Rainbow Catania, intervista a Valentina Parisi

Centocinquantacinque centimetri di dinamismo, Valentina Parisi è una giocatrice ecclettica e imprevedibile. Catanese doc, play da sempre, anno 1992.  La prima volta che è scesa in campo aveva appena 5 anni, con l’ Olimpia Battiati di Carmelo Viola e Valeria Fisichella. Durante tutta l’attività giovanile, ha indossato la maglia della Lazùr Catania, allenata da S. Alexandrova. I primi risultati importanti li raggiunge nel 2005: finale nazionale Bam, terzo posto nazionale Join The Game, eletta campionessa d’Italia nel “tiro da tre punti”. A seguire nel 2006, secondo posto nazionale, sempre Join The Game, e convocazione al Trofeo delle regioni, con premio assegnato da coach Lambruschi per “miglioramento tecnico personale”. Dal 2006 in poi sempre in Lazùr, con titoli regionali fino a spareggi e interzone. Esordio in prima squadra in serie B a 15 anni con la Lazùr, e a 17 in B eccellenza con la Rainbow. Nella stagione 2012/2013 esperienza nuova fuoriporta, in casa del San Matteo Messina. Nel 2014 passaggio definitivo alla Rainbow, dove attualmente gioca da regista.

Dicono che il buon vino stia nella botte piccola. Nella vita di tutti i giorni, spesso corrisponde a realtà ed è assolutamente un complimento. Secondo te questo proverbio è applicabile anche nel mondo a spicchi e sul parquet di gioco, ti corrisponde? «Assolutamente si. Ovviamente nel gioco del basket parte favorito chi ha una statura superiore alla mia, ma sicuramente ci sono state e ci sono giocatrici, il mio esempio da bambina Giulia Borgia e oggi Ilaria Milazzo e Marjia Eric, che confermano questo proverbio e per quanto mi riguarda spero di essere un vino discreto pure io».

Quanto spazio occupa nella tua quotidianità e nella tua testa la pallacanestro? «Fin da piccola la pallacanestro ha sempre avuto grande importanza, tanto da occupare la maggior parte del tempo e da rinunciare a gite, feste e serate con amici per partite e allenamenti. Devo dire però di non essermi mai pentita di ciò. Ancora oggi dopo tanti anni occupa molto spazio anche nella mia testa».

Cosa fa Valentina quando non indossa la tuta e le scarpette da basket? «Quando non indosso le scarpette da basket lavoro la mattina come operatrice socio pedagogica in una scuola dell’infanzia e il pomeriggio come babysitter. Il fine settimana alterno il completino della Rainbow alla divisa degli Ufficiali di campo di Catania».

Play in campo e nella vita? «Play più in campo che fuori».

Nonostante gli ottimi risultati della Rainbow e la buona posizione in classifica, oltre alle tante potenzialità indiscutibili della squadra e dei singoli, purtroppo lo scontro diretto con la Viola RC non è andato in positivo. Quanto potrebbe condizionare il cammino del tuo team questa sconfitta e come hai vissuto questo momento? «Sicuramente la sconfitta a Reggio l’abbiamo sentita molto, ma penso che sia stata utile sia per capire determinati errori in campo e permettere di lavorarci su, sia per quanto riguarda l’importanza che ha l’unione del gruppo, soprattutto nei momenti di difficoltà. Quindi tutto sommato penso che potremmo ricavarne solo qualcosa di positivo e che assolutamente non ostacolerà il nostro cammino».

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