Serie B gir.D: Duesse Martina, il commento di coach Russo alla sconfitta di Maddaloni

A testa altissima e con un po’ d’amaro in bocca.” Lo dice coach Aldo Russo alla fine di una gara che ha dato, per la gioia di chi ha potuto assistere, momenti di grande basket. La DueEsse si fa protagonista per oltre 39’ minuti, cedendo ai padroni di casa solo sul finale. “Credo che la squadra abbia giocato col piglio della “grande”, contro una squadra molto forte, che non ha mai perso in casa, e che dall’inizio dell’anno punta ai primi 4 posti, con giocatori di grandissima esperienza, più abituati a gestire i momenti finali.” Una partita difficile contro un avversario coriaceo che si è affidato all’esperienza di DeSiato sempre più decisivo. “Sapevamo di dover soffrire – afferma coach Russo – e che fuori casa dovevamo riuscire a resistere per 40’: è venuta fuori una partita condotta per 39’ minuti, di grande energia, nonostante le scelte di ritmo non fossero sempre quelle adatte, spesso i ragazzi hanno ceduto ad iniziative individuali, figlie di ansia, ma poi abbiamo trovato il nostro ritmo, soprattutto nel 2° e 3° quarto, attaccando benissimo la zona di Maddaloni.” Una sconfitta che lascia l’amaro in bocca, al termine di una partita gestita dai blu arancio con poche sbavature, ma inficiata nel complesso da qualche decisione adottata sommariamente. “Abbiamo giocato una partita difficilissima – continua il coach della DueEsse – su un campo caldo e con un arbitraggio che, ancora una volta, ha utilizzato un metro che onestamente non condivido: non vorrei che la carta d’identità di questa squadra condizioni il modo di approcciare e le gare e l’atteggiamento per gestirle, e che tenda, invece, a non premiare l’enorme mole di gioco che produciamo: il computo dei tiri liberi a sfavore è ormai diventato una costante che vorrei richiedesse invece più attenzione contro una squadra che produce tantissimo in termini di 1 contro 1.” Gara tesissima e ad alto concentrato agonistico, che ha emesso il verdetto solo negli ultimi scampoli, amministrati con difficoltà. “Quando non si capitalizza a dovere e si arriva al finale punto a punto – conclude la sua analisi coach Russo – sbagliando anche canestri facili, il gioco diventa una roulette, dove prevalgono gli episodi in cui noi non siamo stati fortunati. Sicuramente potevamo scegliere meglio alcuni possessi offensivi sul finale, ma abbiamo maturato una consapevolezza ancora più chiara: il nostro miglior basket lo esprimiamo senza poter prescindere dal gioco corale e dall’impegno di tutti, e la crescita di questi ragazzi che sono al primo vero anno da protagonisti è sotto gli occhi di tutti.”  

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