Serie B gir.D: Amatori Pescara, intervista a Matias Di Marco

Matias Di Marco, “cavallo di ritorno” all’ Amatori, ragazzo di grande simpatia, si racconta ai tifosi pescaresi.

Sono Matias Di Marco, ho 25 anni, sono italo argentino (doppio passaporto perchè mia mamma è argentina) e oltre a giocare a basket, dopo aver frequentato scienze motorie ed aver capito subito che non era la mia strada, ora studio con grande passione viticoltura ed enologia.

Quindi praticamente quando bevi stai studiando…

Esatto (ride..).

Raccontaci la tua carriera e descriviti come giocatore.

Ho cominciato verso gli undici anni con la Yale del Presidente Baldassarre per poi passare all’ Amatori dove ho fatto tutta la trafila delle giovanili Under 17 Under 18 e Under 19 quando abbiamo raggiunto le Finali Nazionali con Fontecchio, Di Donato, Leonzio ecc..ed ho esordito in C1 (con Fabio Di Tommaso allenatore). Poi sono stato in C2 a Penne dove però mi sono rotto il ginocchio e sono tornato all’ Amatori in C1 con Paolo Nardecchia come coach. Poi di nuovo qualche anno di C2 fino al 2013 quando Giorgio Salvemini mi ha “ripescato” a Lanciano e mi ha ridato l’opportunità di giocare in DNB. Come giocatore sono un lungo “atipico”, nel senso che non ho l’altezza di un 5 però ci gioco. Sono un giocatore molto altruista che predilige il passaggio, fare i blocchi per il pick and roll, e difendere duro. Anche se non sono altissimo, cerco di farmi “sentire” dagli avversari. Nell’ Amatori quest’anno il mio compito è quello di dare qualche minuto di riposo a Polonara.

Ti descrivono anche come un grande “uomo spogliatoio” e un “soggetto aggregante”.

Si, è vero. Sono un compagnone, mi piace stare insieme agli altri e fare “casino”, soprattutto quando ci sono buon cibo e buon vino. Finchè avrò tanti amici e del buon vino sarò un uomo felice. E poi il basket è si un lavoro, ma soprattutto deve essere un divertimento.

L’allenatore che ti ha dato di più?

Metto a pari merito Giorgio Salvemini e Paolo Nardecchia. Paolo ha cambiato il mio modo di giocare, mi ha “impostato” come giocatore. Giorgio mi ha ridato la possibilità di tornare a giocare in serie B ed è bravissimo tecnicamente.

La scorsa estate il ritorno all’ Amatori: chi lo ha voluto?

Beh, penso che Giorgio ci abbia messo “lo zampino”.

La tua partita più bella?

Finale Under 19 contro Teramo per decidere chi andava alle Finali Nazionali.

Tifo calcistico e cestistico?

Del calcio non me ne frega assolutamente niente, io guardo pochissimo la televisione e quindi anche il basket lo seguo poco. Mi piace invece molto il ciclismo ed ho fatto diversi giri, anche in Europa , sui percorsi delle grandi classiche.

Matias fuori dal campo:

Essendo single vivo ancora con i miei e, come detto, mi piace stare in compagnia e cucinare per gli amici. Ho questa grande passione del buon mangiare e del buon bere, e mi diletto a preparare soprattutto i primi ma anche qualche secondo. Il mio “piatto della casa” è la carbonara stellata di chef Rugiadi.

Beh, a questo punto dacci la ricetta..

Per evitare l’ “effetto frittata” che spesso si presenta nella carbonara, bisogna usare solo i tuorli delle uova che vengono sbattuti col pecorino e il pepe e, a sostituire l’albume, si mette un bicchiere di acqua gassata fredda. A parte si fa rosolare il guanciale in una padella e lessare la pasta fino a mezza cottura. Poi si toglie il guanciale e si versa la pasta nella padella insieme ad un po’ d’acqua di cottura per ultimare di cuocerla facendola ben “inamidare”. Si spegne la fiamma e si versa l’uovo per amalgamare il tutto con il risultato di avere una vera crema. Si impiatta e si aggiunge il guanciale croccante a mo’ di stelline. Come secondo invece il mio piatto forte è l’arista di maiale in crosta con senape e miele.

Altre passioni?

La musica che ascolto in tutti i tipi. Vado poco al cinema mentre mi piace molto andare a camminare in montagna o andare al mare ma in posti non “attrezzati”. Amo la natura selvaggia.

Il tuo futuro?

Attualmente non vedo un mio futuro nel basket anche se ho già il patentino di allenatore di base e istruttore minibasket. Giocherò finchè qualcuno mi darà la possibilità di farlo e finchè mi divertirò. Spero di laurearmi in tempi abbastanza brevi e poi dedicarmi professionalmente alla mia passione eno-gastronomica. Mi piacerebbe produrre un vino mio e già quest’anno vorrei provare a vinificare un po’ di uva biologica.

Grazie Matias, allora buon appetito e…prosit.

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