Olimpia, Pianigiani: "Non abbiamo le certezze di Trento ma l’entusiasmo di chi migliora ogni giorno"

L’Olimpia ha osservato un giorno di stop dopo la conquista della finale e successivamente ha lavorato ininterrottamente per preparare la 18° finale scudetto della sua storia. L’ultimo allenamento prima dello shootaround di domani mattina si svolgerà questo pomeriggio. Coach Simone Pianigiani presenta così la sfida con Trento: “Prima di tutto sono contento di essere in finale perché l’abbiamo raggiunta crescendo e con un assetto che è cambiato in corsa dopo l’infortunio di Jordan Theodore che ci ha cambiato volto, obbligandoci a spostare ad esempio Jerrells da guardia a playmaker per ripartire con equilibri diversi. La squadra però ha mostrato grande attenzione e volontà. Crescendo, abbiamo disputato gare solide in questi playoff giocando con forza mentale e concentrazione su campi mai facili come Cantù e Brescia. Ora ci aspetta una finale difficile. Lo dicono i fatti: Trento ha eliminato Avellino e Venezia, due grandi squadre, e nella seconda parte del campionato ha giocato con la stessa formazione dello scorso anno, quella che ha fatto la finale e forse l’avrebbe vinta senza l’infortunio subito da Sutton. L’unica differenza reale è Gutierrez come cambio del playmaker e Franke dalla panchina. Loro hanno intesa e convinzione dei propri mezzi: con questo roster hanno 11 vittorie su 15 nel girone di ritorno e nei playoff sono imbattuti in casa”. Trento ha vinto gara 1 in trasferta tutte le ultime quattro volte in cui l’ha giocata. L’ultima sconfitta in gara 1 risale ai quarti di finale del 2016 proprio contro l’Olimpia. “Gara 1 e già uno scoglio importante – ricorda Pianigiani – perché Trento l’ha vinta fuori casa sia ad Avellino che a Venezia e l’aveva fatto anche l’anno scorso prima a Milano e poi a Venezia. Loro hanno tanta energia, fisicità e aggressività che dopo qualche giorno di riposo sono in grado di esprimere al massimo. La finale su sette gare è potenzialmente molto lunga ma ora dobbiamo concentrarci solo su questa prima partita, che sarà dura”. Nei playoff Milano è prima per valutazione, tiri da tre e tiri liberi, ha numeri difensivi migliori di quelli dell’avversaria e se Trento è imbattuta in casa, l’Olimpia lo è in trasferta. “Noi siamo all’inizio di un percorso e un progetto – riflette Pianigiani -, e dobbiamo crescere dentro la serie, come siamo stati capaci di fare contro Cantù e Brescia. Ogni partita di questo tipo aumenta la nostra esperienza come gruppo ma qui è fondamentale fare bene nelle prime due partite casalinghe altrimenti diventerà molto più dura. Confidiamo anche nel pubblico, nel tipo di atmosfera bellissima vissuta finora nei playoff grazie ai 10.000 del Forum che ci hanno spinto a fare lo sforzo in più che serviva e servirà ancora di più contro i loro muscoli e la loro energia. Ma toccherà soprattutto a noi non farci intrappolare dentro questa fisicità che tende a stritolare l’avversario”. La ricetta è nella forza del collettivo: “Dovremo muovere la palla, mantenere equilibrio ed evitare che Trento possa fare sfracelli in campo aperto come potenzialmente può fare. Non abbiamo le stesse certezze di Trento, ma abbiamo il desiderio di vincere il titolo dopo un’annata partita con un’idea di squadra che è cambiata mentre giocavamo a ritmi impietosi. Avevamo un obiettivo chiaro, quello di migliorare ogni giorno, essere ogni giorno migliore del giorno precedente. Questa mole enorme di lavoro, che abbiamo svolto tutti insieme con la società e lo staff, vogliamo concretizzarla in un titolo e comunque giocarci questa chance fino in fondo. Non abbiamo le loro certezze, ma abbiamo l’entusiasmo di chi vuole vincere subito nel primo anno di lavoro e sappiamo anche di avere tanti margini di miglioramento da colmare già nel corso di questa serie. Cominceremo vivendo gara 1 come un grande evento in cui partire con il piede giusto”.

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