Pallacanestro Forlì passa a Piombino e riprende la marcia al vertice

Basket Golfo Piombino – Unieuro Forlì 59-60 (18-15, 28-24, 45-45)
Basket Golfo Piombino: Venucci 25, Guerrieri 3, Genovese 11, Bianchi, Persico 4; Pedroni, Iardella 12, Gigena 2, Franceschini 2; Masi ne. All. Padovano.
Unieuro Forlì: Ferri 10, Vico 8, Pederzini 2, Pignatti 7, Rotondo 15; Rombaldoni 10, Arrigoni 8; Bonacini, Iattoni e Biandolino ne. All. Garelli.
Arbitri: D’Orazio di Vittorio Veneto (TV) e Semenzato di Mirano (VE)
Note: Spettatori 700 (40 da Forlì). Uscito per falli Vico.
PIOMBINO (LI) – E’ dentro ad un torrido PalaTenda di Piombino che riprende la marcia dell’Unieuro, che torna al successo dopo l’inciampo con Piacenza e rimette 6 punti tra sè e le inseguiturici, vincenti negli anticipi del sabato. La 10° vittoria in altrettante trasferte – giunta al fotofinish, al termine di 40′ estremamente combattuti, 30 dei quali condotti con buona autorevolezza dai toscani – incarna il classico successo che “piace agli allenatori”. Perchè arriva in una serata tutt’altro che brillante, giocata in condizioni difficili. Con Bonacini infortunato ed in panchina solo a far numero. Con Vico che, complice una serata di bisticci continui con la coppia arbitrale, prende parte assai parzialmente alla serata. E dentro ad un impianto “caldo”, con un pubblico locale che lungamente, legittimamente, crede e “spinge” i gialloblu al colpo di prestigio. Sfiorato ma non raggiunto.
La squadra di Garelli contiene – stando però sempre a distanza di sicurezza – l’ormone spavaldo del Golfo Piombino per 30′, in una partita che viaggia perfettamente in linea con le aspettative della vigilia: toscani aggrappati più che mai al loro trascinatore Venucci, mente e al tempo stesso braccio, alla tattica (molta “uomo” ma anche quache zona fronte dispari), e Forlì ostaggio di quella tensione prevedibile quando sei reduce da una sconfitta che in una certa misura “mina” le tue certezze.
La Pallcanestro 2.015 tampona a 28 dopo 20′ gli avversari: qui pone le basi della vittoria, alla luce dei sopra descritti problemi di Vico e della serata opaca di Pederzini. I cenni di miglioramento si intravedono poi nel 3° periodo, quando Rotondo comincia a “dare del tu” alla partita e tutti gli altri – Ferri, Pignatti, Rombaldoni, Arrigoni – decidono che, con le buone ma anche con le cattive, è ora di entrare in partita.
E allora si decide tutto nel periodo numero 4, che riparte da “pari 45″, prescinde dal rientro in campo di Vico (fermo tutto il 3° per 4 falli, uno dei quali “tecnico”) che presto saluterà, e si impernia invece intorno alle 3 triple a firma Rombaldoni-Arrigoni-Ferri. Tre missili che mandano il muso romagnolo avanti e costringono Piombino a far quel che per tutta sera non aveva fatto: inseguire. Dura farlo con la lingua a penzoloni, con un Genovese troppo a sprazzi, un Gigena ancora avvitato nei guai fisici da cui proviene e il solo Iardella come opzione miniamente credibile. Così la Venucci-dipendenza di Padovano si fa patologica. E l’Unieuro può perfino permettersi un paio d’attacchi convulsi, in cui Arrigoni è il frontman che perde la palla ma è la manovra complessiva a convincere il giusto. Venucci-dipendenza, si diceva. Già, come nei 90’′ finali: in cui il 1990 di San Vincenzo eccede; prima fa una palla persa al termine di una perigliosa avventura nel cuore dell’altrui area, poi manda sul ferro la tripla-partita… di cui ha la bravura di prendere il rimbalzo, finendo però sepolto vivo dal mestiere di Pignatti che gli toglie la luce riportando – lui e Piombino – coi piedi per terra.
Riccardo Girardi
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