Serie A 2020/21, prende quota l'idea di due gironi divisi su base geografica

Sono settimane di grande fermento ai vertici del nostro basket. L’interruzione definitiva dei campionati provocata dalla pandemia da COVID-19 spinge tutti a delle profonde e serie riflessioni sul prossimo futuro sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista prettamente sportivo.

La LBA è alle prese con il rebus della stagione 2020/21, che al momento presenta davvero poche certezze. Non si sa quante squadre parteciperanno alla prossima Serie A, che format avrà, quando la stagione potrà partire e in quali condizioni, sotto l’angolo di visuale delle precauzioni igienico-sanitarie da adottare. Last but not least, fino a quando si sarà costretti a giocare a porte chiuse.

Gli ultimi rumors, riportati da La Prealpina, indicano un farsi largo dell’idea che vedrebbe la prossima Serie A composta da due gironi, ognuno da 10 squadre, divisi su base geografica. Le motivazioni sono presto dette. Da quel che si apprende, vi sono non poche squadre (le bolognesi in primis) che spingono per una partenza alquanto posticipata della stagione, in modo da ridurre il più possibile il periodo nel quale si dovrà giocare senza tifosi sugli spalti.

Inoltre, la stagione dovrà terminare giocoforza il 12 giugno 2021, per dare spazio poi al Preolimpico di qualificazione per le Olimpiadi di Tokyo. La Lega Basket, così, sempre secondo La Prealpina, darebbe il via alla stagione con la Supercoppa allargata ad ottobre, cominciando poi il campionato a metà novembre. Il format con due gironi da 10 squadre ciascuno avrebbe il vantaggio, seguendo i ragionamenti di cui sopra, di prevedere un numero di partite minore rispetto ad un format a girone unico con 16 o 18 squadre, aiutando così a non ingolfare eccessivamente la stagione agonistica.

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About The Author

Gianluca Zippo Nato a Formia il 13/01/1988. Laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli, già collaboratore e redattore per Teladoiolamerica.net e Road2sport.com, il calcio, l’NBA e la F1 sono la mia malattia, ma il mondo dello sport mi affascina a 360°.