Serie B gir.C: gara-2 playoff tra Rieti e Montegranaro, la parola ai due coach

Coach Steffè: “Sapevamo sia io che Luciano (Nunzi ndr) che sarebbe stata un partita diversa con protagonisti diversi e con situazioni di energia mentale diverse. Probabilmente la chiave è stata l’aggressività di Rieti al rimbalzo, Rieti ha tirato quasi il doppio dei nostri tiri liberi. Credo che sia stato un ottimo arbitraggio, al di là del tecnico a Luciano che è una cosa che può accadere, comunque quando uno tira trenta tiri liberi deve vedere l’equilibrio. Siamo riusciti ad evitare gli scarichi interni di Stanic, siamo riusciti ad attaccare dentro l’area anche se abbiamo subito fisicità. Al contrario della partita precedente siamo andati al riposo lungo senza giocatori con tre falli per me è stato più facile gestire terzo e quarto quarto. La partita è stata spaccata da Giampaoli su una rotazione difensiva a due secondi dalla fine dove io sapevo Giampoli e granato avrebbero fatto un’ottima partita. E da là abbiamo innescato un po’ di rotazioni in più e subito dopo Giampaoli ha fatto un altro canestro marcato. È ovvio che giocare davanti ad un pubblico così con grande presenza è un grande aiuto: nei momenti in cui fai canestro ti carica. Noi questa energia l’abbiamo ritrovata solo in noi stessi e nell’aiuto che ti danno i compagni. Più che non giocare come facciamo di solito, non abbiamo fatto canestro. Non abbiamo ribaltato la palla, tirato dopo uno due passaggi. Nessun giocatore, a parte Alessandri, era in ritmo per la gara. Ci vuole tanta esperienza e bisogna aver vissuto tante situazioni. Stanic che va in contropiede si gira di schiena e consegna la palla Giampaoli è un fatto di esperienza. Noi ci stiamo arrivando, ma la conoscenza nostra è più limitata dal tempo.

È ovvio che siamo più corti, però io non mi piango su questo perché siamo arrivati qua anche perché siamo corti ed tutti hanno avuto i propri spazi per giocare. Per giocare queste partite qua devi essere bravo a centellinare le tue energie, non commettere falli sciocchi e chi viene dalla panchina dovrebbe avere un impatto che va con la partita e non volerla spezzare.

Non abbiamo giocatori come Giampaoli e Granato, specialisti nel fare una cosa che entrano e la fanno comunque vada la partita. E’ una squadra diversa, però se dovessi piangere sul fatto di averne pochi, no, perché sono grato di avere questi e sono anche fortunato di avere questi.

Posso fare un complimento a Rieti: per arrivare agli obiettivi c’è bisogno di un pubblico. Ho visto partite vostre dove cerano duecento persone ed ho visto la partita oggi.

Non si va da nessuna parte se non c’è questo sostegno. Perché se oggi ci fosse stata la metà delle perone forse noi un’energia in più, un canestro in più, un tiro libero in più magari l’avremmo fatto e magari ora saremmo qui a parlare vinta di uno o persa di uno.

La gente deve capire, e qui mi rivolgo anche Montegranaro, chi fa gli sforzi e che se vuole vedere la pallacanestro deve almeno contribuire venendo a vedere la partita e soprattutto non si può sperare che i proprietari si spacchino la schiena da soli e poi tutti sono lì a criticare squadra e allenatore. Così non va. Grandi complimenti per chi c’è statooggi. Di Montegranaro c’erano venti persone e li ringrazio perché sono super. Farò di tutto per farvi ricredere venerdì.

Forse dovremmo parlare meno di pick and roll e più parlare di come sostenere le società”.

 

Coach Nunzi: “Sono contento che Furio abbia finito con questo discorso perché sono due anni che lo dico.

Per vincere c’è bisogno di tutto: presidente, squadra, allenatori, tifosi, giocatori e stampa che remino tutti dalla stessa parte. E’ sempre facile criticare, tanto la controprova non c’è. Sono chiacchiere da bar.

Bisogna costruire il posto dove vincere e lavorare e queste sono due piazze che hanno trovato persone serie e che l’hanno dimostrato con i fatti ed è giusto che tuti quanti li aiutino.

Anche perché con tutto il rispetto non è che Rieti e Montegranaro oltre al basket abbiano alternative tali da poter schifare una squadra che gioca in serie B e fare 200 persone soltanto perché la squadra è in serie B, perché comunque ci sono città che in serie B fanno quattromila abbonati.

Vivi per questi momenti e quando ci arrivi vedi tutto quello che hai passato per arrivarci. Sicuramente abbiamo il doppio vantaggio, ma ancora non abbiamo fatto nulla, si vince a tre. Obiettivamente, come mi aspettavo, dobbiamo fare tesoro anche di questa partita. Gara tre bisognerà essere bravi ad interpretarla in maniera ancora diversa. Oggi quando siamo riusciti ad alzare l’intensità difensiva la partita ha di nuovo girato a nostro favore. Abbiamo avuto dei cali di attenzione, di tenuta mentale e continueremo a lavorare su questo. Più minuti si giocano di alto livello mentale e più e più facile vincere la partita. Noi dobbiamo crescere ancora e lo possiamo fare.

Abbiamo cominciato con poca attenzione, mano mano siamo diventati più lucidi e a quel punto le loro scelte difensive sono state messe a nudo prima da Federico e poi da Andrea. Sono contento della risposta che c’è stata da parte di tutti, tutti hanno portato un piccolo mattone. Quando prendiamo fiducia da questo ambiente strepitoso, prendiamo anche forza per difendere meglio e poi viene tutto da sé.

Per me rivedere il palazzetto così è una soddisfazione immensa. Questa è la pallacanestro: con questo clima e questo ambiente. Quando mi accorgo che i giocatori non mi sentono perché intorno a noi c’è tutto questo, a quel punto io sto nel mio habitat ideale per giocare a pallacanestro. Mi fa venire la pelle d’oca.

Per quello che rappresenta questa partita, vedere tutta questa pulizia di tifo mi fa estremamente piacere, tutto rimane contenuto in un tifo leale. Ed è una cosa molto bella.

Poi voglio vincere il prima possibile perché voglio arrivare fino in fondo”.

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