Poderosa Montegranaro, il bilancio di fine stagione della dirigenza

Sono passati sei giorni dalla bruciante sconfitta di Bergamo in gara 4 dei quarti di finale e la Poderosa riordina le idee di un’altra stagione straordinaria partendo da casa propria, da quella Bombonera che anni fa l’ha vista nascere e crescere. Stamattina i vertici della società hanno incontrato la stampa per tirare le somme di una stagione lunga ma esaltante.

«Credo fermamente che il bilancio, considerando tutti i vari aspetti, sia ampiamente positivo – ha esordito il vicepresidente Riccardo Bigioni – la scorsa estate avevamo detto che puntavamo a riconfermarci, poi c’è sempre il sogno di fare qualcosa in più. Ma siamo consci di quale sia la nostra forza a livello economico rispetto a quella di altre realtà. Sul fronte organizzativo non credo che abbiamo nulla in meno rispetto alle altre, a partire da uno staff tecnico che molte squadre si sognano. Il risultato sportivo è sotto gli occhi di tutti, per quanto riguarda il pubblico è giusto ricordare una cosa: questa società due anni fa giocava in questa palestra davanti a 300 persone di media. Ci siamo dovuti spostare in una nuova realtà, quella del PalaSavelli e di Porto San Giorgio, con un territorio tutto da conquistare: fare 1500-2000 spettatori di media per me è strabiliante. Ne abbiamo portati 4.026 per la partita contro Bologna, nella quale un centinaio di persone non è riuscito ad entrare. Ci vuole tempo, dobbiamo fidelizzare il pubblico e ci si lavora anno dopo anno. E la situazione economica non aiuta: nei playoff c’è stato un calo perché capiamo che pagare il biglietto per due partite di fila può essere pesante per una famiglia. È stato un anno che, sotto ogni punto di vista, ci ha forse portato al nostro massimo possibile».

«Abbiamo fatto il massimo per le nostre potenzialità – ha rilanciato Ronny Bigioni – la scelta di coach Pancotto la scorsa estate non significava voler andare chissà dove, ma confermare una crescita e rafforzare la permanenza in questa categoria. Come abbiamo sempre detto, crediamo che la Serie A2 sia la dimensione giusta per questa realtà e per questo territorio. Ci confrontiamo con società con budget anche doppi rispetto al nostro, più di così non potevamo chiedere».

Dei successi sportivi della squadra ha parlato il general manager Alessandro Bolognesi. «Negli ultimi due anni dalla Serie B in A2 sono salite sette squadre: solo noi e Bergamo, che oltretutto la scorsa stagione si salvò nel finale, non siamo ritornare al piano di sotto – ha fatto notare il gm gialloblu – alcune non ce l’hanno fatta neanche con budget importanti. Nessuno ha avuto la nostra regolarità nelle ultime due stagioni. Stiamo facendo delle cose inenarrabili. Confermarsi è difficile, quasi impossibile se pensiamo ad un bacino piccolo come il nostro. E la nostra stagione non è stata identica a quella scorsa. Abbiamo tenuto aperto un campionato vincendo a Bologna e se fossimo andati a vincere a Treviso chissà… Lo scorso anno eravamo una Cenerentola, quest’anno siamo una realtà consolidata per gli addetti ai lavori. Abbiamo finito la stagione con due giocatori che finiranno ad operarsi. Treier ha giocato per mesi con il menisco rotto, va solo ringraziato per averlo fatto. Amoroso ha giocato per mesi sopra un infortunio al ginocchio. Abbiamo dovuto ridurre di molto gli allenamenti a causa di questi problemi e un fisico come Traini ne ha risentito, finendo per infortunarsi anche lui. E ci è mancata davvero tanto la sua verve in partite come quelle dei playoff. Superare anche Bergamo, viste le condizioni fisiche con le quali siamo arrivati, sarebbe stata un’impresa».

Il responsabile comunicazione Marco Pagliariccio ha delineato i dettagli dell’attività marketing della società. «Abbiamo cercato di dare continuità al lavoro iniziato due estati fa. Il dato più rilevante è quello degli spettatori: se nella prima stagione ne avevamo avuto circa 36 mila spalmati su 19 partite casalinghe, quest’anno siamo saliti a 40 mila su 20 partite. Una crescita leggera ma comunque una crescita, con il picco del sold out registrato nel match contro Bologna. E molte energie, fino a marzo, sono state drenate dalla Coppa Italia, un evento che ha portato nel Fermano circa 8 mila persone tra spettatori ed addetti ai lavori, con ben 145 giornalisti accreditati. Sui social siamo sempre più consolidati: su Facebook abbiamo guadagnato il 28% dei follower in un anno e l’agenzia di comunicazione Iquii nel mese di maggio ci attesta come la 10° società d’Italia come tasso di crescita sui principali social, ci mettiamo alle spalle quasi tutta la Serie A. Abbiamo portato questa società per quattro volte in dirette televisiva su Sportitalia, le nostre dirette radiofoniche in un anno hanno superato i 10 mila ascolti, con un picco di 800 nel match in trasferta a Bologna. Abbiamo riconfermato le principali iniziative dell’evento partita come l’area hospitality e la baby hospitality ed abbiamo aggiunto l’apprezzata esperienza delle Poderosa Jam ed il Meet&Greet con un giocatore per volta a fine partita. Grande successo l’hanno riscosso anche gli allenamenti itineranti del Poderosa on Tour e il confermatissimo Poderosa Caffè, iniziative talmente apprezzate da diventare oggetto di studio del corso per dirigenti sportivi organizzato dall’università telematica Iul. Confermarsi è sempre la parte più difficile, credo che anche sul fronte marketing e comunicazione ce l’abbiamo fatto».

Fonte: Ufficio Stampa Poderosa Montegranaro

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Enrico Pecci Classe ’96, proveniente da quel favoloso luogo chiamato Marche (provare per credere), studente di Scienze della Comunicazione ed appassionato di calcio quanto di basket. Collaboratore per nba24.it e tuttobasket.net, sognando un futuro in cui scrivere di sport, basket e calcio in particolare, sia un lavoro oltre che una passione. Appassionato di basket sin dai primi passi mossi nel parquet dal Re, King LeBron James. #IPromise.
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