Serie A2 Gold: tempo di presentazioni ufficiali in casa Forlì

Nuovo appuntamento nella location del Big Bar di via Campo degli Svizzeri alla scoperta dei tanti volti nuovi della Pallacanestro Forlì 2.015. Nel locale di Maicol Ravaioli nella circostanza si presentano i due nuovi acquisti Ferri e Iattoni, i due assistent coach Serra e Tumidei, infine l’importante partnership con Ubi Banca, terzo gruppo bancario nazionale.

“So che la Forlì del basket non se l’è passata proprio bene negli ultimi tempi – esordisce Michele Ferri, nuovo playmaker titolare dell’Unieuro – ma tranquilli: sono qui per aiutarvi a riportare questa piazza dove tradizione e pubblico devono stare. Certamente un pò più sù di dove siamo adesso. Spero di replicare il percorso fatto nei 4 anni di Ferrara. Se ho le motivazioni? Le ho, le ho, quelle non mi sono mai mancate”.

Riccardo Iattoni, mezzo lungo che passa da una forlivese (i Tigers) ad un’altra forlivese (l’Unieuro) ha l’aria di chi affronta un passaggio decisivo per la sua carriera: “Credo di aver dimostrato di poter fare buone cose nelle categorie in cui ho militato finora, avevo veramente una gran voglia di ‘sperimetarmi’ ad un livello superiore. La chiave della mia stagione sarà nel verificare se sarò in grado di ‘reggere’ la nuova categoria da un punto di vista fisico ed atletico”.

Ubi Banca già nel 2010/11 stette al fianco della pallacanestro forlivese, affiancandosi alla FulgorLibertas nella drammatica stagione a lieto fine della FulgorLibertas culminata con la ‘Spring Madness’. Ora l’istituto di credito torna ad appoggiare il basket di Forlì. Andrea Prandini, area-manager Romagna e Nord Marche (e forlivese d.o.c.), ne spiega le ragioni: “Quando si opera su un territorio, occorre investire in quelle che sono le cose importanti di quel territorio. Ovviamente non vi è il minimo dubbio che per Forlì la pallacanestro sia una cosa importante, un fattore aggregativo come non ce ne sono altri. Conosciamo bene Giuseppe Rossi, sappiamo perfettamente che l’uomo le buone intenzioni teoriche solitamente le traduce in termini concreti. Sapendolo al comando di questa avventura ci è sembrato doveroso seguirlo”.

Mentre i cronisti assediano il ds Giroldi a caccia di anticipazioni (“La prossima settimana potrei annunciare un giocatore, o magari anche quattro, dipende da come si muove il mercato. Ribadisco che siamo appetìti“), il coach/manager Garelli coglie l’occasione per motivare ‘la piazza’: “Tutte le persone che sono qui oggi a fianco a me, dai due ragazzi della squadra ai miei due assistenti, per non parlare di chi opera ‘dietro le quinte’ per dare un’organizzazione a questa nuova società, sono accomunati da una caratteristica:ci hanno messo pochi secondi a sposare questo progetto. Questa loro dedizione a prescindere, questo credere in me e nella Pallacanestro 2.015 mi ha dato e mi da quotidianamente la forza per dare il massimo. Vorrei che Forlì capisse questo nostro sforzo. Vorrei che in questa città non ci si perdesse in sofismi, non si spaccasse il capello in quattro, non ci si riducesse alle solite divisioni che dal 1992 ho imparato a conoscere venendo a vivere qui. Penso a Pistoia, una città più piccola di Forlì, con un tessuto imprenditoriale che non riterrei superiore a quello di Forlì, che con la forza della compattezza si sta consolidando in Serie A. A Forlì non si può fare? Vorrei che comprendesse che ci sono una squadra e una società che stanno prendendo forma,ma che tutti i forlivesi possono farne parte. Ognuno a modo suo: l’imprenditore sedendosi al tavolo con noi e scegliendo di investire sulle nostre proposte, il tifoso facendo l’abbonamento, il normale cittadino che possiede un appartamento da dare in affitto concedendocelo magari con un piccolo sconto rispetto a quanto chiedererebbe normalmente. Questo progetto è per Forlì. Questo progetto è di Forlì.

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