Scaduta la concessione provvisoria da parte del comune, il Cus Jonico costretto a lasciare il PalaMazzola

“Da un abbandono all’altro…” e la storia sportiva di questa città s’impoverisce sempre più!

Questo, però, è un abbandono annunciato da tempo. Sin dall’anno scorso, da quando cioè si paventava “l’esordio” di un certo bando di gara dai contenuti davvero pregiudizievoli di abbandono da parte di una qualsiasi società o associazione sportiva che, dalle nostre parti, fa fatica a mettere insieme “il pranzo e la cena”, a causa della endemica scarsità di risorse economiche di terra jonica.

Ora tocca al “mitico” PalaMazzola rimanere “sedotto e abbandonato”.

Motivo? Il Cus Jonico, gloriosa società del basket jonico, l’unica titolata rimasta sulla piazza, ha “dovuto” consegnare le chiavi dell’impianto, per mano del suo presidente Sergio Cosenza, alla scadenza del 30 giugno della concessione provvisoria per l’utilizzo e la gestione del PalaMazzola.

Concessione provvisoria, ovviamente, dopo ben 4 anni di gestione, con tanti oneri e tanto onore, senza poter contare sul benchè minimo aiuto da parte dell’Ente proprietario, il Comune.

Nel corso dei primi mesi di quest’anno, com’è noto, il bando di gara, finalmente indetto dalla Giunta precedente, è andato deserto, anche e soprattutto a causa di richieste di pesanti oneri economici a carico dell’aggiudicatario, quasi niente a carico del Comune.

Insomma, condizioni economiche davvero insostenibili per una società a conduzione familiare come il Cus Jonico e forse per chiunque.

E’ noto che in altre città ci si comporta diversamente, con l’Ente pubblico che sostiene anche economicamente, sia pure in parte, società ed associazioni sportive, volano di benessere psicofisico dei propri cittadini. Qui da noi, invece, le cose vengono interpretate diversamente, con la solita “scusa” dell’endemica scarsità di risorse disponibili a causa del pesante retaggio di un “dissesto” che non accenna a scomparire.

Pur tenendo conto di ciò, però, ci sono modi e modi per venire incontro alle società sportive che vogliono “accollarsi” comunque gli oneri relativi alla gestione di un impianto così complesso come il PalaMazzola. Il Cus, durante gli ultimi 4 anni, vi ha profuso tesori di energie fisiche ed economiche per rendere funzionale l’impianto cercando di “attutire l’aggressione economica” del suo funzionamento organizzando spettacoli teatrali, canori e manifestazioni sportive di ottimo livello anche internazionali, in una città come la nostra un po’ carente di queste opportunità.

Il gesto simbolico ma anche pratico del presidente Cosenza era, peraltro, un atto dovuto nei confronti del neo sindaco Rinaldo Melucci, con la non tanto segreta speranza che ci possa essere una certa “discontinuità politica” con la precedente Giunta, anche nei confronti del movimento sportivo. Quello della discontinuità, non è forse lo “slogan” più utilizzato dai candidati in campagna elettorale.

Qualcuno obietterà che: “ma qui non c’è discontinuità, perché è sempre lo stesso partito a tentare di guidare le sorti della nostra bella e maltrattata città”. E sia! Si dice anche, però, che ci sono uomini ed interpreti diversi anche in uno stesso partito!

Insomma, diciamolo pure: sindaco Melucci scelga bene i suoi collaboratori e corregga il tiro… fin qui pernicioso della gestione della cosa pubblica.

Toni Cappuccio

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