Serie B gir.D: Geofarma a Vasto per dare continuità

Sincero il basket, fin troppo. Vai a Isernia contro una squadra che in tredici partite ha racimolato solo quattro punti, calchi il parquet, ti presenti senza anima, giochi svogliato e sotto ritmo, poi cerchi di rimetterla in piedi negli ultimi cinque minuti, ma sei in ritardo, è troppo tardi, e giustamente lasci i due punti. Dopo sette giorni torni a casa ospiti una gran squadra come Palermo, stavolta l’anima l’hai portata con te, giochi come fosse la gara della vita, non arretri di un centimetro, corri, sbracci, sudi, sei lìcon la testa per tutti e quaranta i minuti. E vinci con una tripla del tuo numero dieci a sei secondi dalla sirena, una bomba che ha già infilato nella sua mente, almeno un minuto prima di tirarla davvero. Da Zero a Dieci, direbbe Ligabue dietro una macchina da presa. “Nel time out col coach abbiamo deciso che la palla l’avrei presa io e l’avrei tenuta fino allo scadere dei nostri secondi, – Teofilo ritorna su quei 22 secondi – certo in quelle occasioni di solito provi la penetrazione cercando il canestro da due o il fallo per andare in lunetta. Ma io avevo già deciso prima come l’avrei conclusa, certo aspettavo di ritrovarmi Rizzitiello difronte e non Antonelli dopo il pick and roll di Lillo (Leo), ma nella mia testa è cambiato poco, l’avrei conclusa così e dieci centimetri in più da scavalcare spostavano di nulla la questione, dovevo mettere quel canestro da tre e regalare la vittoria ai miei compagni. Sarebbe entrato, lo sentivo. E così è stato

Statistiche alla mano se si giocasse sempre al Pala Pinto, saremmo in piena bagarre play-off, otto partite, cinque vittorie, e le tre rese che potevano essere altrettanti successi. Quando si lascia la propria casa però qualcosa cambia. Nella testa. Una vittoria all’over time e sei ko, alcuni pesanti, troppo larghi nel punteggio per non far male. Sarà il calore del pubblico, sarà la familiarità col “tappeto” di casa, sarà la tradizione, ma questa squadra quando esce dai propri confini pare perdere quella pelle da Braveheart che la contraddistingue nelle gare casalinghe. E domenica ci si ritroverà in trasferta per l’ottava volta nella stagione e potrebbe essere il momento giusto per mettere da parte due successi consecutivi, impresa mai riuscita ai ragazzi di coach Lotesoriere che non desidererebbe regalo migliore nel giorno della sua centesima sulla panchina della Geofarma. Cammino molto simile quello degli abruzzesi, cinque vittorie, tutte casalinghe, ancora a secco in esterna. Due vittorie di fila a casa propria nelle gare precedenti con Catanzaro e Taranto a testimoniare un affiatamento che cresce. Di Pierro e La Gioia, mente e braccia armate del roster di coach Di Salvatore, 12 punti e una media per partita superiore ai 4 assist vincenti per il primo, 16 punti e quasi un 50% dall’arco dei 6,75 il secondo, con il giovane Mirone (1992) punto di riferimento sotto le plance (25 minuti, 11 punti e 8 rimbalzi). “Proveremo a restituire il colpo esterno che loro ci hanno inferto all’andata, andiamo a Vasto per giocarcela essendo coscienti che loro sono una squadra alla nostra portata, commenta Teofilo, l’augurio che mi faccio è di poter disputare una sfida con la stessa intensità mentale che ci mettiamo al Pala Pinto e che ci abbiamo messo nella gara con Palermo. Non possiamo essere degli eroi tra le mura amiche e diventare brocchi lontano da casa, se tutti quelli che sono in campo riescono a restare sulla stessa lunghezza d’onda, giocare a basket diventa semplicissimo e arrivano i risultati. Senza dubbio.

Il cuore impavido, quello che ha pulsato con Palermo, domenica , portiamolo anche al Pala Bcc.

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