Pallacanestro Trapani, sconfitta esterna contro Scafati

Givova Scafati-Pallacanestro Trapani 88-74 (29-22; 49-39; 72-60)

Givova Scafati: Portannese 11, Crow 5, Spizzichini 4, Loschi 21, Rezzano 3. Baldassarre 2, Mayo 28, Simmons 14, Matrone, Melillo ne. All. Perdichizzi.

Pallacanestro Trapani: Mays 16, Renzi 16, Tommasini 13, Chessa 4, Ganeto 2, Viglianisi 7, Filloy 6, Griffin 10, Gloria ne, Molteni ne. All. Ducarello.

Arbitri: Gianluca Gagliardi di Anagni (FR), Valerio Salustri di Roma e William Raimondo di Roma.

SCAFATI. Ci si attendeva una prova di maturità dalla Pallacanestro Trapani in versione esterna: una prestazione che cancellasse i dubbi suscitati dalla prima trasferta a Tortona e che rinforzasse le certezze delle due vittorie casalinghe. E’ andata male, ma è una sconfitta che servirà per il futuro e lascia in qualche modo una scia di ottimismo. La capacità reattiva dei granata e i progressi dal punto di vista tattico, uniti alla consapevolezza della forza di Scafati, costituiscono il mezzo bicchiere pieno su cui fondare la costruzione della stagione. L’impatto alla gara è ottimale: un assist di Mays e una schiacciata di Renzi segnano l’esordio granata sul parquet campano. Scafati, però, reagisce bene, pareggia e sorpassa subito Trapani (7-5 al 2’). E’ il segnale che sarà una gara in cui la stessa Scafati saprà sempre trovare energie straordinarie nei momenti più difficili. In avvio, gli attacchi hanno la meglio sulle difesa e si gioca ad un ritmo forsennato. Il canovaccio del match è chiaro: si corre, si salta, si rischia di perdere qualche pallone in più, ma lo spettacolo ne gode. La prima piccola fuga è dei padroni di casa (15-10 al 5’). Mays e Griffin, però, confezionano un meraviglioso alley-oop, che fissa il punteggio sul 17 pari (al 7’). Coach Ducarello inizia a ruotare i suoi uomini e Scafati allunga con un parziale di 8-0, che scava il primo divario sensibile. Il finale di primo quarto è, comunque, del quintetto di coach Giovanni Perdichizzi, che va al primo riposo avanti di sette lunghezze con un incredibile 71 per cento dal campo. Difficile immaginare di poter lottare fino all’ultima sirena se la formazione campana manterrà queste medie. Insomma, l’urgenza assoluta per Trapani è stringere le viti in difesa ed è un’operazione che non riesce all’inizio del secondo quarto. I padroni di casa, infatti, allungano sul 35-22 (12’), complici un paio di palloni persi colpevolmente dai granata. Quattro punti consecutivi (Tommasini e Filloy) aiutano Trapani a rimanere attaccata alla gara. Viglianisi da tre rimette i granata in linea di galleggiamento (35-29 al 13’), costringendo Scafati al timeout. E’ un frangente di gara in cui Tommasini si erge al ruolo di protagonista, con una serie di giocate energiche, che trascinano i compagni. L’inerzia adesso è granata, tanto che l’inseguimento di Trapani si conclude con il 35 pari raggiunto al 16’, con un super gancio di Renzi. I padroni di casa, però, rialzano la testa con un immediato parziale di 5-0, firmato interamente da Mayo. Sarebbe la giornata dal grande ex Baldassarre, ma Loschi è la vera spina nel fianco della difesa granata (5/8 da oltre 6.75 nei primi venti minuti). Trapani ha la colpa di disfare la tela tanto pazientemente costruita, consentendo a Scafati di scappare prima dell’intervallo lungo e vanificando così il grande sforzo psicofisico compiuto.

Griffin regala speranze ai tifosi granata aprendo la seconda parte di gara con un canestro da tre punti. Trapani si mette a zona 2-3 e sfida le percentuali mostruose dei primi due quarti dei campani, provando a togliere loro il ritmo. La vicenda della partita è legata chiaramente alla capacità di limitare la prolificità offensiva di Scafati. La formazione granata interpreta bene questa fase di gara, è razionale e cerca di trovare soluzioni congeniali alle proprie caratteristiche. E’ il momento in cui Trapani compie il massimo sforzo, ancora con Tommasini, che si rivela una presenza imprescindibile. L’esito di questo sprint è un premio solare per i granata, con il sorpasso meritatissimo e costruito mattone su mattone: 55-56 al 26’. Come accaduto nel secondo periodo, però, Scafati, si riprende nel momento più difficile e costruisce una serie di conclusioni vincenti di fila (con l’attacco granata che diventa improvvisamente asfittico), sospinta dal cristallino talento di Mayo.

Pensare che Trapani possa cercare un’altra rimonta nel parziale conclusivo, dopo aver risalito la china due volte nel corso della gara, è molto difficile. Al 33’, Trapani ritrova il “meno 10” con un’affondata di Renzi (76-66). E’, però, l’ultima vera fiammata del quintetto granata, che non ha più la forza per rifarsi sotto con convinzione. Matura una sconfitta in cui non tutto è da buttar via: tutt’altro. Sono giunte risposte positive, soprattutto sul profilo del carattere e anche dal punto di vista tecnico. Domenica prossima (ore 14.15), davanti le telecamere di Sky, l’occasione del riscatto, contro Siena. Il PalaConad si prepara ad un gala del basket che dovrà essere una festa, ma anche per i granata l’opportunità di tornare al successo.

Ugo Ducarello (coach Pallacanestro Trapani): “Dobbiamo accettare il fatto che la nostra squadra sia ancora un cantiere aperto. Stasera siamo riusciti a far vedere delle buone cose in mezzo al campo, ma ci sono stati anche dei cali di intensità, che dovremo sforzarci al più presto di evitare. Abbiamo perso contro una squadra di alto livello, rientrando nel match per due volte e rimanendo in partita a lungo, ma abbiamo anche commesso degli errori e nei momenti cruciali siamo stati puniti dai nostri avversari. Soprattutto su campi come questo, per spuntarla bisogna limitare le imperfezioni al minimo. La continuità di rendimento è sicuramente uno degli spetti sui quali dovremo lavorare di più, a partire da martedì”.

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