Serie B gir.D: è tempo di bilanci per la Dueesse Martina

È tempo di bilanci per la Valle D’itria Basket Martina, a due settimane dalla sconfitta patita in gara 2 contro la BCC Agropoli che ha concluso una stagione di fatto eccezionale per la società del Patron Stefano Scatigna e del Presidente Marcello Schiavone. Un campionato disputato al di là di qualsiasi pronostico iniziale dai ragazzi di coach Aldo Russo, alla sua prima esperienza da head coach, e che ha sancito una crescita vertiginosa e importante di un gruppo sì giovane ma dall’indubbio talento. Dote che unita all’applicazione e al metodo di lavoro quotidiano dello staff tecnico di Russo, ha portato la DueEsse a contendere i quarti di finale playoff alla capolista Agropoli. La dominatrice assoluta della regular season contro la quale i blu-arancio, anche forti della vittoria ottenuta in campionato, hanno provato senza paura e fino all’ultimo a soffiare il passaggio del turno, uscendo comunque tra gli applausi del Pala Wojtyla. L’unione di intenti e la coesione di un intero ambiente ritornato ad entusiasmarsi, come dimostrano gli abbracci collettivi tra tifosi, giocatori, staff e società a fine gara 2, è stato alla base dei successi nell’annata 2014-15. Concetti ribaditi dai vari protagonisti della stagione alla cena di fine anno, voluta e organizzata dalla tifoseria arancio-blu per salutare e rendere omaggio ai propri beniamini e ai vertici societari.

A due settimane dalla sconfitta in gara 2 però sono ancora molte le sensazioni che coach Russo porta dentro di se: le sensazioni che mi porto dietro dopo questa avventura, sono quelle di essere uscito emozionato da un Pala Wojtyla in cui sembravamo noi i vincitori della serie passando il turno. A dimostrazione di come niente potesse scalfire lentusiasmo avuto dal pubblico per tutto lanno nei nostri confronti e che abbiamo provato a trasmettere a tutti quanti. Tutto questo affetto mi ha dato grande gioia ed anche consapevolezza che tutto il nostro grande lavoro, la nostra voglia, il voler migliorarci giorno per giorno è stato percepito allesterno, chiuso in un grande saluto allincontro finale con i tifosi e con la gente. In virtuale grande abbraccio di cui avevo già parlato alla vigilia della serie playoff con Agropoli. Una vera e propria famiglia che non ha mai smesso di sostenerci, e non parlo solo del pubblico di appassionati ma bensì di tutta la città di Martina.

Dalle sensazioni avute al bilancio tecnico-umano di questa avventura in terra pugliese il passo è sì breve ma non facile per Russo, visto lenorme valenza del risultato ottenuto alla guida della DueEsse.

Tracciare un bilancio tecnico-umano di questa esperienza è descrivere una crescita costante, graduale sotto tanti punti di vista, dal livello tecnico a quello esperenziale. Di sicuro un allenatore rookie e alla prima esperienza come me, chiamato in una piazza importante dove si è sempre vissuto pallacanestro di un certo livello, vivendo momenti esaltanti con squadre molto blasonate, aveva la necessità di trasmettere qualcosa di sé stesso: etica del lavoro, responsabilità, coerenza nel credere in un progetto, grinta; il mio modo di vedere il basket insieme alla squadra e a questi ragazzi, dimostratisi davvero allaltezza. A livello umano mi sono ritrovato in un posto che mi ha accolto come se fossi a casa, e questo lho ribadito a più riprese, avendo così quella serenità per poter essere completamente ad agio. Stessa sensazione vissuta da tutti i componenti di questa annata, in un contesto che ha dato competenza, che ha struttura, voglia di fare e al contempo sa farti sentire sempre sostenuto. Parlo anche dei momenti peggiori in cui le 6 sconfitte consecutive potevano scalfire probabilmente la fiducia, non abbiamo mai vissuto pressioni o condizionamenti. Un aspetto molto importante, soprattutto se messo alla luce di un fattore: quello di una società che ripartiva da un progetto completamente differente dagli ultimi anni, ovvero un progetto da green line, con i giusti investimenti, per provare a dare soddisfazioni e permettere a Martina di essere ancora sul palcoscenico della Serie B e continuare a farlo con una prospettiva molto lunga, grazie allinizio di una programmazione. Di sicuro dovevamo guadagnare credito, al cospetto di qualche perplessità iniziale nel vedere allopera un gruppo di ragazzini, guidati da un giovane allenatore, che però poi, credo fermamente che siano stati apprezzati per le qualità tecniche e umane espresse durante questo campionato e non per la carta di identità. Leit motiv ribadito ad inizio anno: non creare lalibi carta di identità’ ma volontà di migliorarsi e superare i propri limiti, perché quando si possiede cultura del lavoro e professionalità non esiste età. Credo si possa parlare di una evoluzione in termini tecnico-tattici importante che ci ha dato degli upgrade continui.

Con queste premesse è lecito chiedersi se Aldo Russo si aspettasse una stagione di questa portata, alla luce della prima vera esperienza, da parte di tutto il gruppo, in un campionato impegnativo come quello nazionale di Serie B.

No, non me laspettavo in termini di risultati perché non abbiamo mai ragionato sulla conquista di traguardi specifici. Il nostro obbiettivo era quello di lottare in ogni partita, raggiungendo così la salvezza il prima possibile, e per farlo necessitavamo di tempo per capire dove potevamo posizionarci sulla cartina geografica di questo girone, sapendo di essere ai più una squadra poco conosciuta e considerata. Chiaramente linizio con 3 vittorie consecutive, vincendo a Venafro con un quintetto importantissimo, battere Catanzaro e Maddaloni subito (che non a caso sono state protagoniste anche ai playoff) ha creato entusiasmo, linfa vitale per spingere sullenergia e labnegazione, rimanendo sempre umili. Volevamo dimostrare che potevamo guadagnare credito per le qualità e non solo la gioventù, e crescere, poiché il fattore determinante di questa stagione era una chiarissima voglia di emergere da parte di tutti. E la chiave tecnico-emotiva è stata un poil contrastare questa ansia, a volte troppo individuale, ma abbastanza preventivabile, dei ragazzi, sulla quale far uscire il talento di ognuno di loro allinterno del sistema di gioco, facendo in modo che tutti si sentissero importanti e prendessero consapevolezza del ruolo. Vivere la DueEsse Martina come unoccasione unica che gli permettesse di avere più responsabilità, il che comporta un peso maggiore a livello mentale, ma allo stesso tempo farlo per il bene della squadra, che ho sempre ricordato loro viene prima di tutto. E quindi affacciarsi in un campionato di Serie B da protagonisti, in un girone che non ha mai visto una partita scontata, nonostante i roster di Agropoli, Palermo e Bisceglie, riscuotere credito per la qualità del gioco espressa, la capacità di battere le prime della classe esprimendo una pallacanestro anche bella da vedere oltre che efficace, frutto di tanto lavoro giornaliero, di efficacia difensiva ma anche di capacità di saper leggere e crescere tatticamente, è motivo di orgoglio.

Su quello che riserverà il futuro è ancora pesto per dirlo, ma di certo la strada è stata già brillantemente tracciata quest’anno, come afferma coach Russo nella seconda parte dell’intervista che sarà pubblicata nei prossimi giorni.

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