Serie B gir.D: Aquila, coach Tucci si presenta: “Palermo piazza ambiziosa, sono motivato”

Gianluca Tucci torna in panchina, in Sicilia, alla guida di un’Aquila Palermo dai sogni e dai progetti ambiziosi. Il tecnico avellinese ha scelto di sposare la sfida biancorossa in Serie B, portando con se un bagaglio di esperienza da massima serie. Una vita nella sua Avellino, diversi campionati entusiasmanti tra B e A2 e l’esordio in Serie A nel 2012 con la società irpina.

Benvenuto in biancorosso coach. Quanta voglia ha di ricominciare?
Tantissima, per due motivi principali: questo è il mio mestiere e la mia più grande passione, si è sempre pronti a mettersi in gioco. Poi vengo ad allenare a Palermo, una piazza che sta facendo passi da gigante per la passione e competenza nel basket. Sono molto motivato nel cominciare questa nuova esperienza.

Cosa l’ha attratta del progetto Aquila?
Soprattutto l’importanza della città, un capoluogo. Ho già allenato a Trapani e sono rimasto colpito dalla passione dello sportivo siciliano. La presenza di Francesco Lima e la stima verso lui hanno fatto la differenza nella mia scelta, per la serietà e professionalità dell’intera società Aquila guidata dal presidente Rappa, una gestione ambiziosa e che guarda avanti.

Lei è uno specialista dei salti di categoria. Con Avellino al suo esordio in panchina riuscì a portare la squadra dalla B2 alla LegaDue in pochi anni. Qual è la ricetta per un successo simile?
Principalmente la programmazione, non si può salire di categoria se non c’è un attenta previsione di intoppi e ostacoli. Bisogna aspettarsi tutto ed essere pronti a fronteggiare al meglio i momenti negativi. In questo senso ci vuole grande compattezza, l’unione secondo me è il grande segreto. Palermo si è affacciata quest’anno ad un campionato importante, con umiltà, e mi fa piacere pensare che abbia l’ambizione giusta.

Come giudica il cammino dell’Aquila sin qui e cosa le pare degli equilibri già delineati dal campionato?
Le squadre sono molto diverse, al di là della classifica che rispecchia qualcosa di diverso. Non voglio esprimere troppi giudizi prima del tempo, ma mi sembra ci sia tanta differenza tra le squadre di testa e le altre. Agropoli non ha individualismi, ma un grande gruppo, mentre Bisceglie è una squadra di talento. Dobbiamo inserirci in questo sistema, consapevoli che con l’avvicinamento dei playoff si riparte, anche se non proprio da zero.

Ha vissuto in città di basket come Avellino e Trapani. Quali differenze pensa di trovare in una città dove il basket sta lentamente tornando ad appassionare il pubblico?
E’ importante che la piazza veda degli obiettivi, ma ci vuole tempo. Inizialmente, il basket regala subito grandi emozioni e il pubblico deve ammirare giocatori che diano l’anima in campo, giocando con passione e per la maglia. L’Aquila sta giocando questo campionato da protagonista, anche se non principale, e penso che la chiave sia la costante ambizione.

Cosa ricorda della sua esperienza in Sicilia?
La gente, è una terra bellissima. Ho ancora tanti carissimi amici siciliani, basti pensare che al mio matrimonio i miei compari di anello erano e sono siciliani.

Ha un messaggio particolare da inviare ai suoi nuovi tifosi?
I tifosi si aspettano sempre qualcosa in più, che noi dobbiamo dimostrare subito nell’atteggiamento e nella esperienza. Ho grande stima professionale per il lavoro svolto da coach Marletta, ma se fino ad ora è stato dato il 100%, adesso bisognerà darne il 110. Non stravolgeremo certo gli equilibri a cinque giornate dalla fine, ma si lavorerà per migliorare costantemente. La squadra sin qui ha avuto un percorso positivo, la settimana di pausa ci darà anche il tempo per conoscerci meglio.

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