Panettone indigesto per l'Unieuro, Imola fa festa al Palafiera

Unieuro Forlì – Andrea Costa Imola 57-70 (14-20; 22-34; 41-48)

Unieuro Forlì: Ferri 2, Vico 12, Reati 8, Crockett 18, Rotondo 6; Paolin, Blackshear 2, Pierich, Infante 9; Thiam ne. All. Garelli.

Andrea Costa Imola: Cohn 10, Ranuzzi 10, Hassan 2, Hubalek 11, Maggioli 10; Tassinari 4, Prato 19, Wiltshire, Chi, Preti 2, Borra 2. All. Ticchi.

Arbitri: Boscolo – Foti – Dori.

Note: 3.622 spettatori, di cui 180 ospiti. Usciti per falli: Rotondo, Vico.

Non conosce fine il tunnel ‘nero’ dell’Unieuro, giunta al nono ko nelle ultime dieci uscite, sconfitta a domicilio per mano di Imola in un Santo Stefano totalmente da dimenticare per i biancorossi forlivesi. In una partita non propriamente ‘brillante’ dal punto di vista del gioco, ma piuttosto giocata sui nervi, sulla fisicità e sull’energia dei singoli (vedi alla voce Prato e Ranuzzi), l’Andrea Costa ha dunque messo in cascina due punti importantissimi per la corsa salvezza, mentre per l’Unieuro, al contrario, la vittoria “manca come il pane” dall’oramai lontana sfida interna contro Recanati. Poche ore per ‘rimuginare’ sul passato, ora, e per la compagine di coach Garelli è già tempo di ritornare in campo giovedì prossimo in quel di Chieti, in un ‘nuovo’ scontro salvezza cruciale per le sorti della stagione forlivese.

Nella serata in cui il tecnico biancorosso, in sala stampa, oltre a ribadire energicamente il suo desiderio di non abbandonare la ‘barca’, dichiara ufficialmente concluso il ‘tentativo’ di recupero di Blackshear, Forlì ha mostrato una delle peggiori facce del proprio campionato. Da salvare, a sprazzi, l’intensità difensiva messa in campo dai padroni di casa, ma di altrettanto spessore non può di certo definirsi l’attacco biancorosso: 28% dal campo (19/67) e soprattuto un pessimo 7% dalla lunga distanza (2/28), cifre che gridano davvero vendetta. La gara, di fatto, gira in gran parte su questi numeri, che fotografano alla perfezione la nerissima serata Unieuro. Imola, dall’altra parte, con un Cohn evidentemente ‘bloccato’ dalle risapute noie muscolari, si è aggrappata all’esperienza di Prato (19 in 24′) ed all’energia di Ranuzzi (10+9), veri condottieri della squadra nei momenti più complicati, specie quando Forlì, nei minuti conclusivi del terzo quarto, pareva riaffacciarsi sulla gara arrivando fino al -3 (41-44).

Incontro, ad ogni modo, approcciato dai padroni di casa come peggio non si poteva. 11 punti di svantaggio (2-13) dopo appena 4′ di gioco complicano immediatamente, e maledettamente, il cammino dei forlivesi, che in questo contesto trovano un’insperata ancora di salvezza nella figura di Jaye Crockett (8+9 nel solo primo periodo), unica pedina che tenta di salvare la ‘baracca’ alla meno peggio, ma effettivamente, senza assistenza alcuna, il compito risulta piuttosto arduo. Non basta lo spirito battagliero di Vico, non basta la ventata di aria fresca portata in campo da un Infante ‘panchinato’ per i primi 20′, ma ciò che balza subito all’occhio non possono che essere le condizioni fisiche del sopracitato Blackshear, appena in grado di deambulare in campo nonostante i buoni segnali lanciati nel corso della settimana. Tener fuori Bonacini per questo Wayne, col senno di poi, è una scelta che lo staff tecnico forlivese ben difficilmente avrebbe preso.

Felice della prestazione delle propria squadra, in sala stampa, il coach imolese Giampiero Ticchi: “Bella ed importante vittoria, abbiamo approcciato bene la gara, contribuito a tenere bassissime le medie di Forlì. Cosa ci è mancato? Un pò di quel killer-instinct che avevamo l’anno scorso, andava chiusa prima”. Di stampo totalmente opposto, ovviamente, le parole di Gigi Garelli: “Tranquillizzo tutti che non do’ le dimissioni. Vado dritto per la mia strada, ho due c… così. Secondo me abbiamo fatto una buona partita difensiva, dopodichè il 28% dal campo e il 7% da 3 sono percentuali che non consentono di competere a nessun livello. Siamo in un tunnel, è del tutto evidente, anche se non è mancato il carattere, che ci ha consentito di riaprire o quasi la partita in due/tre circostanze. Su Blackshear abbiamo fatto l’ennesimo tentativo, che ci ha detto che perseverare sarebbe diabolico: a gennaio ne prenderemo un altro, il ruolo conterà relativamente, ci vorrà uno forte e che possibilmente faccia canestro”.

 

Fonte: Ufficio Stampa Pallacanestro Forlì 2.015

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