Serie A: Granarolo Bologna, trionfo e play-off

GRANAROLO BOLOGNA – ACEA ROMA 90-77

(24-18; 48-41; 68-55)

GRANAROLO BOLOGNA

White 8 (2/7, 0/3, 4/4), Cuccarolo 0 (0/2 da 2), Gaddy 1 (-, 0/1, 1/2), Imbrò 0, Fontecchio 7 (2/4, 1/2, -), Mazzola 6 (2/5, 0/2, 2/2), Benetti 0, Vercellino 0, Hazell 33 (3/4, 8/15, 3/3), Ray 29 (4/9, 4/8, 9/9), Reddic 6 (3/5 da 2), All.Valli

ACEA ROMA

Freeman 4 (2/4, 0/1, -), Ejim 11 (4/5, -, 3/3), Curry 23 (3/6, 5/6, 2/2), D’Ercole 5 (1/2, 1/4, -), Sandri NE, De Zeeuw 5 (1/3, 1/1, -), Kuschev NE, Reali NE, Ciambrone NE, Vukona 8 (3/4, -, 2/6), Stipcevic 10 (2/5, 1/7, 3/4), Ebi 11 (5/12, 0/1, 1/2), All. DalMonte

BOLOGNA : T2 (16/36, 44%), T3 (13/31, 42%), TL (19/20, 95%), Rimbalzi 36 (25d-11off), Perse (12), Recuperate (10), Assist (11), Stoppate (2), Valutazione (97)

ROMA : T2 (21/41, 51%), T3 (8/20, 40%), TL (11/17, 65%), Rimbalzi 39 (28d-11off), Perse (17), Recuperate (7), Assist (13), Stoppate (3), Valutazione (76)

Spettatori: 6150

Arbitri : Paternicó, Sabetta, Aronne

di Massimiliano De Panfilis

LA GARA IN BREVE – Trionfa la Virtus Granarolo Bologna, difende il proprio fortino dall’assalto della Acea Roma in quella che era una vera e propria “finale” e conquista matematicamente i playoff con le proprie forze (ovviamente grazie ai risultati degli altri campi) e, se ce ne fosse ancora bisogno, un posto speciale nei cuori dei tifosi. É un trionfo di tutto un team, da Villalta all’ultimo dei magazzinieri, dalla Fondazione e di tutti i soci e le loro scelte di cuore e coraggio, a tutto lo staff tecnico, coach in testa, che approda per la prima volta ai playoff (veramente emozionato e felice in sala stampa, si vive per questi momenti). Una prova superba degli uomini di Valli che si meritano tutte le lodi, una contesa bellissima e controllata al comando per 40 minuti, capaci di resistere alla rimonta dei coriacei romani e ormai abbastanza scafati da gestire anche i propri alti e bassi. Una vittoria dal sapore meraviglioso, una ritrovata identità di squadra, di popolo e di città, una festa post partita che mancava da tempo che fa sperare in un futuro e in un presente luminoso. Parlando dell’aspetto tecnico del match, é stato un regno incontrastato di Hazell e Ray, sovrani assoluti del confronto, con il capitano in missione (Roma è una sua ex squadra) e il suo fido compagno a colpire da ogni punto. Ottime le prove anche di tutti i compagni, nessuno escluso, tutti fondamentali per il raggiungimento di un obbiettivo che ad inizio stagione e con la penalizzazione, sembrava un’utopia. Roma non ha fatto una partita di livello adeguato per un match di tale importanza, come aggressività e concentrazione, e nulla ha potuto contro l’onda d’urto degli Splash Brothers della Granarolo. Mancano 40 minuti per definire la griglia e l’avversario da affrontare (Milano o Venezia), ma la stagione bianconera, a prescindere, é un successo clamoroso.

1′ QUARTO – Partenza complicata per gli uomini di Valli, che non trovano il canestro a più riprese per oltre due minuti e subiscono tremendamente la reattivitá dei romani che scappano sul 7-0. Gaddy va a sedersi con due falli, Hazell interrompe il digiuno con due triple suo marchio di fabbrica, manda un bacio al cielo e dá la scossa ai compagni e pubblico. Ray regala il primo vantaggio interno mandando in delirio la Unipol Arena, con una tripla estemporanea col fallo, replica con un long2 aiutato da ferro e tabellone, e si immola in difesa su Ejim trovando uno sfondamento prezioso (14-12 al 6′). Si percepisce che noné una gara qualsiasi: Vukona dopo aver tirato due liberi inguardabili pesca il secondo fallo di White, ma il capitano é caldissimo e piazza con calma un’altra bomba, annuendo soddisfatto del suo operato e comanda a suo piacimento le operazioni prima di andare a riposare. Fontecchio trova un assist al bacio per Reddic che strappa gli applausi alla folla e costringe un DalMonte infuriato, a parlarci su: è Ramel Curry a ridare ossigeno ai suoi, ma dura lo spazio di un’azione, grazie ad Hazell esiziale dall’arco.

2′ QUARTO – Hazell ricomincia da dove aveva finito, raggiungendo quota 14 nel suo tabellino privato, ma Roma non ci sta e ribatté colpo su colpo, riportandosi sotto con le conclusioni dalla lunga. Allan Ray ci mette un’energia speciale in ogni sua iniziativa ma non sempre basta e coach Valli deve riordinare le idee (31-26 al 14′). White si beve Ebi per un comodo appoggio al vetro ma commette subito dopo il terzo fallo abbassando il braccio sul rasta di Roma (che castiga con costanza la difesa bianconera), la Granarolo non trova più con facilità la via del ferro perché la difesa Acea si fa sentire ma grazie alle magie di un Ray in stato di grazia e di un Hazell clamoroso, Bologna resta in qualche modo avanti (38-37 al 17′). Il match é intensissimo, ancora il bomber di Harlem crivella il canestro raggiungendo il ventello, Mazzola é un pilastro in difesa e la folla si esalta per le giocate dei propri beniamini che tentano la fuga prima della sirena.

ALL’INTERVALLO – Strepitose prove degli Splash Brothers bianconeri, 20 Hazell e 16 Ray, mentre nessuno di Roma raggiunge la doppia cifra (7 punti e 9 rimbalzi silenziosissimi per Ejim). Assieme a loro ottime cifre per Mazzola che oltre alla difesa mette in carniere 7 rimbalzi, gli altri di contorno. Per Bologna 8 canestri da tutte le posizioni, perfetti ai liberi, bene da 3 (17 tentativi, 6/9 di Hazell) e migliorabile da 2 (20 tiri totali). Sostanziale parità in tutte le altre voci dello scout tra le squadre. L’occhio cade sui risultati dei campi avversari, Cantú rispetta il pronostico contro Pesaro, mentre ottime nuove arrivano da Pistoia dove Varese è sopra di 23 all’intervallo.

3′ QUARTO – La pausa lunga non fa cambiare il leit motiv: Hazell da 3 e Ebi a replicare, Ray ad inventare canestri con un ball handling di livello superiore. Momento di panico quando il 21 resta a terra per qualche secondo, a seguito di un’entrata acrobatica, l’Acea combatte e grazie ai rimbalzi offensivi punisce la Virtus, ma Gaddy e Reddic confezionano un alley oop da spellarsi le mani. L’atmosfera é fantastica e sull’ennesima layup di Ray, DalMonte deve fermare l’emorragia con un minuto di sospensione (60-45 al 24′), mentre il popolo bianconero tributa una standing ovation ai suoi. La Granarolo sporca tutte le linee di passaggio a Stipcevic e compagni che segnano col contagocce, in difesa i bianconeri sono presenti e su un recupero da rimessa, Fontecchio si invola per due semplici, bissati da una tripla aiutata dagli dei del basket che si schierano apertamente con gli emiliani, che arrivano sul +20. Qualche disattenzione di troppo e alcune buone soluzioni dei giallorossi in maglia blu riaprono la partita in un amen, il vantaggio viene quasi dimezzato, fino a che Gaddy non toglie il coperchio con un libero a segno. Hazell trova due punti in modalità contorsionista, di mano sinistra, prima di alcuni errori finali da ambo le parti.

4′ QUARTO – Freeman si iscrive alla partita che é però di dominio di Hazell che scavalla i 30 in maniera spettacolare, tripla, fallo e shimmy di festeggiamento. Jeremy va di sottomano proteggendosi col ferro, generando il tripudio nei presenti che incitano la Virtus incessantemente. Curry, pur non al meglio come Stipcevic, quando é solo é una sentenza, ma Roma non gioca di squadra e i suoi tentativi di rimonta sono quasi sempre al massimo giochi a 2 (74-62 al 35′). Mazzola trova finalmente il canestro, così come White dopo una lotta feroce a rimbalzo, aggiunge due liberi prima di uscire per raggiunto limite di fallo: i ragazzi di DalMonte e Fucá ci provano trascinati da Curry e Ebi ma le mani in tasca del loro coach la dicono tutta sui suoi veri pensieri. Subentra forse la stanchezza e la paura di vincere, un tecnico a Valli e l’ennesima doppietta di Curry e Ebi portano gli ospiti di nuovo a contatto (80-73 al 38′), costringendo la Granarolo a vincerla nuovamente. Altra standing ovation per infondere le ultime forze alle VuNere, Curry si mangia due punti fatti, Ray strappa un rimbalzo cruciale e mette i liberi, mentre Ebi commette il quinto fallo e si accomoda in panchina tra i fischi. L’assist di Hazell per Reddic sotto canestro indisturbato, assieme ai passi e tecnico a Vukona sono le azioni decisive che condannano Roma a guardare i playoff in tv, mentre la Virtus saprá del suo destino e ne sarà artefice domenica prossima, nell’epilogo della regular season.

PROSSIMO TURNO – Ultima giornata di campionato, in cui la Virtus affronterà la trasferta di Trento, a casa della più grande sorpresa del torneo. La Dolomiti é già da tempo qualificata per i playoff e sfrutterá, come Bologna, il match per migliorare la posizione in grigio e far gli ultimi test in vista delle gare che conteranno. Leader incontrastato della squadra é Tony Mitchell, un’ala piccola dalle fenomenali capacitá balistiche e atletiche, viene ben coadiuvato da Pascolo (grande novitá nel panorama degli italiani) e da un gruppo di ottimi giocatori.

E’ felice, Giorgio Valli. La sua truppa l’ha portato, e lui ha portato la sua truppa, dove nessuno avrebbe immaginato all’inizio della stagione.

“Credo che siamo tutti molto molto contenti, se ci avessero detto che saremmo stati ai playoff a una dalla fine con un meno due ci avrebbero presi per matti. E noi un po’ matti siamo perché il nostro modo di giocare è disciplinato, ma sa dare spazio al talento. È stata una bellissima partita perché quando contava eravamo avanti di venti. Sia in attacco che in difesa c’eravamo noi, è un segnale che sapevamo che i ragazzi volevano giocarsi i playoff. Questa è stata una partita di playoff dura e atletica dove noi abbiamo giocato bene a uomo, tutti i giocatori hanno dato un grande contributo”.

Prima volta, per il tecnico bolognese, da prima guida.

Siamo ai playoff e ringrazio la squadra e anche i giocatori perché così anche io farò i miei playoff. Nella mia carriera ho allenato grandi giocatori come assistente, un po’ meno bravi giocatori come allenatore, ma devo dire che ho vissuto quest’anno un’esperienza bellissima e delle quale sono fiero.
Ho preso dei bravi ragazzi e adesso posso dire che sono ragazzi bravi. Sono davvero molto emozionato e faccio questo mestiere per queste emozioni.
Solo una società sana può esprimere questa roba qua, io ho i miei meriti e i giocatori anche, ma una società sana ha la pazienza di aspettare”.

E adesso, non resta che guardare oltre.

Credo che saranno i ragazzi stessi a pretendere qualcosa in più da questi playoff, non è solo il gusto di ambire, ma quello di giocarceli. Non sarò io a chiedere qualcosa a loro ma credo che siano loro a chiedermi di più”.

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