Scafati: Hamilton in odore di taglio, serve un play

SCAFATI CAMBIA? HAMILTON IN ODORE DI TAGLIO, SERVE UN PLAYMAKER.

Migliorare l’organico, soprattutto per le assenze degli infortunati, è l’obiettivo della società.

 

SCAFATI – Il destino di Reggie Hamilton a Scafati è appeso ad un filo. Sempre più imminente appare il suo taglio dalla rosa, per sostituirlo con un playmaker puro, un metronomo, un regista che sappia mettere ordine in campo, soprattutto per l’assenza dell’infortunato Di Capua, i cui tempi di recupero si sono allungati molto più del previsto. L’atleta statunitense non ha finora convinto nessuno, né lo staff tecnico, né la dirigenza, né tanto meno i tifosi. Dopo nove turni di campionato è arrivato il momento giusto per fare un piccolo bilancio della situazione, soprattutto dopo l’infortunio dell’unico playmaker di razza presente in rosa. Anche nell’ultimo incontro vinto 77-70 contro Ravenna e disputato sabato sera sul neutro di Ferentino, la squadra ha mostrato evidenti lacune in un reparto, nel quale Hamilton si eclissa troppo spesso, diventando poco incisivo e prolifico. Serve un atleta con altre caratteristiche, diverse dallo statunitense che non sta ripagando con rendimenti all’altezza delle aspettative. Il direttore sportivo Gino Guastaferro ed il patron Aniello Longobardi restano circospetti e guardano con attenzione il mercato degli americani, consapevoli che, non avendo a disposizione un altro visto extracomunitario, dovranno ripiegare su un play a stelle e strisce che sia stato già tesserato con qualche altra società italiana e che sia tagliato da questa oppure proporre uno scambio. Operazione, quest’ultima, tutt’altro che semplice. «Ci stiamo guardando intorno – ha ammesso l’azionista di maggioranza del club, Aniello Longobardi – ma non è semplice trovare l’uomo giusto che farebbe al nostro caso. Restiamo alla finestra».

La squadra, intanto, è tornata ad allenarsi con grande serenità, dopo il successo dell’ultimo turno contro l’Acmar Ravenna, seconda in classifica. Il successo, costruito nella seconda parte di gara grazie ad una reazione importante della squadra, ha riportato entusiasmo e fiducia nello spogliatoio, sia perché arrivata contro uno dei migliori avversari della categoria, sia perché l’organico gialloblù è ancora a mezzo servizio (assenti Di Capua e Ghiacci per infortunio), sia perché, infine, è giunta al Pala Ponte Grande, dove la Givova sarà costretta ad emigrare anche in occasione delle prossime due partite casalinghe, a causa della squalifica del PalaMangano. «Siamo partiti poco concentrati nel primo tempo ed abbiamo giocato male. Poi negli spogliatoi ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che era arrivato il momento di giocare come sappiamo fare – ha spiegato l’ala forte German Sciutto – difendendo in maniera più dura, per non far scappare Ravenna. Ci siamo riusciti, anche se eravamo reduci da una settimana molto intensa. Possiamo dare di più, sappiamo di poterlo fare e dobbiamo anche metterlo in pratica».

Il modo in cui è maturato il successo contro Ravenna è stato accolto di buon grado anche dalla società, che ha avuto parole di ringraziamento per i tifosi che hanno sostenuto la squadra anche lontano dalle mura amiche e che non nasconde l’intenzione di migliorare l’attuale organico. «Quella contro Ravenna è stata una gara emozionante – ha ammesso il presidente Alessandro Rossano – nella quale si è vista una buona pallacanestro nella seconda parte di gara, che ha fatto divertire anche il nostro pubblico intervenuto fino in terra laziale e che ci sta aiutando a superare questo handicap, col quale dobbiamo ormai imparare a convivere. Un playmaker? Continuiamo a sondare il mercato, ma finora non abbiamo trovato nulla che ci ha convinto davvero».

Antonio Pollioso

 Fonte: Metropolis

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