Tajana: “Dai rapporti con la FIP alla Serie C: vi presentiamo il nostro programma”

Ieri a Legnano la conferenza stampa del candidato alla Presidenza di LNP
Marco Tajana: “Dai rapporti con la FIP alla Serie C: vi presentiamo il nostro programma”
 
Legnano, 6 dicembre 2014 – Una conferenza stampa “live” e interattiva ha fatto da palcoscenico alla presentazione ufficiale del programma di Marco Tajana, candidato alla Presidenza della Lega Nazionale Pallacanestro in vista dell’Assemblea elettiva del 13 dicembre prossimo. Accanto a lui il Presidente uscente Graziella Bragaglio e Stefano Donarini, numero uno di Crema, che faranno parte della squadra di Governo.
 
“Innanzitutto ci fa molto piacere essere qui in streaming davanti a tifosi, giornalisti ma soprattutto a dirigenti e presidenti delle Società che fanno parte del nostro movimento. Trattandosi di una vera e propria campagna elettorale, è importante che tutti abbiano la possibilità di vedere chi siamo e conoscere il nostro programma di lavoro. Quella che vede opposta la mia squadra a quella di Pietro Basciano non deve essere vista come una guerra, ma come una sana competizione per arrivare a gestire questo organismo che rappresenta 225 Società in Italia, la più grande Lega sportiva italiana”.
 
“La fusione tra LegaDue e Lega Nazionale Pallacanestro, che ha visto me e Graziella Bragaglio tra i principali fautori e protagonisti, è stato un evento importante e, a 16 mesi di distanza, possiamo dire che ha portato grandi benefici per tutti. Questo perché siamo riusciti a unire i pregi della LegaDue, importante in termini qualitativi (spettacolo e spettatori) ma povera di squadre (solo 16), con la forza quantitativa delle nostre squadre diffuse su tutto il territorio nazionale”.
 
“In questi 16 mesi la Lega ha funzionato bene a livello operativo e gestionale, ottenendo grandi risultati e obiettivi. Ovviamente ci sono stati alcuni problemi a livello istituzionale-politico e siamo arrivati a un punto in cui una parte del Consiglio ha deciso di sfiduciare il Presidente e far cadere il Consiglio stesso. Da questa fine di un mandato nascono due realtà che si andranno a scontrare il 13 dicembre. La nostra si è formata attorno a me, Graziella Bragaglio, Ezio Vaghi, Vito Quinto e Stefano Donarini, solo per citare i collaboratori più stretti. Scendiamo in campo con l’obiettivo innanzitutto di metterci la faccia e dare del nostro meglio per vincere questa partita, ma anche e soprattutto per creare un nucleo vincente di persone che vogliano lavorare seriamente per avere, comunque vada, un ruolo importante nella gestione di questo sport che amiamo tanto”.
 
“Con noi in Consiglio Direttivo ci saranno: per la Gold, Brescia (Bragaglio), Mantova (Santoro) e Biella (D’Adamo); per la Silver, Tortona (Picchi) e Piacenza (Beccari); per la Serie B, Crema (Donarini) e Bisceglie (Quinto); per la Serie C Saronno (Vaghi). Entro domani definiremo le ultime posizioni per quanto riguarda Silver, B e C, ma questa è l’ossatura della nostra squadra”.
 
“Abbiamo voluto diffondere il nostro programma già nei giorni scorsi, inviando a tutte le società quello che vorremmo fare. Il primo punto è sicuramente il rapporto con la FIP. Noi siamo convinti che la Federazione debba essere un ente fondamentale, l’ente morale garante di un sistema come il nostro dove vengono investiti circa 60 milioni di euro l’anno. Ecco perché dobbiamo essere una parte centrale, che viene ascoltata e rispettata nella scelta delle regole. Queste, quindi, non possono e non devono più piovere dall’alto, ma devono essere con noi condivise e, perché no, da noi promosse. Oltre al fatto che le regole dovrebbero essere anche stabili e durature. Se questo non succede diventa impossibile fare pianificazioni, investimenti, strategie e crea confusione tra gli addetti ai lavori nonché ai tifosi”.
 
“La Serie A1 ovviamente è un campionato che sta sopra di noi, ma non deve essere qualcosa di intoccabile. Laddove ci sono progetti e idee, anche la A1 deve essere coinvolta, perché tutto il  movimento fa parte di un sistema, anche nel momento in cui viene riformato, altrimenti i cambiamenti diventano zoppi”.
 
“Per quanto riguarda gli impianti, è fondamentale che la Lega abbia come uno dei suoi principali obiettivi quello di accompagnare le società nel processo di ricerca delle risorse per quelle opere che sono necessarie alla riorganizzazione e all’ammodernamento delle strutture oggi esistenti”.
 
“Veniamo alla Serie C: nostro malgrado, diventerà un campionato di livello regionale. Ma noi abbiamo proposto che rimanga parte del movimento della Lega, anche solo per quelle squadre che per tanti anni hanno disputato un campionato Nazionale e che ora si trovano, non per volontà propria, ‘retrocesse’ a un torneo regionale”.
 
“Esiste, poi, questo problema dei parametri, molto importante. Abbiamo ottenuto che vengano portati in Consiglio Federale una serie di cambiamenti, ma non abbiamo potuto ottenere la possibilità di cedere i parametri, perché la FIP non ha voluto. Per quanto riguarda il discorso sul valore dei NAS, ne abbiamo chiesto ufficialmente un abbassamento e andremo avanti con questa proposta, perché importi troppo elevati in un momento  economico così difficile diventano insostenibili per le società”.
 
“Parlando di liberatorie e lodi, il nuovo sistema che abbiamo proposto avrebbe dovuto entrare nella fase operativa proprio in queste settimane. Le liberatorie sono un sistema fondamentale per evitare le situazioni di doping amministrativo delle società. Accanto a questo, abbiamo proposto di accorciare il tempo di esecuzione dei lodi, che dovrebbe essere presentato entro il 31/12 dell’anno in cui finisce la stagione”.
 
“Per quanto riguarda l’iscrizione ai campionati, ci piacerebbe prendere a esempio quanto succede nel mondo del calcio con la LegaPro: termine perentorio di iscrizione, esclusione senza documenti in ordine, 15/20 giorni per fare ricorso, se si viene regolarizzati c’è l’iscrizione ma con 2/4 punti di penalizzazione. Questo permette di essere ligi sulla data, clementi con chi ha commesso una svista o un errore, corretti nei confronti di chi ha presentato tutti i documenti entro il termine giusto”.
 
“Un altro punto riguarda la formula del prossimo campionato di A2: che dovrebbe essere unico: per questo dobbiamo trovare una formula con 32 squadre. Noi pensiamo che una formula che possa accontentare un po’ tutti sia quella con 4 conference da 8 squadre, con 38 partite di stagione regolare”.
 
“Parlando dell’organizzazione operativa e gestionale, siamo convinti che il management attuale abbia raggiunto risultati brillanti e che debba continuare sulla strada intrapresa. Per quanto riguarda l’azione di marketing, il nostro valore aggiunto, come è stato in questi 16 mesi, è proprio essere presenti su tutto il territorio nazionale, in tutte le province d’Italia, senza dimenticare che abbiamo un patrimonio incredibile di spettatori. Tutto questo deve essere sfruttato per far capire agli investitori che siamo un prodotto di valore a livello commerciale”.
 
“Vorrei parlare poi della TV, sottolineando come anche in questo ambito sia stato fatto il massimo. Il problema è che oggi le televisioni non hanno soldi e per andare in tv bisogna prodursi le partite. L’anno scorso con Adecco siamo riusciti a essere presenti su Sportitalia, dopodiché siamo partiti con il nostro canale web che ci ha dato ottimi risultati. Quest’anno abbiamo avuto interlocutori, tra cui Sportitalia nuova gestione, che ci chiedeva però la produzione delle partite (5.000 euro a incontro). Nel frattempo la FIP ci ha chiesto di appoggiarla nel nuovo canale che loro stanno sviluppando per il basket (che sarà sul canale 204 della piattaforma Sky) e noi abbiamo aderito a questo progetto: loro ci produrrebbero le partite e noi contribuiremmo con contenuti e organizzazione. E da gennaio ci saranno da gennaio due partite settimanali in diretta”.
 
“Infine torniamo sulla Serie C: siamo consci del fatto che in questo momento è difficile fronteggiare i costi che il sistema basket richiede. Graziella ha chiesto al Consiglio l’anno scorso di ridurre di un terzo la quota di iscrizione della DNC. L’idea è quella di poterlo fare sempre di più, laddove però ci siano determinati introiti commerciali, per i quali il management deve lavorare con progettualità e costanza”.   

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