Pallacanestro Palestrina, coach Lulli in vista dei playoff:"Gestione dei ritmi, delle palle perse e del minutaggio le chiavi per fare bene contro Matera"

Si è chiusa la regular season, la posizione come spesso ripetuto non era fondamentale ma resta comunque ottima, la condizione con la quale si è arrivati è quella sperata ad inizio preparazione?

“Ad oggi e vedendo soprattutto alle ultime 4-5 prestazioni, a parte quella di Forlì che per varie ragioni non poteva essere lucidissima, direi di si ma tutto l’anno nel complesso è stata buona se valutiamo il percorso nel contesto di un girone più duro, dove nei primi posti si sono inserite Napoli e Barcellona cresciute in termini esponenziali. Noi siamo in un buon periodo sia tecnico che mentale ma d’altronde ora, come si dice sempre, si azzera tutto dunque bisogna ripartire da capo e prepararsi ad un altro campionato dove tutto può accadere”

Sensazioni alla vigilia? Influisce l’incrocio con un girone mai affrontato?

“Rispetto agli anni scorsi in cui avevamo i primi turni in casa in cui è accaduto esattamente quello che può capitare nei playoff, stravolgere le gerarchie, dico che ora quindi se lo hanno fatto gli altri possiamo farlo anche noi quest’anno, nonostante qualche problema in trasferta avuto. Dipesi secondo me da qualche errore nostro ma soprattutto a causa di intoppi che non ci hanno permesso di raggiungere la condizione migliore e mantenerla per un periodo abbastanza lungo. Con la pazienza di tutti però abbiamo superato brillantemente quegli ostacoli e ora siamo concentrati per gara1 in casa, che su una serie a tre è fondamentale. Stiamo lavorando bene! Di diverso c’è il fatto di incontrare avversari non affrontati prima, quanto meno nel primo turno. Sicuramente è più complicato, si alza il livello competitivo in questo modo anche se si . Dal secondo turno tutto ciò potrebbe sparire se si dovessero ritrovare squadre dello stesso girone.”

Cosa ci è mancato finora per essere a livello delle più brave? Avendo puntato su un roster affidabile e preparato alle grandi sfide pensi che il meglio potrà essere espresso ora che serviranno determinate qualità?

“Quello che dovremo cercare di avere è la continuità al 100% che non abbiamo trovato in regular season, penso la differenza nel girone C l’abbia fatta quella, con Napoli più di tutte. Analizzando nei dettagli noi se ci pensiamo abbiamo pagato anche delle sconfitte con scarti davvero minimi che magari vincendole ci avrebbero premiato maggiormente in una stagione comunque svolta bene. Ma il problema della continuità era fisiologico vista la difficoltà di inserire dei pezzi nella squadra con caratteristiche (tecniche e umane) diverse e più complesse rispetto alle ultime avute, c’erano dei percorsi da fare per arrivare alla quadratura.
La nostra resta per qualità forse migliore delle Palestrina precedenti ma ora da tutti mi aspetto chiaramente il salto di qualità che fa emergere il dentro-fuori, ci sono dei fattori che durante l’arco di una qualificazione su 30 partite, con differenze canestri, minore pressione non si notano. Si gioca ogni tre giorni, conta l’aspetto fisico, tattico ma soprattutto quello emotivo e mentale, sacrificio, volontà e andare oltre i problemi e la stanchezza. Cerchiamo tutti insieme di non mollare nei momenti negativi.”

Matera è avversario che vale più di un quarto di finale, con caratteristiche precise e per certi versi similari a Palestrina. Cosa conterà allora?

“Come potenziale tra tutti i gironi questa è una serie che poteva essere fantastica specialmente su cinque gare (in semifinale o finale), Matera è squadra di grande talento e imprevedibile nel bene e nel male, giocatori che compongono il miglior d’attacco della serie B, capaci di inventare canestri in ogni situazione. Noi però siamo squadra simile con oltre 80 punti di media il che renderà la difesa la chiave di questa serie. Consapevoli dunque di aver “beccato” un’ottima squadra ma di esserlo anche noi, affrontando i quarti senza paura cercando di far contare il fattore campo. Cercheremo inoltre di ripetere quello che abbiamo fatto già in campionato, cioè tenere per dieci partite una media di punti subiti di 62-63, continuità difensiva e non farci spazientire se gli avversari ci metteranno in difficoltà con tre-quattro canestri di fila. Gestione dei ritmi, delle palle perse, del minutaggio, queste le altre chiavi.”

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