Serie C gir.F: Pedaso, il bilancio di fine anno di coach Camarri

Il campionato di C Nazionale è andato ormai in archivio per la grande maggioranza delle squadre che hanno partecipato ai 10 gironi; sono infatti solo 32 le formazioni che si sono qualificate ai playoff e che quindi stanno continuando la propria stagione con la speranza di ottenere uno dei dodici pass per la prossima serie B. Per le altre, invece, è già tempo di bilanci; non fa eccezione la Pallacanestro Pedaso che, dopo aver festeggiato nel 2014 il proprio cinquantesimo anno di attività con la prima, storica promozione in un campionato nazionale, ha chiuso all’ottavo posto nel girone F, quello con squadre marchigiane, abruzzesi ed umbre.

Con l’allenatore Luca Camarri abbiamo quindi fatto il punto sull’annata della matricola rivierasca.

La stagione è terminata da una decina di giorni, quindi ti possiamo chiedere un bilancio a mente fredda: come valuti l’annata della tua Icubed Pedaso, anche in relazione alle attese iniziali, e che voto le assegneresti?

Direi che l’annata è stata molto positiva se pensiamo a come siamo partiti ed ai risultati raggiunti. Oltre ai 24 punti in classifica, in un campionato con regole “normali” avremmo raggiunto i play-off; penso che questo sia sufficiente per giudicare la nostra stagione. Inoltre, i miei ragazzi sono riusciti a far avvicinare tanti nuovi tifosi e già solo questo basterebbe per assegnare un bell’8 alla nostra annata.

Quali sono stati per te il momento più bello e quello meno felice della stagione?

Il momento più bello è stata l’ultima partita a Tolentino. Venivamo da un incontro, quello in casa con il Pisaurum, in cui avevamo fatto una figuraccia con la F maiuscola. I ragazzi si sono allenati pure il sabato per preparare come se fosse stata una finale una partita che invece, dal punto di vista del risultato, era sostanzialmente insignificante. Tutto questo per farsi “perdonare” dalla società e dai tifosi; da allenatore e da uomo penso quindi che sia stato proprio questo il momento più bello.

Il meno felice, invece, è coinciso sicuramente con la trasferta a Gubbio alla quinta di andata, quando Domesi, il nostro capitano, si è fatto male a 5’’ dal termine, rimediando un infortunio che l’ha tenuto fuori per nove partite; è stato davvero un duro colpo per la nostra squadra e sono convinto che senza questo inconveniente avremmo chiuso con almeno 4 punti in più.

Qualche anno fa, grazie ai brillanti risultati ottenuti a Pedaso, ti eri guadagnato la chiamata in C Nazionale a Porto Sant’Elpidio. Stavolta in C Nazionale ci hai portato direttamente Pedaso e l’hai guidata ad una stagione in cui sia tu in prima persona, che questa società e questa squadra, avete dimostrato di poterci stare alla grande a questo livello. Forse era destino che le cose dovessero andare così; immaginiamo che, dato il fortissimo legame che ormai ti lega a questa realtà, la soddisfazione sia stata ancora più grande…

A distanza di qualche anno posso dire che, senza l’esperienza di Porto Sant’Elpidio, probabilmente l’anno scorso non sarei stato in grado di guidare i miei ragazzi verso la vittoria del campionato. Quindi anche quell’esperienza è stata bella e molto importante. Detto questo, ormai tutti sanno quello che Pedaso ed i miei amici pedasini significano per me. Aver vinto la C2 e poi aver giocato un campionato nazionale, recitando un ruolo da protagonista, qui a Pedaso ha avuto certamente una valenza particolare. Ne approfitto quindi per ringraziare la società che ha permesso a me, allo staff ed ai nostri ragazzi di partecipare all’ultimo campionato di serie C Nazionale.

In qualche modo con questa stagione si è chiuso un ciclo, ma il prossimo si prospetta comunque altrettanto interessante e stimolante; cosa ne pensi della riforma dei campionati che porterà alla nascita della nuova C unica regionale, un campionato magari meno competitivo di questa C Nazionale, ma sicuramente più bello ed impegnativo della C2 degli ultimi anni?

La speranza è che sacrificare l’annata appena conclusa con campionati “anomali” senza retrocessioni e senza play-off tradizionali sia servito a qualcosa. Il progetto è quello di arrivare ad una C unica a 16 squadre in tre anni. Sulla carta penso che sia una buona idea e sono convinto che il livello sarà molto alto, dato che probabilmente parecchi giocatori importanti torneranno a casa per problemi di budget. Certo mancheranno le trasferte fuori regioni, le statistiche online e tante altre piccole cose che hanno dato un sapore particolare all’ultima stagione, ma penso che sarà ugualmente un bel campionato.

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