Serie B gir.D: è tempo di svegliarsi, il sogno dell’Aquila finisce tra gli applausi

Il sogno si è infranto e l’Aquila Palermo si risveglia bruscamente dopo aver a lungo accarezzato un’illusione, che però non è sembrata mai così concreta. Agropoli vince anche Gara3, nel modo più rocambolesco possibile, staccando il biglietto per le Final Four di Forlì, dalle quali usciranno le tre promosse in A2.

Privi di Rizzitiello, infortunatosi in Gara2, e con le forze allo stremo dopo una stagione lunga e logorante, i biancorossi vedono aprirsi il terzo decisivo atto della serie in casa propria con i fantasmi del finale di sabato scorso: 0-8 di parziale dopo la palla a due per i campani, con le triple di Iurato e del solito Marulli, con Molinaro che pestando la riga non riesce solo a metterne due. Antonelli e i liberi di Gottini sbloccano i padroni di casa, che rientrano prepotentemente in gara con i punti di Merletto e la tripla dell’infinito numero 9 di casa Aquila. Serino prova a rimettere la freccia per i suoi con i punti del +6, con Cozzoli e Di Emidio che limitano il passivo al 17-21 di fine primo quarto.

Romano alza la voce in apertura di secondo periodo, portando gli ospiti nuovamente sul +8, con la tripla di Cozzoli ricacciata in gola al gran pubblico del PalaMangano con un’altra bomba, quella del +11 Agropoli. Tucci si becca un tecnico che, però, sortisce l’effetto sperato: Di Emidio accende la luce con tre bombe che fanno impazzire il palazzo, seguite poi dalla quarta di Cozzoli che chiude il parziale di 12-0 con il quale Aquila chiude in vantaggio 36-35 all’intervallo.

Il terzo periodo è una serie impressionante di pugni al costato per Agropoli. Di Emidio (20 punti e 6 rimbalzi) e Cozzoli (17 e 8) riprendono da dove avevano lasciato, mentre Antonelli troneggia sotto canestro da un lato e l’altro del campo (per lui 13 punti e 17 rimbalzi nel finale da doppia doppia). Aquila crea il vuoto tra sé e gli avversari, con l’intuito e la rapidità di Merletto e i tiri puliti del capitano Michele Giovanatto, la cui tripla piazza il punto del +20, chiudendo un impressionante parziale da 34-3 in appena 7 minuti a cavallo del secondo e terzo quarto.

E’ ancora Romano a suonare la carica, prendendosi in spalla la propria squadra e guidandola, nell’ultimo quarto, verso un qualcosa che in pochi francamente avrebbero previsto a quel punto al PalaMangano. I biancorossi di coach Tucci iniziano pesantemente a patire la stanchezza di una rotazione praticamente a sei giocatori. Agropoli ne approfitta per rosicchiare terreno con i liberi di Marulli, le triple di Serino e le pennellate di Birindelli.

I palermitani, stremati con quel parziale piazzato forse a serbatoio già a secco, sbagliano tanto al tiro, permettendo alla squadra di Paternoster di portarsi avanti con i liberi di Marulli sul 70-71 a 2:35 dalla sirena. Di Emidio risponde dalla lunetta per il +1 Aquila, con Romano che replica dall’altra parte per il nuovo vantaggio ospite. Antonelli è glaciale ancora dalla lunetta per il 74-73 a 47’’ dalla fine. Sono i montanti finali di due pugili sul ring del PalaMangano al 12° round che però vede più freschi gli ospiti, che ancora con Romano dalla lunetta siglano l’ultimo vantaggio (74-75) che dall’altra parte, all’ultimo tiro, i biancorossi non riescono a rovesciare.

Chiudiamo con l’amaro in bocca per aver lasciato questa partita agli avversari – ha commentato l’allenatore di Aquila Palermo, Gianluca Tucci, a fine gara -. Facciamo un in bocca al lupo per le Final Four ai nostri avversari, con i quali pensiamo di aver dimostrato di poter giocare alla pari. Ci sono mancate le forze per affrontare una squadra che, invece, può contare praticamente su nove titolari e che ha avuto il grande merito di crederci sempre, soprattutto con un gran giocatore come Romano. Siamo stati in partita per l’80% di questa serie e devo dire che forse avremmo meritato di più, soprattutto grazie al grande sacrificio dei nostri ragazzi”.

Il futuro è ora per Aquila Palermo, con le parole del presidente Salvo Rappa che ha chiarito come il primo obiettivo sarà cercare di confermare il tecnico avellinese: “Lo ringrazio per questo – ha risposto Tucci -, credo che Palermo sia una piazza ottima per fare basket. Umiltà, competenza, passione e voglia di crescere sono tutte componenti basilari per riuscirci e anche la collaborazione tra le varie parti dello staff, che questa società possiede, credo siano la chiave della crescita di un club. E’ difficile parlare di futuro con ancora l’amaro in bocca di un’eliminazione del genere, ma ci sarà tempo per parlare”.

Si chiude una stagione ampiamente sopra le righe per l’Aquila Palermo che, da neopromossa, ha saputo raggiungere traguardi che nel capoluogo mancavano dalla metà degli anni ’60 e che hanno fatto innamorare di nuovo la città della palla a spicchi. Il lungo applauso del pubblico, salutando i propri ragazzi dopo la gara, non potrebbe esserne una prova più tangibile.

Finale Playoff Serie B (gir. D) – Gara3

AQUILA PALERMO-BCC AGROPOLI 74-75

Parziali: 17-21, 19-14, 29-13, 9-27

Aquila: Cozzoli 17, Antonelli 13, Gottini 5, Merletto 9, Giovanatto 10, Tagliareni ne, Di Emidio 20, Rizzitiello ne, Dragna, Caronna ne. All. Gianluca Tucci

Agropoli: Romano 21, Serino 17, Molinaro 4, Iurato 3, Marulli 20, Parrillo, Spinelli 2, Palma ne, Cucco 2, Birindelli 6. All. Antonio Paternoster

Arbitri: Isimbaldi Corrado, De Biase Stefano

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