Dinamo Sassari, Pozzecco: "Sorpreso da Polonara. Non mi aspettavo una simile continuità"

La Dinamo Sassari è reduce dalla netta vittoria interna sulla Virtus Bologna (90-72), che ha permesso di rinfocolare le speranze Playoff, con il -2 dalla coppia formata dall’Alma Trieste e dall’Aquila Basket Trento. Intervistato da Piero Guerrini di Tuttosport, coach Pozzecco ha colto l’occasione per fare i complimenti ad Achille Polonara, pensando di perorare la sua causa nei confronti di coach Sacchetti, in ottica Nazionale.

Sono felicissimo di lui. Non mi aspettavo giocasse con questa continuità e determinazione in difesa e a rimbalzo” – spiega il Poz – “Mi piacerebbe parlarne con Meo Sachetti, con cui ho un buon rapporto. A mio parere Achi merita un’altra opportunità, uno sguardo. Vorrei dirgli come lo vedo io“.

Sul rapporto con il presidente Sardara: “Ogni mattina facciamo colazione insieme. Mi alzo presto, si discute, si pianifica, ma non interviene mai su questioni tecniche. Posso dirlo, ha avuto coraggio a prendermi“.

Non poteva mancare un’opinione sulla situazione del nostro basket, chiedendo spazio maggiore per i giocatori italiani. “C’è bisogno di avere meno stranieri nel campionato, avendo la consapevolezza che gli italiani hanno diritto allo spazio, perché se giocano lo fanno bene. E anche perché danno identità. A Sassari, se entra Marco Spissu si respira un’aria diversa, come era al Khirnki quando entravano i russi“, sottolinea Pozzecco.

Il problema è che non c’è interesse. Un tempo c’era il pieno al Camera per vedere i campionati juniores. Se manca interesse è fatale ridursi fino a scomparire” – conclude – “La mia proposta è quella di un sistema simile allo spagnolo, con 3 americani, 2 o 3 europei e basta, per arrivare poi ad un ideale numero di 4 giocatori statunitensi più due Europei. Altrimenti scordiamoci di trovare nuovi Soragna“.

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Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.
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