ed è probabilmente per questo che le scommesse sulla National Basket Association sono sempre più numerose. La squadra vincitrice dell’anello, del singolo match di regular season, il miglior marcatore, il miglior giocatore della stagione: su questo, ma anche su tanto altro, si può scommettere e fare la propria puntata. Il betting sul basket a stelle e strisce, ovviamente, è un’usanza e una pratica diffusa in tutto il pianeta. Perché gli appassionati della palla a spicchi non possono non dire comunque la loro, al di là di quanti siano i chilometri di distanza. Certi amori non conoscono limiti e ostacoli.

Ed ecco che sorge spontanea e naturale una domanda: qual è il rapporto tra le stelle NBA e il meraviglioso mondo del gambling, delle scommesse e del gioco d’azzardo? E’ abbastanza normale immaginare queste grandi star come delle persone normali con degli hobby normali. E quindi non c’è nulla di apparentemente strano nel pensare un Kobe Bryant giocare a poker, un LeBron James alle prese con una slot machine, un Kevin Durant navigare sul casinò online di 32Red. La diffusione anche di applicazioni utilizzabili con smartphone, iPhone e tablet ha reso il tutto molto più semplice ed accessibile. Il rapporto tra NBA e gioco d’azzardo, quindi, è sicuramente molto più stretto di quanto appare. E anche i principali protagonisti, coloro che creano interesse e fanno, con le loro prestazioni, aumentare il numero e il bacino di utenti, ne sono contagiati.

Ma, si sa, le stelle NBA sono personaggi stravaganti, particolari e, molto spesso, un po’ sopra le righe. Molte di loro hanno dilaniato gran parte del loro patrimonio in spese folli ed esagerate, ma anche in vizi, tra cui il gioco d’azzardo. E’ questo, ad esempio, il caso di Antoine Walker, vincitore del campionato nel 2006 con Miami. 110 milioni di euro sperperati nel gambling, in abitazioni extra lusso e in automobili, tanto da finire in carcere per il reato di bancarotta, costringendo così il suo amico e collega cestista Nazr Mohammed a pagare metà della cauzione per il rilascio. Insomma, tutto genio e sregolatezza.

Si può concludere dicendo che il rapporto c’è ed è più vivo che mai e anche la creazione e l’ottimo sviluppo dei fantasy sport ne sono una chiara ed evidente dimostrazione. E chissà che questo non possa far sorgere in futuro contratti di sponsorizzazione e partnership con aziende che operano in questo settore, che ormai è sempre più un pilastro del sistema economico mondiale, come riscontriamo con 32Red, Pokerstars, Bwin e tutti gli altri operatori. Il tutto in nome degli affari e del denaro. Perché la palla a spicchi, se saputa usare in maniera furba, scaltra ed intelligente, vale più di un tiro da tre punti messo al segno su un parquet.

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