Tendinite d'achille: cause, sintomi e cure

Una grande incidenza della tendinite d’Achille si riscontra tra i giocatori di basket, con un elevato numero di casi di infiammazione o di infortuni a carico del tendine interessate.

Minori sono i casi di tendinite in cui può imbattersi un soggetto, nel normale svolgimento delle proprie attività quotidiane.

Ma in cosa consiste? Quali ne sono i sintomi? E quali i rimedi da adottare?

La tendinite di Achille o tendinopatia del tendine d’Achille colpisce, appunto, il tendine d’Achille, ossia il tendine principale e più grande del corpo umano, che parte dal tallone e arriva fino ai muscoli del polpaccio ed è di grandezza tale da essere chiaramente individuabile al tatto.

Infatti, il tendine d’Achille si presenta come una fascia dalla consistenza elastica, che si innesta nella parte posteriore della caviglia.

Un ringraziamento va a Roberto Franzese, per le informazioni che ci ha fornito. Per ulteriori approfondimenti, visitate  Centro ryakos

Come capire se vi è un’infiammazione a carico del tendine di Achille?

L’infiammazione non passa inosservata e, anzi, si presenta come un dolore, simile a rigidità, nella zona del tendine.

Quando il dolore accusato sia lieve e sopportabile, risulta sufficiente osservare un periodo di riposo e ricorrere all’assunzione di anti-infiammatori, sistemici o topici.

In caso di infortunio più serio e di dolore importante, che venga percepito in modo improvviso, come un colpo dietro la caviglia, allora può essersi verificato uno strappo o una rottura del tendine: in tal caso, è opportuno rivolgersi ad uno specialista, che potrà anche presentarvi la possibilità di un intervento chirurgico, per ripristinare i tessuti danneggiati dal trauma.

Tendinite d’Achille cause

Le cause che possono portare ad un’infiammazione del tendine possono essere molto varie:

  • eccessiva intensità dell’attività fisica o esasperazione dell’attività fisica abituale;
  • tacchi alti;
  • particolare conformazione del piede, che porti maggiore tensione del tendine;
  • farmaci che possono essere tossici per i tendini;
  • attività fisica con cambi di ritmo, velocità e salti frequenti: proprio come nel caso del basket, ma anche di calcio e danza;
  • sesso ed età, in base ai quali sono più soggetti gli uomini sopra i 30 anni.

Prevenzione

Per evitare il sorgere o il ripresentarsi di una tendinite d’Achille, Roberto Franzese consiglia di adottare alcune abitudini, quali:

  • riscaldarsi bene prima di iniziare l’attività fisica;
  • prediligere una corsa in piano, piuttosto che in salita;
  • calzare scarpe con un buon supporto e adatte al proprio piede;
  • non aumentare l’intensità dell’attività fisica in modo netto, ma in modo graduale;
  • fermare l’attività in caso di dolore o rigidità al polpaccio o al tallone.

Tendinite d’Achille sintomi

I sintomi di una tendinite sono evidenti: si parte da un dolore localizzato nella zona sopra il tallone, che aumenta quando vengono compiuti movimenti che vadano a caricare tensione sul tendine.

Inoltre, si ha un aumento del dolore in caso di pressione sulla zona interessata.

In caso di rottura del tendine, invece, il dolore è forte e immediato, tanto da non riuscire a proseguire l’attività che si stava svolgendo.

Ad accompagnare il dolore, si affianca anche una diminuzione della forza muscolare, lieve all’inizio, ma capace di aumentare con il tempo.

Altri sintomi sono rigidità, scricchiolii al tocco o al movimento del tendine e gonfiore, ma anche arrossamento e aumento di calore nella zona di cute sovrastante il tendine.

Tendinite d’Achille cure

In caso di tendine d’Achille infiammato, la prima cosa da fare è mettersi a riposo prima possibile, per evitare che una situazione infiammatoria degeneri in una rottura: la zona infiammata non va mossa né sforzata.

Rivolgetevi ad un fisiatra o ad un ortopedico, così da avere una diagnosi completa con indicazione del relativo trattamento specifico per il vostro caso.

Per effettuare una corretta diagnosi, il vostro medico verificherà la presenza di un’infiammazione o di una rottura, se vi sia impotenza funzionale, mobilità, sensibilità e forza nella zona interessata.

Per una diagnosi più specifica, andranno eseguiti esami strumentali: ecografia, radiografia e risonanza magnetica.

Il medico vi consiglierà di restare a riposo e sospendere l’attività fisica, ricorrere ad anti-infiammatori locali, applicare del ghiaccio 3 o 4 volte al giorno per circa 20 minuti e un bendaggio e tenere la gamba sollevata, in modo da ridurre dolore e gonfiore.

Inoltre, in quanto atleti orientati a riprendere l’attività fisica e ad evitare ricadute, il medico vi indicherà degli esercizi di stretching da svolgere per riabilitare il muscolo in modo attivo.

L’elemento che determinerà la vostra capacità di ripresa sarà la pazienza e la costanza nel seguire il trattamento indicato dal medico; senza contare che i tempi di guarigione dipenderanno anche dalla gravità della lesione riportata: i casi più seri richiederanno alcuni mesi.

In particolare, come indicato da Roberto Franzese, data la presenza di un sovraccarico funzionale, soprattutto negli agonisti, si può andare incontro ad una lesione totale o parziale del tendine, per cui i tempo di recupero variano dai 6 agli 8 mesi.

Esercizi eccentrici

Abbiamo accennato alla possibilità che il vostro medico vi assegni degli esercizi da svolgere, per favorire il recupero della mobilità e della funzionalità del tendine.

Proprio nell’ambito delle tendinopatie, un ruolo interessante svolgono gli esercizi eccentrici: il lavoro eccentrico è quella condizione del muscolo in contrazione, ma che si allunga.

Per la prevenzione e la cura della tendinite d’Achille, gli esercizi eccentrici prevedono un lavoro del muscolo del tricipite, che va ad allungarsi, mantenendosi in contrazione.

Di seguito, vi indichiamo due esercizi eccentrici, indicati in caso di tendinopatia.

Esercizio numero 1

Si parte da una posizione di carico sull’avampiede dell’arto interessato, mantenendo il ginocchio steso e il piede in flessione plantare.

Si passa alla posizione successiva, abbassando lentamente il tallone dell’arto colpito, fino ad arrivare a portarlo sotto il piano di appoggio, con ginocchio steso e piede in massima flessione dorsale.

Di questo esercizio, vanno svolte 15 ripetizioni per 3 serie, due volte al giorno tutti i giorni per 12 settimane.

Esercizio numero 2

Si parte da una posizione di carico sull’avampiede dell’arto colpito, tenendo il ginocchio leggermente flesso e il piede in flessione plantare.

Si passa alla posizione successiva, abbassando il tallone lentamente e portandolo al di sotto del piano di appoggio, tenendo il ginocchio flesso e il piede in massima flessione dorsale.

Si torna alla posizione di partenza, utilizzando l’arto controlaterale.

L’esercizio va svolto in 15 ripetizioni per 3 serie, due volte al giorno tutti i giorni per 12 settimane.

Nello svolgimento degli esercizi, non deve essere avvertito dolore, anche se le prime volte può esserci un fastidio, per cui i movimenti devono essere lenti e senza sovraccarico.

Se il dolore avvertito dovesse essere eccessivo, l’esercizio va svolgo con doppio appoggio.

Il carico non deve essere eccessivo, altrimenti si rischia di stancare i muscoli e aggravare la situazione: potete utilizzare attrezzi da palestra o uno zaino da riempire in modo progressivo.

Metodo Mézières

Un altro strumento per curare la tendinopatia è il metodo Mézières, che prevede un approccio schematico, con normalizzazione della struttura del corpo, in base a specifici criteri.

Attraverso questo metodo, si svolge un lavoro strutturale, fatto di posture, cioè stiramenti, movimenti articolanti e messa in funzione dei gruppi muscolari, senza farli condizionare dalle consuete cattive sinergie.

Tale metodo viene utilizzato anche nella cura della tendinite d’Achille.

Onde d’urto

Le onde d’urto sono un’ulteriore possibilità a disposizione di chi soffra di tendinite d’Achille: queste si stanno diffondendo sempre di più, grazie ai tanti risultati positivi riscontrati.

La zona perimetrale a quella interessata dall’infiammazione viene trattata dal fisioterapista, in modo da stimolare il tessuto connettivo e aiutare la microcircolazione locale.

Di norma, questo trattamento viene abbinato agli esercizi eccentrici: anzi, questa soluzione si è rivelata essere la migliore nella prevenzione e nella risoluzione di patologie infiammatorie a carico del tendine d’Achille.

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