Serie A1 femminile: Passalacqua Ragusa, il bilancio di una stagione eccezionale

Tempo di bilanci in casa Passalacqua spedizioni, a poco più di una settimana dalla finale scudetto, persa davvero per un soffio al Palacampagnola di Schio. Ed è un bilancio a tutto tondo – e certamente positivo – quello che traccia coach Nino Molino, che il prossimo anno resterà sulla panchina biancoverde per il quarto anno consecutivo, e che tocca tutti gli aspetti più importanti della stagione. Dal mercato estivo alle prestazioni della squadra, passando per il pubblico e terminando con un pensiero al prossimo futuro. “La scorsa estate, in sede di mercato – afferma il tecnico biancoverde – abbiamo avuto alcune difficoltà per varie trattative. Dopo la passata stagione avevano confermato infatti diverse giocatrici, poi Gatti e Williams hanno fatto scelte diverse e, nonostante ci fosse già un accordo con il procuratore, Malashenko all’ultimo momento ha preferito andare altrove e la costruzione della squadra, che avevamo pensato con lei e una guardia americana è saltata. A quel punto abbiamo cambiato strategia, costruendo comunque una squadra competitiva, ma con i tempi che c’erano a disposizione abbiamo potuto migliorare in alcuni settori, soprattutto per quanto riguarda il gioco interno ma anche l’aspetto caratteriale e fisico, ma chiaramente abbiamo perso qualcosa sul perimetro. Il livello complessivo della squadra ad ogni modo non ne ha risentito”.

Un girone d’andata da stropicciarsi gli occhi.

“La prima parte del campionato è stata disputata su livelli davvero eccezionali sia per i risultati, dato che abbiamo uguagliato la migliore partenza con 16 vittorie consecutive, ma anche per il rendimento della squadra e per la stessa qualità del gioco che è stata molto buona”.

Dopo Natale la squadra ha fatto invece un po’ di fatica.

“Nel girone di ritorno il livello degli avversari si è innalzato, ed in questo senso ricordo i rinforzi di Fontenette a Napoli, Yacobou a Schio, Henry a Venezia e Putnina a San Martino di Lupari, mentre noi anche a causa delle problematiche fisiche che hanno avuto Mauriello e Valerio e poi a turno per problemi di salute Pierson, Gorini, Cinili Walker non ci siamo potuti allenare come abbiamo voluto. Anche per questo motivo abbiamo aggiunto Sara Canova che ci ha dato una mano per migliorare la qualità degli allenamenti e si è dimostrata ragazza preziosa”.

Nei playoff le prestazioni sono ritornate quelle dell’inizio del campionato.

“Siamo partiti bene con Lucca e Napoli, con il passare delle partite abbiamo ritrovato le giocatrici per poterci allenare al completo ed abbiamo ritrovato anche un buon ritmo partita. E’ chiaro che la finale ci lascia amarezza per l’epilogo, ma al tempo stesso ci lascia la consapevolezza di avere fatto il massimo per portare a casa il tricolore”.

Gara 5 resterà a lungo nella memoria di tutti.

“Una finale scudetto nella quale ci siamo trovati a 70 secondi dalla fine con il tricolore in mano, contro una squadra che ha tesserato cinque straniere e che nei playoff ne ha potute ruotare quattro, contro le nostre tre, e con sette nazionali contro una, tra l’altro con un’undicesima giocatrice che potrebbe giocare in qualsiasi quintetto e che aveva nello starting-five una quarantina di scudetti. Ho visto nella mia carriera tanti canestri fortunati ma due realizzati in una gara che decideva lo scudetto nell’ultimo minuto è un record. In ogni caso le giocatrici di Schio hanno fatto la loro partita e complimenti a loro. Per quanto riguarda l’arbitraggio non entro in merito al singolo fischio ma ribadisco che negli ultimi 70 secondi la gara, per quanto mi riguarda, va decisa dalle giocatrici e certi fischi lontani dalla palla che ci sono costati anche l’uscita per falli e i tiri liberi, hanno pesato davvero tanto. Il messaggio dell’ultima azione? Era molto chiaro: isolamento per Pierson per l’uno contro uno e tirare a sei secondi dalla fine”.

Il bilancio, alla fine, non può che essere positivo.

“Questa squadra ha dimostrato, oltre dal punto di vista tecnico tattico, di avere eccellente carattere e di essere un ottimo gruppo. A livello di budget, organico, rendimento e risultati la Passalacqua è senza dubbio la migliore squadra. Anche per quanto riguarda le prestazioni delle singole si deve guardare il rendimento su tutto l’anno e non ricordarsi di una partita piuttosto che un’altra”.

I tifosi si confermano una ricchezza dalla quale ripartire.

“Vanno ringraziati perché ci hanno seguito per tutta la stagione, e molti di loro sono stati presenti anche agli allenamenti, il loro calore ci ha dato la forza di superare i momenti più difficili e dunque un grazie infinito a loro. Poi è chiaro che il tifoso si divide in tre categorie: quello che ama la squadra indipendentemente ai risultati che fa, perché ne riconosce i sacrifici; poi ci sono coloro che vogliono sempre vincere e vogliono farlo subito e questo, ovviamente, si scontra con il budget e con la programmazione e poi c’è tifoso ‘tuttologo’, che purtroppo è molto diffuso in Italia e che esiste in tutte le discipline e in tutte le città, che non sbaglia una mossa di mercato, e che sa sempre cosa bisogna fare. E questi sono imbattibili. Ma credo che la piazza di Ragusa, anche se è variopinta, è una piazza dove la stragrande maggioranza sia fatta dei tifosi che vogliono il bene della squadra. Bisogna ripartire da loro nella prossima stagione, e trovare una strategia di marketing per riempire il palazzetto a prescindere dall’evento della singola partita, perché ne benefici la società e la squadra ma perché anche le stesse giocatrici si possano abituare a giocare senza quell’emozione che in alcune occasione le ha bloccate”.

Per il quarto anno in panchina. Un progetto che vede una crescita costante.

“Insieme alla società abbiamo intrapreso un progetto che probabilmente è stato anche più veloce di quelle che erano le aspettative stesse, ed è ovvio che tra tutte le parti che compongono questa società ci sia grande sintonia e stima. Il primo obiettivo è adesso quello di parlare con le atlete di quest’anno per capire un po’ quali di loro saranno riconfermate, poi eventualmente interverremo nel mercato delle italiane ed infine le straniere ad incastro. Questa è la nostra volontà che dovrà andare di pari passo con la volontà delle giocatrici ed ovviamente con il budget. Tra l’altro diffido sempre da quelle che giurano amore eterno alla squadra e che poi in cinque minuti si dimenticano quello che hanno detto”.

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