Reyer Venezia, De Raffaele: "Che emozione rivedere la gente in palazzetto"

Anche la Reyer Venezia ha iniziato la Supercoppa 2020 con una vittoria, imponendosi per 89-75 sul Treviso Basket. Così coach De Raffaele ha commentato la vittoria dei suoi ragazzi: “Innanzitutto direi che ho provato molta emozione nel rivedere la gente in palazzetto, non è retorica ed è stato bello. Anche se il vedere tutti con le mascherine è stato abbastanza strano“.

Sulla partita, Treviso ci ha messo molto in difficoltà per oltre due quarti, giocando in difesa in modo molto attento. Noi, soprattutto nel primo quarto, siamo stati troppo morbidi difensivamente parlando; fortunatamente, poi, di minuto in minuto, siamo riusciti ad aumentare l’intensità, fino al quarto conclusivo. Siamo stati molto più attenti in difesa e, conseguentemente, siamo riusciti ad essere molto più efficaci anche in attacco“, continua De Raffaele.

Certamente c’era un po’ di ruggine, oltre ai meriti di Treviso; da parte nostra, è importante essere consapevoli di quanto l’identità difensiva faccia parte del nostro dna” – aggiunge – “Di questi tempi, negli anni scorsi, con Treviso giocavamo i tornei estivi a Jesolo e Caorle; tutto è accelerato in questa fase, ma è lo stesso per tutti. Sulla fluidità in attacco, stasera molto positiva, direi che gioca un ruolo importante il fatto di conoscerci bene. Ma la conoscenza non deve sconfinare nella superficialità“.

D’altra parte, non possiamo nemmeno pretendere che tutto venga bene. Come detto prima del match, siamo ancora molto lontani da una condizione decente; siamo ad un mese dall’inizio del campionato, abbiamo acciacchi vari, forme fisiche disomogenee… Detto ciò, mi tengo molto stretto il quarto periodo e l’intensità e la disponibilità al sacrificio che siamo riusciti a mettere sul parquet“, conclude il coach della Reyer.

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Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.