Serie B gir.C: NPC Rieti, intervista al capitano Granato

Incontro Federico Granato, capitano della NPC Rieti, il lunedì seguente alla vittoria del campionato. E’ tardo pomeriggio, Federico esce dallo studio in cui lavora come commercialista e ci vediamo in un parco pubblico. In questo modo possono raggiungerci anche la sua bella compagna, Chiara, ed il suo dolcissimo bambino, Lorenzo che ancora non ha compiuto un anno.

Ciao Federico, sei l’unico giocatore lavoratore della squadra ed anche neo papà. Come si fa a conciliare tutto?
“E’ difficile conciliare gli impegni lavorativi e famigliari con quelli cestistici anche perché le pause non coincidono mai. Quando non lavoro, sono impegnato con le partite. Non è semplice, ma ho tanta passione e tanta voglia di raggiungere l’obiettivo che ci siamo posti”.

Come stai fisicamente e mentalmente?

“Stanco e dolorante, ma felice. In partita ho preso un colpo alla spalla, ma è una piacevole sofferenza.
Mentalmente molto concentrato, ho resettato la testa in direzione Forlì. E’ stata una emozione incredibile vincere il campionato, abbiamo festeggiato tutti insieme ed è stato bellissimo, siamo tutti contenti, però sappiamo che il bello arriva adesso, manca ancora una vittoria”.

Quanto saranno difficili le Final Four?

“Mentre finora eravamo i favoriti, adesso giochiamo contro squadre che hanno vinto i rispettivi campionati. Penso che sarà difficilissimo, ma credo anche che siamo talmente vicini all’obiettivo che non arrivare sarebbe un peccato.”

Giocheremo contro Agropoli, una squadra che conosciamo già. Nei preliminari di Coppa Italia abbiamo perso entrambe le volte.

“La valutazione in base alla Coppa Italia è fuorviante, loro hanno inserito due nuovi giocatori, tra cui Parrillo che è molto importante, noi abbiamo giocato contro di loro senza Benedusi, in uno dei momenti più difficili della nostra stagione, quando eravamo reduci dalla sconfitta esterna contro Eurobasket ed erano settimane di polemiche e tensioni. Sicuramente uno dei punti più bassi dell’annata. La Coppa Italia, inoltre, non è lontanamente paragonabile alle Final Four in quanto la posta in palio è di tutt’altra importanza e la tensione e la concentrazione sono ora molto diverse rispetto a quelle due partite. Agropoli è la squadra che ha vinto il girone sud, composta da giocatori forti, sono stati capaci di una rimonta incredibile di 20 punti nell’ultimo quarto fuori casa in finale, dimostrando di avere grandi doti tecniche e mentali”.

Se avessimo vinto il campionato con la formula di due anni fa ora saremmo già stati promossi in serie A, invece dobbiamo affrontare un ulteriore concentramento e giocarcela contro società blasonate. Tra Rieti, Agropoli, Bologna e Siena, quale è la più forte?

“Tutte le squadre che si sono classificate per il concentramento erano le favorite dei rispettivi gironi. Arrivare a Forlì significa che ognuna di queste ha fatto uscire i propri valori, ma è difficile fare una graduatoria, una ha un vantaggio da un punto di vista fisico, una dal punto di vista tecnico, una mentale. E’ difficile, a questo livello, individuare una fascia di merito, difficile fare pronostici”.

Vincere il campionato di Serie B è già un traguardo storico per la NPC. Tu sei il giocatore che indossa questa maglia da più tempo. Sarà una grande soddisfazione per te.
“Ho sposato il progetto di Cattani e sono cinque anni consecutivi che gioco per la NPC, due di serie C e tre di Serie B. Il primo campionato con la squadra di Peppe (Cattani ndr), però, l’ho giocato nel ‘98-’99. E’ stato un percorso lunghissimo, fatto prima con squadre costruite in economia, per cercare di salvarci, un gruppo solido di giocatori reatini a cui debbo tantissimo e anzi voglio approfittare dell’intervista per ringraziare la persona che dovrebbe essere la più felice di tutte: Fabietto Orlandi che è stato più che un capitano, il vero motore della società che quindici anni fa sognava questo momento. Insieme a lui anche Chicco Cordoni, per me è un onore ed un onere aver erditato il suo ruolo di capitano. Ci sono persone che sono vicino alla nostra società fin dall’inizio e l’hanno sempre fatto a titolo di amicizia e per pura passione e ci sostenevano anche quando non eravamo sulla cresta dell’onda e giocavamo campionati regionali ed io desidero ringraziarli con tutto il cuore. Sto parlando di: Andrea Scatoletti, Matteo Petrucci, Cristiano Cordoni, Fabrizio Dominici, Alessandro Milardi e Gianni Orlandi. Tornando alla storia della NPC, il punto di svolta è stato cinque anni fa quando abbiamo cominciato a parlare di crescita. Da lì abbiamo disputato due semifinali consecutive di C 1 e poi il ripescaggio in Serie B, il ruolo di prima squadra con Rieti ed il progetto triennale che ci porta sabato a Forlì”.

Che sensazione hai rispetto a Forlì?

“Sinceramente sono abbastanza ottimista. Se analizziamo la stagione abbiamo avuto la capacità di consolidarci come squadra e come gruppo, affrontando situazioni ambientali ed esterne difficili, visto che internamente non ci sono mai state tensioni, e compattarci sempre più come è accaduto dopo la partita persa in casa contro Eurobasket. Andremo ad affrontare grandi difficoltà tecniche a Forlì, ma abbiamo raggiunto una unione di intenti che ci permette di affrontare qualsiasi difficoltà che il campo ci potrà proporre”.

A proposito di situazioni ambientali esterne, ad un certo punto della stagione ti sono piovute addosso critiche pesanti.

“C’era chi si lamentava per come giocavo e chi per il fatto che non andavo a cena con i tifosi. Una volta ti criticavano  giocavi male e se uscivi troppo e non il contrario! (ride). A parte tutto, un aspetto positivo c’è: da reatino questa stagione mi è servita tanto, ho dovuto sopportare situazioni esterne al campo fastidiose che però mi hanno consentito di costruirmi un giudizio definitivo su alcune persone che ruotano intorno all’ambiente: è stato evidente chi nel momento di difficoltà mi è stato vicino e chi invece ha voluto andarmi contro”.

Sei felice di questo riavvicinamento del pubblico, la festa dei tifosi dopo Montegranaro, giocare praticamente in casa al Palatiziano?

“È stata una emozione incredibile avere tutti al nostro fianco. E’ la dimostrazione che se l’anno scorso abbiamo riacceso la fiammella, quest’anno è scoppiato l’incendio. Ci sentiamo veramente una città dietro. E questo ci spinge a superare gli ostacoli. Questa partecipazione della città ripaga Peppe degli sforzi degli ultimi tre anni”.

Vuoi fare un invito ai tifosi?

“Siamo veramente vicini a raggiungere l’obiettivo che ci accomuna tutti, andiamo insieme a Forlì e ce la riconquistiAmo sul campo!”.

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