Per Milano e Sassari è già il momento della verità

Siamo alla terza giornata della fase a gironi dell’Eurolega e per Milano e Sassari il momento è già decisivo, visto che entrambe le compagini hanno iniziato con due sconfitte consecutive la loro avventura europea, quindi proveranno a rialzarsi in questo terzo turno.
Inizia Sassari, che farà visita all’Unics Kazan, anch’esso a secco di vittorie, come i sardi, nel girone A. La squadra allenata da Pedoulakis, però, ha si perso le prime due partite (ad Istanbul contro l’Efes e in casa col Real Madrid), ma in entrambi i casi non ha affatto demeritato, soprattutto in casa contro le “merengues”, partita persa solo all’ultimo tiro, quello realizzato da Sergio Llull. L’Unics, che arriva a quest’Eurolega diopo aver vinto il Q-Round di Charleroi, è una squadra davvero forte, tranquillamente issabile ad outsider in chiave vittoria finale. Il back court è di assoluto spessore, composto da Curtis Jerrells, Keith Langford, e James White, tutti e tre provenienti dal nostro campionato, i primi due freschi di scudetto a Milano, il terzo vincitore dell’Eurochallenge con Reggio Emilia. E non finisce qui, perchè i russi possono contare anche sulla regia, “old style”, di Nikos Zisis, play greco ammirato, in Italia, a Treviso e Siena, mentre sotto le plance il duo Sanikidze-Fischer, assieme al poliedrico Kaimakoglou e al gigantesco Sokolov, proveranno a fare la voce grossa. La Dinamo arriva, a questa partita, dopo una settimana movimentata, visto l’addio, improvviso, quanto inaspettato, di Marco Cusin, che ha deciso di interrompere il suo rapporto con la società di via Nenni per far ritorno a Cremona, dove potrà, sicuramente, giocare di più.

Trasferta ostica anche per Milano, che andrà a far visita al coriaceo Bayern Monaco di Svetislav Pesic, una squadra che a Barcellona ha mollato la presa solo nel finale, e che settimana scorsa ha regolato, col piglio delle grandi, il Panathinaikos.
I bavaresi, ben allenati, sono un mix di freschezza ed esperienza che, se mescolato bene, può davvero far divertire e, perchè no, porre traguardi ambiziosi. In regia lo slovacco Anton Gavel, con alle spalle il giovanissimo fenomeno serbo Micic, fa girare l’organo, con i vari Djedovic (visto a Roma), Bryce Taylor (visto a Montegranaro) e Savanovic pronti a tramutare in oro i palloni che arrivano. Sotto le plance i centimetri e i chili si sprecano, partendo da John Bryant, passando per Benzing (da molti definito il nuovo Nowitzki), Stimac, Idbihi e Jagla. In quest’occasione Luca Banchi, head coach di Milano, festeggerà le 400 panchine da professionista.

La due giorni europea propone, come sempre, tante altre gare interessanti, tra le quali spiccano Panathinaikos-Fenerbahce, col secondo ritorno, di Zelimir Obradovic, ad OAKA, laddove l’head coach serbo ha allenato per 13 anni, vincendo 11 scudetti, 7 coppe nazionali e 5 Euroleghe. Da lente d’ingrandimento anche la visita del Valencia nell’inferno rosso della Beogradska Arena di Belgrado, oltre al match di Vitoria tra Laboral Kutxa e Galatasaray. Per le big dovrebbe essere un turno agevole, con Efes, Real, Maccabi, Cska, Malaga, Barcellona e Olympiacos che non dovrebbero avere problemi, rispettivamente, contro Zalgiris, Nizhny, Alba Berlino, Cedevita, Limoges, Turow e Neptunas.

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