Simone Pianigiani: "La vittoria di un club moderno, che da energia"

Coach Simone Pianigiani ha festeggiato il suo settimo scudetto italiano, l’ottavo della carriera, il primo a Milano. Nel suo primo anno da capo allenatore, ha vinto Supercoppa e scudetto. “È  uno scudetto – dice – i cui meriti spettano al Signor Armani e a Livio Proli perché hanno costruito un club moderno in cui tutti i membri dello staff mi hanno permesso di lavorare al meglio in una stagione durissima con infortuni e un’EuroLeague che ti uccide per lunghezza e fatica. Noi volevamo piantare un seme ma abbiamo dovuto farlo con l’emotivita delle situazioni circostanti. In quei momenti sentire alle spalle una società così solida, che davvero guarda al lavoro quotidiano, ovvero quello che ti fa migliorare, è stato fondamentale. Così siano migliorati, crescendo giorno dopo giorno anche durante le serie e infatti fin dai quarti di finale abbiamo giocato partite belle e importanti. Siamo stati bravi come coesione e siamo rimasti insieme anche con la partecipazione si chi non giocava come Theodore, che era stato protagonista fino a febbraio, e M’Baye. Abbiamo costruito la squadra con brave persone e vederle felici mi ha reso a mia volta felice”.

Sull’avversaria: “Trento ha eliminato squadre clamorose come Avellino e Venezia. Per noi è stato vitale vincere le prime due quando le loro energie erano al massimo. Shields è un giocatore di livello superiore. Siamo stati bravi a decidere il ritmo nelle prime due è vincere perché rimediare qui sarebbe stata dura. Ma siamo stati bravi a crescere e avevamo meritato gara 5 aldilà dell’episodio finale, la chiave, perché era stata una partita particolare in cui era successo di tutto contro di noi nel finale”.
La vittoria: “Vincere è sempre bello perché vedi i tuoi compagni di lavoro felici. Vorrei non avere la maledizione di dover vincere a tutti i costi. Nessuno vince sempre e vorrei non parlare di me e delle mie vittorie. Ma sono felice in modo particolare perché non volevo perdere proprio qui all’Olimpia con una proprietà e un gruppo di lavoro straordinari che meritavano questa gioia. Vincere timbra un primo anno di semina. Ma ora è importante che la vittoria non ci rilassi perché ogni giorno, anche adesso, dobbiamo pensare a migliorare”.
Il futuro: “Quest’anno eravamo tutti nuovi e abbiamo costruito una base. Ora non dobbiamo stravolgere ma migliorare ogni anno aggiungendo qualcosa. Ma la base c’è ed è molto importante che ci sia. Quando ci ritroveremo ad agosto avremo già un po’ di esperienza insieme per costruire un’altra stagione impegnativa come questa in cui siamo andati in campo 76 volte e ogni sconfitta è stata accolta come un dramma. Non dovrebbe essere così”.
Sul suo ruolo: “Io non lavoro mai pensando di andarmene ma di restare per sempre. Qui c’è una filosofia aziendale. Vedo un club che porta gente al palazzo, crea entusiasmo e ha costruito strutture e programmato. Mi riconosco in un modo di pensare che è il mio. Non pensavo di tornare in Italia ma la sintonia con Livio Proli è stata subito totale. Sento l’energia di un club che ogni giorno si chiede cosa possa fare per migliorare domani. Questo mi esalta”.
Fonte: Ufficio Stampa Olimpia Milano
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