Vuelle Pesaro, Amadori: "Le difficoltà economiche saranno mostruose. Il basket torni al dilettantismo"

Uno degli aspetti più dibattuti delle ultime settimane è in quali condizioni, soprattutto economiche, riusciremo ad uscire dalla crisi nella quale ci ha fatti piombare la pandemia da COVID-19. Ora, che se ne uscirà presto (speriamo) o più tardi, le opinioni sembrano convergere quasi tutte su un quadro ai limiti del desolante, con più di un analista che paventa la possibilità non di una semplice ‘recessione’, ma addirittura di una ‘depressione’.

Una situazione che giocoforza inciderà, nel prossimo futuro almeno, anche sul mondo dello sport e sul basket in particolare, al punto che la maggior parte degli addetti ai lavori, piuttosto che pensare ad una difficile ripresa dell’annata 2019/20, spinge per concentrare gli sforzi sulla pianificazione dei prossimi 2-3 anni, i quali si preannunciano molto complicati.

Su questo solco s’inseriscono le dichiarazioni di Luciano Amadori, presidente del Consorzio Pesaro Basket, raggiunto da Il Resto del Carlino: “Sinceramente ancora non so come ci muoveremo come Pesaro Basket. Chiedere la retrocessione in A2? Potrebbe essere una possibilità, ma al momento non so dare risposte certe al riguardo. Quando le acque si saranno calmate e potremo convocare un Cda, sentendo così tutti i consorziati, allora decideremo“.

Secondo Amadori la situazione che il basket si troverà ad affrontare sarà drammatica. Per cui avanza la sua proposta: “Le difficoltà economiche saranno mostruose, un disastro sociale” – spiega – “Per me bisognerebbe seriamente pensare all’opzione di far tornare il basket uno sport a regime dilettantistico. Pensiamo anche ad un altro aspetto. Con la crisi economica che ci sarà, quanti tifosi potranno permettersi un abbonamento? Credo siano temi che i vertici dovrebbero trattare“.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.