Pall. Reggiana, Upshaw: "Voglio sfruttare l'esperienza di questo biennio in Europa per aiutare la squadra"

Reggie Upshaw, 24 anni da Chattanooga, Tennessee, è al primo anno in Italia, dopo aver firmato questa estate con la Pallacanestro Reggiana. Vantante quattro anni di college presso Middle Tennessee State University, Upshaw ha anche vissuto l’esperienza di una Summer League con i Milwaukee Bucks, nel 2017. Poi l’approdo in Europa, prima con i tedeschi del Tigers Tubinga poi con gli spagnoli del Basquet Club Andorra.

In questi primi due anni in Europa mi sono sempre trovato ad essere fra i più giovani della squadra e, al di là dell’aspetto tecnico, ero sempre uno dei tanti” – ha sottolineato Upshaw in un’intervista concessa alla Gazzetta di Reggio – “Quest’anno voglio sfruttare l’esperienza che ho maturato. Voglio essere un giocatore importante anche dal punto di vista della leadership ed aiutare sia i veterani che i più giovani“.

Il coach mi ha detto di sfruttare la mia versatilità e la mia velocità per creare miss-match favorevoli, quindi portare in post basso un giocatore più piccolo di me o attaccare dal palleggio un giocatore più alto e più lento di me” – aggiunge – “Sin dal primo giorno, coach Buscaglia mi ha chiesto anche di dare una grossa mano a rimbalzo e di essere duro e tosto. Ciò dovrà essere l’aspetto che contraddistingue il mio gioco“.

Upshaw parla quindi delle prospettive della squadra: “La difesa è l’aspetto primario che dobbiamo migliorare, anche se richiederà più tempo. Dobbiamo capire come fidarci l’uno dell’altro e coprirci le spalle a vicenda. È una questione di allenamento e di conoscenza reciproca. Un altro aspetto su cui dobbiamo lavorare sono senza dubbio i rimbalzi. Sarà fondamentale controllare quelli difensivi e riuscire a essere una squadra pericolosa anche a rimbalzo offensivo“.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.