Pasta Reggia, contro Pistoia conta solo vincere

Cronache di Caserta
Pasta Reggia, contro Pistoia conta solo vincere
di Tommaso Staro 
CASERTA –Partita dall’enorme peso specifico quella in programma quest’oggi al Palamaggiò di Castelmorrone dove la Pasta Reggia incrocerà le armi con la Giorgio Tesi Group Pistoia, in occasione della quarta giornata del girone di andata del massimo campionato Beko.

Una sfida, quella odierna, che di per sé non evoca propriamente bei ricordi all’ambiente casertano della palla a spicchi; ed il motivo, senza ombra di dubbio, è presto spiegato. Era infatti lo scorso 11 maggio quando proprio al PalaCarrara di Pistoia Mordente e compagni vedevano infrangersi i sogni di approdare alla post-season all’esito di quaranta minuti caratterizzati da un’incredibile intensità.

Una ferita che, sul corpo e nella mente dell’entourage bianconero, è rimasta inevitabilmente a lungo e che, forse, aumenterà esponenzialmente la già notevole fame di punti che i ragazzi di coach Molin devono, a questo punto, urgentemente soddisfare.

Già, perché le tre sconfitte consecutive con cui la Juve ha tenuto a battesimo la stagione non sono passate inosservate e rischiano, col trascorrere dei giorni, da un lato di pesare come un macigno sul morale della squadra e, dall’altro, di condizionarne il rendimento.

Quella che scenderà in campo contro Pistoia, dunque, sarà sicuramente una squadra che, dalla sua, avrà l’assoluta consapevolezza di trovarsi difronte alla classica partita che non si può, per nessuna ragione, fallire.

Al di là, infatti, delle ripercussioni che un altro malaugurato stop potrebbe generare, i bianconeri devono sopra ogni cosa rompere il ghiaccio per togliersi la scimmia di dosso e gradualmente  svelare – in primis a se stessi – ciò che hanno nelle loro corde e capire il ruolo che potranno recitare nel corso della stagione appena iniziata.

Insomma, in quel di Pezza delle Noci c’è voglia di voltare pagina e mettersi alle spalle quanto di brutto fatto vedere finora. Nello specifico, c’è da archiviare la sconfitta patita domenica scorsa a Bologna contro una Granarolo non propriamente trascendentale; una partita, quella andata in scena alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno, che ha mostrato una Juve assolutamente fuori dai giochi, sempre in balia dell’avversario e conseguentemente, mai con l’inerzia del match a proprio favore.

Una match davvero da riporre nell’oblio, figlia indiscutibilmente del rendimento di alcuni componenti del roster assolutamente al di sotto di quelle che erano le aspettative dello staff tecnico oltre che dei tifosi. Senza troppi giri di parole, è Frank Gainesil principale oggetto misterioso di un organico ancora alla ricerca della sua vera identità; la guardia americana finora è apparsa pressoché decontestualizzata e l’urgenza di acquisire da lui un apporto finalmente congruo è, nelle strette contingenze, ulteriormente amplificata dalla contestuale assenza di Michele Vitali, il cui infortunio si sta riverberando non poco sul fatturato della squadra del presidente Barbagallo.

Con Sam Young reduce dal trentello di Bologna e con Carleton Scott atteso da un pronto riscatto, la Pasta Reggia, quindi, lancerà il guanto di sfida ad una Giorgio Tesi Group che, dal canto suo, giunge a Caserta dopo le due sconfitte consecutive casalinghe registrate contro il Banco Sardegna Sassari e, da ultimo, contro la Vanoli Cremona.

Completamente rinnovata rispetto a quella dello scorso anno (in estate sono partiti, tra gli altri, i vari Wanamaker, Gibson. Johnson, Daniel) ma affidata sempre al confermatissimo coach Paolino Moretti (alle cui “dipendenze”, quest’anno, c’è anche il figlio 16enne Davide), Pistoia è una squadra costruita attorno a gente di esperienza come Linton Johnson, Daniele Cinciarini, Landon Milbourne e che, nell’economia delle stagione, potrebbe acquisire un ottimo valore aggiunto da giocatori come C.J. Williams, Gilbert Brown e dal lungo ‘made in Italy’ Daniele Magro.

Palla a due alle 18,15; sono stati designati a dirigere l’incontro i signori Paolo Taurino di Vignola (Modena), Fabrizio Paglialunga di Taranto e Nicola Ranaudo di Milano.

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