Sandretto Falconara, parla il nuovo centro Eliantonio: "Attratto dal progetto"

Affascinato dal “progetto-Sandretto”, e non importa se arrivare alla corte di coach Reggiani significa lasciare la Serie A2, l’importante è fare parte di qualcosa di importante e ben programmato con delle basi solide e grande serietà. Parole e musica di Giacomo Eliantonio, nuovo centro della Sandretto che scende di categoria senza batter ciglio per mettersi al servizio della squadra bianconera e per aiutarla a farle raggiungere i traguardi ambiti.

Poche settimane di allenamento e una manciata di test amichevoli possono già bastare per apprezzare il valore del lungo ternano e far capire ai suoi nuovi tifosi la valenza del suo peso specifico all’interno della squadra. Centimetri e fisico che garantiscono rimbalzi e solidità in area, ma anche mano molto educata dalla distanza, caratteristica di un centro atipico appartenente a quella nuova generazione che va tanto di moda. Ma Eliantonio non pensa alle tendenze del momento, piuttosto alla concretezza che ora fa rima con la Sandretto Basket, sua nuova casa in questa stagione ormai alle porte. Un passato recente speso interamente tra A2 e B1, una maglia azzurra indossata in tante occasione all’epoca delle giovanili e ora Falconara con tutte le sue speranze e ambizioni. Nell’ultima annata Eliantonio era a Recanati, protagonista di una più che buona stagione che ha lasciato un ottimo ricordo nei pensieri dell’attuale DS falconarese Chiodoni, ex-recanatese proprio come il biondo atleta umbro. E quando il direttore sportivo ha lasciato la Città della Poesia per migrare sulla costa, uno dei nomi in cima alla sua lista della spesa era proprio quello del giocatore ternano ritenuto ora uno dei centri più interessanti e quindi attesi dell’intera categoria.

Quali sono stati i motivi che ti hanno spinto ad accettare la Sandretto?
“Conoscevo molto bene il DS Chiodoni che mi ha contattato presentandomi un progetto tanto chiaro quanto importante. Fatto da una società ambiziosa, che vuole crescere e mira a traguardi importanti. Impossibile dire di no anche se si tratta di giocare in Serie B che è comunque la terza categoria nazionale.”

Già, la Serie B. Per uno come te abituato a giocare in A può essere anche inconsapevolmente una specie di declassamento?
“Assolutamente no. La categoria in cui si gioca non è tutto, è importante certo ma non fondamentale. Ritengo che principalmente oggi conti la serietà di una Società, dei suoi dirigenti e dei programmi che hanno. Qui credo ci sia tutto per fare bene e non importa assolutamente niente se davanti alla porta c’è la lettera A o B.”

Come ti sei inserito all’interno del gruppo?
“Sono poche settimane che stiamo insieme e che ci alleniamo, ma i giudizi sono tutti positivi. L’inserimento mio è stato graduale soprattutto a livello fisico, sto rientrando in forma, le gambe sono ancora pesanti ma presto sarà tutto a regime. Il gruppo è già unito nonostante sia totalmente nuovo, ma la Società è riuscita a mettere insieme un gruppo di ottimi giocatori e di bravissimi ragazzi. Sia in campo che fuori siamo già molto coesi e questo si rivelerà sicuramente molto importante ai fini dei risultati che andremo a ottenere.”

E con lo staff tecnico come vanno le cose ?
“Ottimamente. Non conoscevo coach Reggiani, mentre con Gabriele Ceccarelli siamo stati insieme ai tempi di Rimini. Direi che va tutto molto bene e sta procedendo alla grande. Reggiani si dimostra molto preparato e disponibile così come tutto lo staff societario davvero ben organizzato, disponibile e motivato.”

Come vedi il campionato? I pronostici ci mettono in prima fascia, sei d’accordo?
“Non possiamo parlare ora di pronostici e chi sarà in prima o seconda fascia. Guardo soltanto dentro il nostro spogliatoio e vedo una squadra davvero forte in grado di fare bene dappertutto. Il lavoro da compiere è ancora molto, ma nessuno si tira indietro. Poi inizierà il campionato e vedremo cosa dirà il campo. Abbiamo giocato in amichevole contro Montegranaro e mi ha fatto ottima impressione. Dicono un gran bene di San Severo, Campli e altre ancora, sono discorsi che oggi lasciano il tempo che trovano. Solo il campo dirà la verità e noi cercheremo di farci trovare pronti.”

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