Pasta Reggia, a Bologna per rompere il ghiaccio

Cronache di Caserta

Pasta Reggia, a Bologna per rompere il ghiaccio

di Tommaso Staro

CASERTA – Trasferta decisamente impegnativa per la Pasta Reggia, di scena oggi pomeriggio all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno dove lancerà il guanto di sfida alla Granarolo Bologna, in occasione della terza giornata del girone di andata del campionato Beko.

Una partita, quella tra la Juve e la Virtus, che inevitabilmente rimanda la mente al passato, quando le due odierne contendenti davano vita ad autentiche battaglie per accaparrarsi, a suon di canestri e di vittorie, un ruolo di assoluto rilievo nel panorama nazionale della palla a spicchi.

I tempi di Richardson, Brunamonti, Coldebella, da una parte, e degli scugnizzi Gentile ed Esposito, dall’altra, sono ora, però, quasi sbiaditi dall’inesorabile trascorrere delle stagioni e da un basket – in cui le bandiere in ogni squadra avevano ancora ragione d’esistere – che non c’è più. E come i ricordi, sono sbiadite anche le ambizioni delle due piazze che, complici diverse vicissitudini, si ritrovano a duellare sempre nella massima serie ma con obiettivi decisamente ridimensionati.

Ecco, allora, che le V nere, dopo uno scorso campionato tutt’altro che esaltante culminato con i due punti di penalizzazione comminati in seguito alle irregolarità (pagamenti all’erario effettuati in ritardo) accertate dalla Comtec, si è ritrovata al via di questa nuova stagione con un roster rinnovato  la cui identità sembra ancora non ben delineata.

Guidata in panchina da coach Giorgio Valli, la Granarolo dispone, senza ombra di dubbio, di un buon potenziale offensivo sul perimetro dove, accanto al play U.S.A. Abdul Gaddy, si lascia notare la presenza di un giocatore di assoluto talento come Allan Ray, classe pura al servizio della causa comune e vecchia conoscenza del campionato italiano in ragione dei suoi trascorsi nelle file della Virtus Roma, di Ferrara e della Sutor Montegranaro.

Con la versatilità e la buona mano anche lungo l’arco di Simone Fontecchio nel ruolo di ala, le V nere hanno a presidio dei tabelloni due americani abbastanza verticali come Okaro White (prodotto di Florida State University) e Augustus Gilchrist, entrambi ala loro prima esperienza nel Bel Paese. Completa il roster il prezioso terminale Jeremy Hazell, l’ottimo prospetto Matteo Imbrò, l’ex Montegranaro Valerio Mazzola, la guardia Marco Portannese (l’anno scorso protagonista a Capo d’Orlando) ed il lunghissimo Gino Cuccarolo che, con i suoi 222cm, rappresenta il giocatore più alto dell’intero campionato.

Insomma, una squadra piuttosto nuova rispetto a quella della passata stagione che, dalla sua, ha una gran voglia di fare bene e di accattivarsi le simpatie di un pubblico che, per quanto sempre affezionato alle sorti della Virtus, è inevitabilmente ancora troppo legato ai ricordi dei fasti di un tempo passato. Una Granarolo, tra l’altro, che giungerà all’appuntamento di oggi pomeriggio con il chiaro intento di sfruttare il doppio turno casalingo e di bissare la già buona vittoria colta domenica scorsa a Casalecchio contro la matricola Capo d’Orlando.

In casa Juve, la settimana è trascorsa senza particolari sussulti. La doppia sconfitta consecutiva contro Roma e Brindisi pesa inevitabilmente sul morale degli uomini di coach Molin ed è per questo motivo che i bianconeri hanno lavorato alacremente per dare una sterzata ad un campionato nato non propriamente sotto i migliori auspici, alla luce anche di un’infermeria che tarda a svuotarsi del tutto. Con Michele Vitali, infatti, sempre ai box, la Pasta Reggia sale in Emilia con la consapevolezza di avere tutte le carte in regola per giocarsela ad armi pari. Fondamentale, quasi pleonastico ribadirlo, sarà non commettere gli errori di sette giorni or sono quando una scarsa lucidità nel leggere le situazioni in attacco ed una circolazione della palla assolutamente perfettibile avevano spianato la strada all’Enel Brindisi.

Palla a due alle 18,15; sono stati designati a dirigere l’incontro i signori Enrico Sabetta di Termoli (Campobasso), Mark Bartoli di Trieste e Denis Quarta di Torino.

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