Sassari e Milano, che batoste! Turow nella storia, colpaccio Cedevita

Altro giro, altra sconfitta. Sassari rimanda, ancora una volta, l’appuntamento con la sua prima vittoria in Eurolega, e la Caja Magica di Madrid non era certo il campo ideale dove tentare un’impresa simile. La Dinamo ne prende 21 dopo aver retto, praticamente, un solo quarto: il Real si mette subito +10 e poi pensa a gestire il suo vantaggio, accelerando in alcuni frangenti, frangenti in cui la forbice si allarga ulteriormente, col vantaggio delle “merengues” che tocca anche il +25. Cinque uomini in doppia cifra per la squadra di Pablo Laso, spicca un ancora superlativo Felipe Reyes (17 punti e 5 rimbalzi in appena 15 minuti), un ottimo Gustavo Ayon (14 punti in 20 minuti) ed un ancora ispirato Jaycee Carroll (15 punti, 3 assist e 4/4 da 3 in 18 minuti), senza dimenticare Sergio Llull (15 punti, 6 assist, 100° presenza in Eurolega, 100° recupero e oltre 100 punti realizzati sempre nella massima kermesse europea) e la visionaria regia di Sergio Rodriguez (12 assist), uno che davvero vede cose che noi umani non possiamo vedere. Per la Dinamo comunque buone affermazioni di Edgar Sosa (15 punti e 6 assist), Shane Lawal (12 punti, 13 rimbalzi, 2 stoppate, 2 assist e 2 recuperi), Jerome Dyson (16 punti e 6 assist) e Miroslav Todic (20 punti e 6 rimbalzi), ma il Real Madrid è di un altro pianeta.

Serataccia anche per Milano, che ad OAKA ne prende 27 perdendo partita e certezze, quelle venute fuori dopo la vittoria di Monaco. Nulla è ancora in discussione, in un girone dove la sorprendente vittoria del Turow aumenta l’equilibrio, ma ci si aspettava ben altra affermazione da parte degli uomini di Banchi, che hanno giocato un primo e un terzo periodo orribili, consegnando una vittoria facile facile al Panathinaikos, che non sarà lo squadrone degli anni passati, ma in quanto a carattere e solidità non è secondo a nessuno. Dimitris Diamantidis (6 punti, 8 assist, 7 rimbalzi e 2 recuperi) illumina la scena, Esteban Batista (15 punti e 4 rimbalzi) e Nikos Pappas (11 punti, 4 rimbalzi e 3 assist) seguono il capitano, in casa EA7 si salvano Samardo Samuels (18 punti) e Joe Ragland (13 punti e 7 assist), il resto è un pianto greco.

Vittoria abbastanza agevole per l’Efes Pilsen che, nonostante l’assenza di Nenad Krstic (fuori 2 mesi a causa della frattura al braccio destro rimediata nel match di TBL contro il Pinar Karsiyaka), va a sbancare Novgorod vendicando l’abbastanza clamorosa sconfitta interna, di una settimana fa, contro lo Zalgiris. I turchi veleggiano sereni per tre quarti, col parziale che oscilla sempre tra i 20 punti di vantaggio, o poco meno, poi suona la sveglia dei russi, ovviamente in ritardo, una reazione di nervi che produce il break di 21-11 dell’ultimo periodo, che però serve solo a rendere meno amara la sconfitta. L’Efes passa grazie all’ottimo Dario Saric (18 punti e 6 rimbalzi), bene anche Milko Bjelica (14 punti e 4 rimbalzi), il Nizhny abbozza la rimonta con Taylor Rochestie (19 punti), Semen Antonov (16 punti e 6 rimbalzi) e Trey Thompkins (14 punti, 10 rimbalzi, 3 recuperi e 3 stoppate).

Colpaccio incredibile del Cedevita che, con assoluta sfrontatezza, va a violare lo Yad Elyahu, casa dei campioni in carica del Maccabi. I croati comandano il match fin dalla palla a due, per poi dare la sferzata decisiva nel terzo quarto, grazie a due ex Roma, Roko Ukic (17 punti e 6 assist) e Nemanja Gordic (16 punti, 4 rimbalzi e 3 assist), ben supportati da Miro Bilan (10 punti, 8 rimbalzi e 2 assist) e Mario Delas (10 punti e 9 rimbalzi). Il Maccabi, spiazzato da questo ottimo Cedevita, prova a reagire con Jeremy Pargo (24 punti e 5 assist) e Devin Smith (14 punti, 7 rimbalzi e 2 assist), ma passano i ragazzi di Repesa.

Restando in tema di imprese prima, storica, vittoria del Turow in Eurolega. A farne le spese il Bayern Monaco, che gioca una fase centrale di partita assolutamente rivedibile (53-37 di break tra secondo e terzo quarto), e permette ai polacchi di esultare. Il solito Damian Kulig (22 punti, 6 rimbalzi, 3 assist e 2 recuperi) questa volta non è solo, perché supportano Tony Taylor (15 punti e 5 rimbalzi) e Nemanja Jaramaz (14 punti e 5 assist), bavaresi alla resa nonostante un preciso Nihad Djedovic (16 punti con 6/8 al tiro) e Robin Benzing (12 punti e 3 recuperi), 3° sconfitta, su 4 partite, per il Bayern.

Ci ha preso gusto lo Zalgiris Kaunas che, dopo il sacco di Istanbul, torna a casa e batte anche l’Unics Kazan, issandosi ad assoluta sorpresa di questo inizio di Eurolega. I lituani volano grazie alla super partita di James Anderson (27 punti, 11 rimbalzi, 4 assist e 3 recuperi), bene anche Arturas Milaknis (14 punti con 4/5 da 3), Keith Langford (24 punti) e Kostas Kaimakoglou (11 punti e 6 rimbalzi) sono gli unici, in casa Unics, a fare qualcosa, gli altri sembrano essere in ferie.

Altro colpo in trasferta, quello del Barcellona, che nel big match di questa 4° giornata va a sbancare la Ulker Sports Arena di Istanbul, costringendo il Fenerbahce alla seconda sconfitta consecutiva. Catalani che recuperano Navarro, ma è Brad Oleson (16 punti, 3 recuperi e 4/4 da 3) l’assoluto protagonista della vittoria del Barça, ancora imbattuto nel girone C. L’ex Caja Laboral è ben supportato da Justin Doellman (12 punti e 6 rimbalzi) e Ante Tomic (12 punti e 6 rimbalzi), in casa Fenerbahce buone prestazioni di Andrew Goudelock (16 punti), Nemanja Bjelica (14 punti, 4 assist, 3 rimbalzi e 2 recuperi) e Luka Zoric (18 punti e 10 rimbalzi), ma arriva la sconfitta.

Continua la corsa del Cska, che vince contro Malaga e resta, assieme a Real Madrid, Olympiacos e Barcellona, l’unica squadra ancora imbattuta dopo 4 giornate di Eurolega. L’Armata Rossa è trascinata, al successo, da un superlativo Milos Teodosic (27 punti, 10 assist, 11/14 al tiro uscendo dalla panchina), partecipano anche Vitaly Fridzon (16 punti, 4 rimbalzi e 3 assist), Sonny Weems (16 punti, 7 assist e 5 rimbalzi) e Kyle Hines (14 punti, 5 rimbalzi e 3 stoppate), mentre l’Unicaja, al primo stop stagionale, Liga ACB compresa, si arrende nonostante i pur ottimi Jayson Granger (20 punti e 10 assist) e Mindaugas Kuzminskas (20 punti).

Appunto l’Olympiacos, che sbanca Belgrado ammutolendo gli oltre 15.000 della Beogradska Arena, e restando saldamente al comando del girone D. Greci all’assalto grazie a Vassilis Spanoulis (14 punti e 4 assist) e Bryant Dunston (11 punti, 4 rimbalzi e 3 stoppate), serbi, alla prima sconfitta interna in quest’Eurolega, che si devono arrendere, nonostante un troneggiante Boban Marjanovic (13 punti, 14 rimbalzi e 2 stoppate).

Tutto troppo facile per l’Alba Berlino, che asfalta, senza alcuna pietà, il povero Limoges, che finisce sommerso sotto i colpi di un pesante 89-66 . Gara mai in discussione, che i tedeschi hanno avuto in controllo totale già all’intervallo lungo, quando il passivo, per i transalpini, recitava già un eloquente -23. Alex Renfroe (15 punti, 7 rimbalzi e 6 assist), Niles Giffey (18 punti) e Jamel McNeal (18 punti, 7 rimbalzi e 5 assist) banchettano indisturbati, salvano almeno la faccia Jamar Smith (17 punti, 3 assist e 3 recuperi) e Ramel Curry (13 punti, 6 assist e 3 recuperi) in casa Limoges.

Sul velluto anche il Galatasaray, che ne dà 26 al Neptunas rilanciandosi pesantemente. Turchi subito in fuga, ma è il terzo periodo (31-12) che scava il solco decisivo, e che rende gli ultimi 10 minuti puro garbage time. Sinan Guler (18 punti e l’80% dal campo), Carlos Arroyo (15 punti, 5 assist e 5 rimbalzi) e Furkan Aldemir (13 punti, 5 rimbalzi e 3 stoppate) sono gli attori principali del successo giallo/rosso, 41% al tiro e 10 perse complessive per i lituani, inutile aggiungere altro.

Con una fase centrale di partita da 50-34 il Valencia si aggiudica il derby col Laboral Kutxa ed inizia a dare un senso alla sua stagione europea. Luke Harangody (23 punti e 5 rimbalzi) è il solito go to guy per la Comunidad, si risvegliano dal torpore anche Sam Van Rossom (14 punti e 9 assist) e Bojan Dubljevic (13 punti, 7 rimbalzi e 2 stoppate), si sciolgono i baschi, dopo un inizio arrembante, nonostante un ottimo Tornike Shengelia (20 punti e 5 rimbalzi), ma ad accompagnare il georgiano c’è il nulla.

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