Slums Dunk: intervista esclusiva alla stella dell’EA7 Milano Bruno Cerella

Essere grandi atleti, mescolando la fortuna di avere grandi doti individuali ad un duro lavoro in palestra, è roba per pochi, ma quanti di questi pochi si rivelano essere uomini di grandi sentimenti ?

Bruno Cerella, guardia-ala piccola dellOlimpia Milano, può tranquillamente considerarsi iscritto a questa categoria di pochi intimi. Litalo-argentino ex Teramo, Casalpusterlengo e Varese, campione dItalia con la canotta Armani Jeans nella stagione 2013/2014, oltre a calcare i parquet più importanti dEuropa e ad aver vestito la maglia della nazionale italiana, da alcuni anni si è posto al centro di un progetto propone il basket quale veicolo di cultura, valori e competenze nelle zone dellAfrica più degradate dal punto di vista economico e sociale. Mercoledì 13 gennaio, proprio per sostenere con una raccolta fondi quest’esperienza, Proger Chieti e Were Basket Ortona si incontreranno in amichevole alle ore 20.00 presso il PalaTricalle (costo del biglietto 2 euro).

Cogliendo quest’occasione e per saperne di più, abbiamo raggiunto telefonicamente Bruno Cerella, che con entusiasmo ci ha esposto la storia e i principi ispiratori del progetto Slums Dunk: “Einiziato tutto sei anni fa, quando ho finito di leggere un libro (Il risveglio del leader”, ndr) mi è venuta voglia di fare qualcosa per beneficenza, per compensare ciò che lo sport mi ha dato nella vita. Sicuramente volevo conoscere una cultura diversa attraverso lo sport e quindi con Tommaso Marino ho iniziato questo progetto, partendo dal Kenya, dove è nata la nostra prima basketball academy. Non ci limitiamo solo ad insegnare basket ma usiamo lo sport come uno strumento per educare, la nostra idea è, pertanto, quella di creare una scuola di basket, dando la possibilità a tanti ragazzi di fare sport e di crescere attraverso esso, insieme ad altre realtà onlus che si occupano di educazione e salute. Eunesperienza che umanamente non può che riempire, bisogna vivere determinate situazioni per capirle fino in fondo. Noi da qui proponiamo i progetti ma è in Kenya che vengono realizzati dai nostri manager e allenatori kenioti che sono stati formati da noi. Vedere che il progetto cresce è una cosa bellissima per il bene comune dei bambini che possono apprendere facendo sport. Chiunque può aiutarci dando visibilità al progetto, che così ha la possibilità di andare avanti, comprando i nostri gadget o facendo raccolta di fondi ma comunque si può entrare a far parte dellorganizzazione anche offrendo il proprio impegno personale, in qualità di volontari. Il basket è la mia vita, è una vera passione, ogni giorno vado ad allenarmi con il desiderio di migliorarmi e con la stessa motivazione di quando ero ragazzino. Quando non sentirò più questa passione, vorrà dire che sarà arrivato per me il momento di chiudere la mia carriera. Il Cerella grande atleta però, non può esimersi dal raccontarci la sua stagione con la squadra,lOlimpia Milano, con la quale ha vinto due anni orsono lo scudetto: Milano sta vivendo una periodo di alti e bassi, non è stato facile digerire leliminazione dallEurolega ma siamo consapevoli che la squadra può crescere e che ha dei grossi margini di miglioramento, dobbiamo ancora trovare i nostri equilibri allinterno del sistema. Prima di congerdarsi, però, la stella argentina ha unultima cosa da dirci: A nome della Onlus Slums Dunk invito e ringrazio anticipatamente tutti quelli che parteciperanno alliniziativa di mercoledì. In particolare un grazie va alle due società e a tutti i tifosi che vorranno contribuire per sostenere la nostra causa. Un grazie grandissimo da Bruno Cerella”.

Federico Ionata

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