New Basket Brindisi, parla Alessandro Giuliani: "Andare ai playoff sarebbe un sogno"

ALESSANDRO GIULIANI A CESTISTICAMENTE PARLANDO

Alessandro Giuliani è intervenuto a “Cestisticamente Parlando”, il magazine di Radio PRIMARETE Caserta (95.00 Mhz F.M. e in streaming su www.radioprimarete.it) in onda ogni martedì dalle 19.35 (e in replica ogni giovedì alle 0.05 e in podcast sulla pagina FB “Cestisticamente Parlando – Radioprimarete” e sul canale YouTube “Cestisticamente Parlando”) e condotto da Francesco Gazzillo, Rosario Pascarella, Mario della Peruta ed Eugenio Simioli (con la regia di Imma Tedesco e Maurizio Lombardi).

Adesso Brindisi è la squadra più forte tra quelle che ambiscono alla post season…

Dobbiamo ancora dimostrare di essere i più forti. Alla fine mi gira non tanto la partita persa contro Pesaro perché siamo riusciti comunque a rimediare con la partita contro Milano, quanto quella partita persa contro Sassari, perché vincere una partita fuori casa contro una squadra che in quel momento era solo 2 punti sopra di noi ci avrebbe dato una svolta. Con l’inserimento di Samuels abbiamo tanto talento anche dentro l’area e non solo sugli esterni. Non conta quello che si fa a fine campionato, ma quello che si fa ad ogni partita, ogni partita ha una storia a sè e quindi non penso che domenica avremo una partita semplice per noi solo perché abbiamo 6 punti in più in classifica di Caserta.

 

Domenica si prevede l’esodo dei brindisini al PalaMaggiò…
Sarebbe bello giocare davanti a tanta gente, ma non penso che arriveremo oltre 400-450 persone. Penso che i giocatori siano più esaltati giocando davanti a tante persone, tra Caserta e Brindisi c’è una bella rivalità, ci sono sempre state delle belle partite e quindi farlo davanti a tante persone sarebbe più eccitante per tutti.

 

Su alcuni ruoli Brindisi ha fatto delle scommesse: come sono andate?
Per un motivo o per un altro, ogni anno dobbiamo fare delle scommesse in qualche ruolo. Quest’anno ne abbiamo fatta qualcuna in più perché il nostro budget non era così alto come negli scorsi anni. Abbiamo rinunciato ad English, ma, visto come sta andando ora in Germania, se avessimo avuto la stessa pazienza che abbiamo avuto con Moore e Carter, credo che anche lui avrebbe fatto la sua parte. Senza dubbio il rendimento di M’Baye è sotto gli occhi di tutti, ma a noi non ci stupisce perché lo seguivamo da un po’ di tempo. Siamo stati bravi a costruire un gruppo di persone prima e di giocatori poi, compatibili con il sistema di gioco di coach Sacchetti.

 

Il campionato di Nic Moore?

Ha avuto un inizio difficoltoso, come tutti i rookie che vengono in Europa e in Italia, poi è stato fermo per un problema alla caviglia che lo ha tenuto fermo un mese e mezzo. Con l’andare del campionato ha capito cosa voleva il coach e come si intende un play in Europa: siamo molto contenti della sua maturazione. Ora per questi ragazzi andare ai playoff sarebbe un sogno come per noi, perché significherebbe per loro avere l’anno prossimo una chance in una squadra dove ci sono aspettative più alte delle nostre.

 

Ora bisogna considerare anche la variabile palazzetto…
E’ una variabile abbastanza complessa, le nuove regole sono un modo per aumentare l’immagine del nostro basket. Probabilmente si poteva dare un anno in più a delle società per realizzare un palazzetto da 5000 posti, stile campionato tedesco dove lì anche le squadre di medio-bassa classifica hanno dei palazzetti molto funzionali anche se non architettonicamente belli, con aree hospitality, aree per gli sponsor, aree per i bambini. Così il palazzetto diventa un teatro dello sport. Noi abbiamo il PalaPentassuglia che non è sicuramente un palasport moderno, non sarà facile rifarlo o farlo nuovo. Sono convinto però che tra il nostro presidente ed una città che vive di basket sicuramente riusciremo ad avere ciò che vuole Petrucci.

 

E’ possibile ipotizzare un campionato giocato da società dilettantistiche: come la vedi?

Sono passato in LegaDue a Verona l’ultimo anno in cui la LegaDue era un campionato professionistico e secondo me, più che passare al dilettantismo, si può pensare di regolamentare meglio la legge 91 tramite la FIP e il Governo. In Spagna, ad esempio, le società hanno degli sgravi fiscali molto vantaggiosi rispetto all’Italia. Bisogna che la Federazione, il Coni e il Governo capiscano che lo sport è un mondo a sé stante e che noi vogliamo avere delle regole che consentano alle società di mantenere giocatori di alto profilo senza perdere troppe risorse economiche in contributi e tasse varie. Con questa regolamentazione per noi è impossibile programmare firmando contratti pluriennali, in Belgio, ad esempio, in questi giorni già firmano contratti con giocatori per il prossimo anno.

 

 

fonte: “Cestisticamente Parlando” su Radio PRIMARETE Caserta.

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