Roseto, torna a disposizione Radonjic: le parole del presidente Cimorosi

Ieri, giovedì 16 marzo 2017, con il deposito presso la FIP del permesso di soggiorno al nostro giocatore Todor Radonjic è stata rimossa l’inibizione che gli ha impedito di giocare contro il Mantova.

Si è così conclusa una storia tecnicamente e ufficialmente durata due settimane, fra inibizione e soluzione del problema, che ci ha privato di un giocatore per una sola partita, ma che a livello di “sottobosco” è andata avanti per almeno 4 mesi.

Parlo, a cose finite e definite, di quel miscuglio maleodorante di mezze frasi, bugie, accuse, calunnie e altro che hanno largamente anticipato la vicenda gettando una luce tanto oscura quanto ingenerosa sia sulla nostra Società sia sulla Stella Azzurra Roma, che ci ha girato in prestito il giocatore e ha curato gli adempimenti relativi al suo status di cittadino extracomunitario ma italiano di formazione.

L’Abruzzo è terra che negli ultimi anni – e in particolare negli ultimi mesi – è stata duramente colpita. E siccome l’Abruzzo teramano ha pagato alto dazio fra scosse di terremoto, nevicate eccezionali e altre problematiche, non dimenticherò che proprio in quei giorni di massima allerta, con gli sfollati che arrivavano a Roseto e noi cittadini impegnati – ognuno come poteva – a moltiplicare la catena di ospitalità e solidarietà, ho udito il rumore di fondo di accuse e pettegolezzi relativi alla lealtà sportiva del Roseto che ho l’onore di presiedere.

Non dimenticherò che, mentre qui noi mettevamo a disposizione letti e cibo per gente sfrattata da una Natura matrigna, o concedevamo allacci elettrici ad abitanti di interi paesi che per oltre una settimana hanno dovuto sopportare la mancata erogazione di energia elettrica, qualcuno ipotizzava la nostra radiazione dal campionato o pregustava la nostra retrocessione a seguito di molti punti di penalizzazione.

Non dimenticherò alcuni “fratelli” – perché così li considero – provenienti da Società della Lega Nazionale Pallacanestro, diventare “fratellastri” ostentando sorrisi falsi e lavorando alle spalle del Roseto affinché su di noi, colpevoli di aver fatto una squadra competitiva con il poco che abbiamo, si abbattesse chissà quale giustizia in grado di raderci al suolo.

La delusione personale di avere a che fare con qualche falso amico è stata per fortuna spazzata via dalle testimonianze di genuina amicizia che sono arrivate alla nostra Società da parte di alcuni. E proprio prima del derby contro Chieti, voglio pubblicamente ringraziare un leale e vero uomo di sport come il Presidente Gianni Di Cosmo: fra i pochi ad avermi chiamato nei mesi scorsi, per dire che il Chieti non avrebbe mosso un dito contro il Roseto e che la vicenda – che vedeva gli Sharks al limite parte lesa, data la nostra buona fede – si sarebbe presto chiarita.

La stessa schietta amicizia e lealtà del Presidente del Chieti ho riscontrato da parte di alcuni dirigenti sportivi, ma resta l’amarezza per i fendenti ricevuti alle spalle dopo i sorrisi di circostanza da parte di altri presunti “uomini di sport”.

Roseto è città che, cestisticamente parlando, ha saputo risorgere dopo numerose morti sportive. Ha accettato l’esclusione dal campionato di Serie A del 2006/2007 senza fare polemica, dopo essersi salvata sul campo. È ripartita – l’ultima volta – nel 2009 con la Società che oggi disputa la Serie A2 e che, carte alla mano, non ha nulla di cui vergognarsi, è in regola con i pagamenti e ha sempre agito con il massimo di lealtà sportiva.

Per abbattere il Lido delle Rose, perciò, non basteranno le malelingue udite nei mesi scorsi, neanche se moltiplicate per un milione. Noi andremo avanti nel pieno rispetto delle regole e se qualcosa ci verrà chiesto – anche relativamente a pratiche istruite da chi ci ha girato in prestito un giocatore – risponderemo alla giustizia sempre con il massimo della lealtà e della collaborazione.

Lealtà e collaborazione. Le stesse cose che mi sarei aspettato da qualche “amico”, che con me condivide l’appartenenza alla Lega Nazionale Pallacanestro e che invece, senza neanche chiedermi una versione dei fatti, ha irrorato per settimane e mesi l’ambiente di veleno.

Per fortuna, la storia cestistica del Roseto, nata negli Anni ’10 del secolo scorso, è un antidoto ben più potente delle pozioni che apprendisti stregoni hanno invano cercato di far bere a gran parte del movimento cestistico, screditando il Roseto.

Alla fine di questa “storia”, ringraziamo tutti gli uomini di sport veri e leali, per le parole di stima e solidarietà ricevute in questi mesi. E ai “nemici” – autodichiaratisi, perché per noi il basket è sport, non guerra e ci vantiamo di non avere nemici – diciamo di venire in pace nel Lido delle Rose, perché, comunque, saranno sempre accolti con il massimo del rispetto e della gentilezza.

Il Presidente Daniele Cimorosi

Fonte: Ufficio stampa Roseto Sharks

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