Serie A: Juve Caserta, a Pistoia un boccone amaro da mandar giù

Si ferma a quattro la striscia di vittorie consecutive della Pasta Reggia. Nella solita bolgia del PalaCarrara, i bianconeri sono costretti a cedere il passo al termine di quaranta minuti in cui i ragazzi di coach Esposito hanno avuto il merito di tenere sempre botta alla squadra locale, salvo poi cedere di schianto in un ultimo quarto che ha letteralmente avuto un unico padrone. Quel padrone che porta, appunto, il nome della Giorgio Tesi Group, brava ad impossessarsi dell’inerzia del match nei momenti decisivi, ad approfittare dei diversi passaggi a vuoto di Caserta e, da ultimo, di capitalizzare l’incredibile serata vissuta da Ariel Filloy (20 punti, 4 assist, 29 in valutazione). Una sconfitta che poteva starci alla vigilia ma che, a conti fatti, fa decisamente male alla squadra casertana che, alla fine della fiera domenicale, si ritrova nuovamente sola all’ultimo posto in classifica, complice l’inaspettato successo della Consultinvest Pesaro contro la ben più quotata Reggio Emilia. Peccato, dunque, Un turno non fortunato per i bianconeri che, in ogni caso, non deve far perdere loro la fiducia per il prosieguo di un campionato che li vedrà impegnati tra due domeniche in quel di Cremona.

L’inizio dell’incontro è caratterizzato da un sostanziale equilibrio. I padroni di casa fanno passare gran parte dei loro giochi offensivi per le mani della coppia di ali Brown-Milbourne, i cui riscontri sono assolutamente apprezzabili. Nelle file della Pasta Reggia, di contro, Moore dimostra un’insolita intraprendenza in attacco, scrivendo – oltre a Scott, a segno con una bellissima affondata – cinque punti a referto che tengono agevolmente in linea di galleggiamento i compagni. Al PalaCarrara l’intensità in campo è piuttosto alta, al pari, tra l’altro, di quella che si registra sugli spalti dove il caloroso pubblico locale deve fare i conti, dal punto di vista dei decibel, con i circa cento tifosi giunti da Terra di Lavoro. Nel frattempo, Caserta, anche in ragione di un reparto perimetrale non proprio intraprendente, comincia ad appoggiare con maggiore continuità il pallone in post-basso dove Ivanov dimostra di non aver perso lo smalto delle ultime uscite (13-11 al 6’). La Giorgio Tesi Group, comunque, seppur alle prese già con il terzo fallo di Milbourne, ha il merito di alternare bene le soluzioni lungo l’arco e nell’area pitturata. In questo senso, l’ingresso in campo delle seconde linee rappresenta ossigeno puro per la compagine toscana, trascinata dal solito adrenalinico Amoroso e da A.Filloy, le cui due triple consentono a Pistoia di chiudere il primo quarto sul +5 (23-18 al 10’). E’ la Pasta Reggia a tenere a battesimo in maniera assai convincente il secondo quarto. Antonutti mena le danze con una bomba, Tommasini la mette dalla media, Ivanov si fa sentire nel verniciato e Domercant ricorre anch’egli per la prima volta all’artiglieria pesante: in soldoni, il parziale è di 2-12 (25-30). L’andamento della contesa potrebbe essere simboleggiata da un elastico che si allunga ed accorcia con incredibile sistematicità. Ecco, allora, che al buon momento dei casertani fa seguito l’accelerazione degli uomini di coach Moretti: nelle strette contingenze, Williams inizia ad alzare la voce, al pari di un Filloy che, poco contrastato, non si fa pregare ad infilare l’ennesimo siluro (32-32). La Pasta Reggia si affida alla solita verve di Ivanov (il primo a toccare la doppia cifra nello score personale) ma sono i padroni di casa ad aprire il gas con i tiri pesanti di Amoroso e Cinciarini (47-42 al 20’). Dopo l’intervallo lungo, si ricomincia in modo scoppiettante. Filloy, tanto per gradire, infila altre due triple pesantissime; Domercant, dal canto suo, non si tira indietro, griffando cinque punti in un batter di ciglia (53-47). Caserta, pur sempre in scia della Giorgio Tesi Group, deve faticare non poco perché i suoi giocatori perimetrali non sono produttivi e, allora, i giochi offensivi rischiano di coinvolgere sempre i soliti noti. Milbourne, intanto, ne mette un paio di capitale importanza ma l’orgoglio della Juve, che assume le sembianze del solito Ivanov, di Capin e Antonutti, le consente di andare alla penultima sirena -1 (63-62 al 30’). Nelle prime battute dell’ultima frazione è la Giorgio Tesi Group a dimostrare una maggiore lucidità: Milbourne, Hall e Cinciarini puntellano il canestro dai 6,75m. La Juve sbanda vistosamente e la bomba di Mordente è solo l’ultimo cenno di sussulto di una squadra che di benzina proprio non ne ha più. Filloy corrobora la sua performance che gli vale il titolo di m.v.p. con altri 4 punti; tutto il resto è garbage-time (87-76 il finale).

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